Bylina

BYLINA (plr. byliny). – Canto popolare epico russo, tramandatosi oralmente. Da “byl”, passato del verbo byt′ = essere, significa ciò che fu, che accadde, racconto non inventato, ma reale. Il termine si trova già nel Canto della schiera d’Igor, ma nel suo attuale significato letterario cominciò ad entrare in uso solo nella prima metà del sec. XIX. Nel linguaggio popolare il canto epico è stato chiamato starina, o cosa antica.

Le byline sono una delle più notevoli manifestazioni della poesia popolare indoeuropea. Una prima raccolta di esse, nota sotto il nome di Kirša Danilov, apparve nel 1804, ma il loro studio scientifico non cominciò che nella seconda metà del sec. XIX con le raccolte di Rybnikov, Hilferding, a cui seguirono quelle di Markov, di Grigor′ev, ecc., relative a regioni diverse della Russia. Nel suo aspetto esteriore, come componimento poetico, indipendentemente dal contenuto e dall’appartenenza a questo o a quel ciclo, la bylina è divisa in tre parti: l’inizio con cui il poeta si volge all’ascoltatore, l’esposizione e infine la “slava” (o gloria) con cui il poeta prende congedo. Spesso questo congedo contiene la celebrazione dell’eroe di cui la bylina ha cantato le gesta. Gli eroi delle byline sono chiamati “bogatyri”. Ogni bylina canta di solito una sola gesta di un solo eroe; le byline relative ad uno o più eroi formano un ciclo. Per lungo tempo nella scienza si è conservata la distinzione delle byline in tre cicli: quello dei bogatyri primitivi, quello dei bogatyri di Kiev o di Vladimir, infine quello dei bogatyri di Novgorod; gli studî più recenti hanno mostrato che molte delle byline relative ai cosiddetti bogatyri primitivi sono di origine posteriore a quelle dei cicli di Kiev e Novgorod. In ogni modo la distinzione può mantenersi per quanto riguarda gli eroi: il primo ciclo comprende gli eroi Svjatogor, Volga Vseslavič e Mikula Seljaninovič, personificazioni di elementi universali concretantisi nella vita russa; il secondo Il′ja Muromec, Dobrynia Nikitič, Aleša (Alioša) Popovič e numerosi altri, moventisi a Kiev intorno al principe Vladimir; il terzo infine Sadko e Vasilij Buslaevič, caratteristiche figure dell’ambiente d’origine, la ricca città di mercanti Novgorod.

All’inizio dello studio scientifico delle byline predominò la tendenza, di origine romantica, a veder nei bogatyri personificazioni delle forze della natura (la cosiddetta “scuola mitologica”): ma già nel 1868, per opera dello Stasov, a questa tendenza si sostituiva quasi generalmente l’idea che la poesia popolare epica russa non sarebbe che un’imitazione tardiva della poesia epica orientale, arrivata in Russia attraverso l’invasione tartara nei secoli XIII-XV; finalmente prevalse la teoria storica, difesa in particolar modo da A. Veselovskij, che nelle byline vedeva soprattutto il prodotto di determinate classi del popolo, attraverso cantori di professioni, i quali nei loro canti rispecchiavano appunto idee ed interessi delle singole classi. Ognuna delle tre teorie ha senza dubbio elementi rispondenti a determinati momenti della creazione e dello sviluppo del canto epico, tramandato oralmente, e gli studî moderni, se pur fondati prevalentemente sui risultati della scuola storica, tengono conto anche delle antiche idee.

Le byline, tramandate oralmente, dovettero la loro forma artistica a cantori professionali, da una parte gli “skomorochi”, specie di giullari che cantarono soprattutto soggetti secolari, dall’altra i “kaliki” (in origine vagabondi visitatori di luoghi santi) che ad oggetto del canto presero sempre episodî di contenuto religioso. Non mancarono naturalmente contaminazioni, sia di forma che di contenuto, dovute alla trasmissione esclusivamente orale dei canti.

Le più antiche byline debbono farsi risalire al periodo di predominio di Kiev; non tutte però le byline che hanno come figura centrale il principe Vladimir sono d’origine kieviana: il principe Vladimir è rappresentato spesso nel canto con i tratti caratteristici dei despoti orientali e moscoviti. Il fatto poi che le byline si sono conservate quasi esclusivamente nei territorî settentrionali, mostra che il principe Vladimir e i suoi eroi non rappresentavano più una realtà, per i cantori, ma erano figure poetiche, intorno alle quali si muoveva una vita sempre più lontana da esse. Nel sec. XVIII cominciarono anzi a penetrare nelle byline figure e avvenimenti storici contemporanei (per es. Pietro il Grande, la guerra con la Svezia sotto Caterina II, e simili). Un processo inverso si ebbe con la penetrazione nella bylina dell’elemento puramente favoloso che finì col travestire del tutto l’elemento primitivo intorno a cui la bylina s’era formata. Un processo intermedio è la contaminazione tra l’elemento epico mondano e quello religioso, che da qualcuno è considerata fondamentale di tutto l’epos russo.

Lo studio sempre più attento dell’epos russo ha rivelato non solo il profondo spirito poetico del popolo, ma anche l’interesse che questo ebbe per il destino della patria, spesso assai bene caratterizzato e celebrato nei canti, degni di essere posti accanto a quelli più famosi di tutti i popoli antichi e moderni.

Edizioni: Raccolta di Kirša Danilov: Drevnija russkija stichotvorenija (Antiche poesie russe), 1ª ed. Mosca 1804, ultima ed. 1901; Raccolte di P. Kireevskij (1860-74), P. Jakuškin (1860), Rybnikov (1861-67), Hilferding (Onežskija Byliny [Byline di Onega], 1873); A. Markov, Belomorskija Byliny (B. del Mare Bianco), 1901; A. Veselovskij, Južnorusskija Byliny (B. della Russia meridionale), Pietroburgo 1881; Markov, Maslov e Bogoslovskij, Materialysobrv Archanggub. (Materiali raccolti nel Governatorato di Arcangelo), I, 1901 III, 1910; A.D. Grigor′ev, Archangelskija byliny i istoričeskija pesni (Byline e canti storici di Arcangelo), Mosca 1904. La più recente raccolta critica è quella di M. Speranskij: Byliny, voll. 2 con articoli introduttivi, note, indici, tavole fuori testo e pagine di musica, Mosca 1916-1919. Da ricordare anche la raccolta di G. Ljackij, BylinyStarinki bogatyrskija, Pietroburgo 1911, nuova ed. Stoccolma 1920.

Bibl.: In russo: I. Sacharov, Skazanija russkago naroda (Racconti poetici del popolo russo), Mosca 1836-37; F.N. Buslaev, Istoričeskie očerki russkoj narodnoj slovesnosti (Saggi storici di letteratura popolare russa), 2 volumi, Pietroburgo 1861; id., Russkij bogatryrskij epos (L’epos eroico russo), in Russkij Vestnik, 1862; L. Majkov, O bylinach Vladimirova cikla (Sulle byline del ciclo di Vladimir), Pietroburgo 1863; J. Ždanov, Russkaja poezija v do-mongol skuju epochu (La poesia russa nell’epoca premongolica), in Kiev. univ. izvestija, 1879; V. Stasov, Proischoždenie russkich bylin (L’origine delle byline russe), Mosca 1868; O. Miller, Il’ja Muromec i bogatyrstvo kievskoe, 1870; M. Chalanskij, Velikorusskija Byliny Kievskago cikla (Le byline grando-russe del ciclo di Kiev), Varsavia 1886; I. Ždanov, Russkij bylevoj epos, Mosca 1895; A. Markov, Iz istorii russkago bylevogo eposa (Dalla storia dell’epos russo), Mosca, I, 1905; II, 1907; V. Miller, Očerki russkoj narodnoj slovesnosti (Saggi di letteratura popolare russa), 3 voll., Mosca-Leningrado 1924.

In altre lingue: A. Rambaud, La Russie épique, Parigi 1875; V. Jagič, Die christlich-mythologische Schicht in der russischen Volksepik, in Arch. für slav. Phil., I, 1876; R. Abicht, Die russische Heldensage, Lipsia 1907; W. Wolner, Untersuchungen über die Volksepik der Grossrussen, Lipsia 1879; E. Lo Gatto, Storia della letteratura russa, Roma 1928-1930, 1 vol.

Raccolte di traduzioni scarse e incomplete in tutte le lingue occidentali: C. H. von Busse, Fürst Vladimir und dessen Tafelrunde. Altruss., Heldenlieder, Lipsia 1819; B. Stern, Fürst Vladimirs Tafelrunde, Berlino 1892 (migliore della precedente). In italiano esiste una piccola raccolta curata da D. Ciampoli (Lanciano), che può dare un’idea generale delle byline.

Fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/bylina_%28Enciclopedia-Italiana%29/



Categorie:R13- Storia del folklore russo e delle tradizioni orali

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