Vignetta

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La vignetta è un disegno, generalmente rappresentato all’interno di un riquadro, contenente una singola scena della striscia, della tavola o dell’intero volume a fumetti. L’ordine e le dimensioni delle vignette sono fondamentali, perché rappresentano una scelta stilistica e narrativa ben precisa. Ad esempio vignette di dimensioni e forme diverse forniscono una narrazione più movimentata, al contrario di un’impostazione con numero di vignette fisse, tutte della stessa dimensione, che esprimono meno dinamismo.

Per alcuni studiosi la successione delle vignette crea un fenomeno percettivo analogo a quello del montaggio cinematografico ed effettivamente la funzione delle vignette è simile a quella delle inquadrature, con cui ha alcune similitudini, fra queste:

  • il punto di vista. Sulla drammaticità della scena influisce molto se la prospettiva è dal basso (in genere l’effetto è sovrastante, l’immagine incombe su chi guarda) piuttosto che dall’alto (dove si ottiene l’effetto contrario, di predominanza di chi guarda rispetto al soggetto raffigurato/ripreso).
  • Le luci. La distribuzione delle luci, legata nel fumetto alla teoria delle ombre, può essere utilizzata, ad esempio, per ottenere cupi effetti di chiaroscuro così come per delineare sagome controluce che creano atmosfere particolari.
  • i colori. L’uso dei colori può contribuire a creare un’ambientazione più o meno drammatica, in base allo stile e alla tecnica scelti.

Cinema e fumetto differiscono in altri aspetti pur avendo in comune una rappresentazione illusoria e bidimensionale di una realtà tridimensionale. I mezzi tecnici utilizzati dai due media per rappresentare l’azione, sono completamente diversi, sia per i costi che per il numero di persone impiegate (un fumetto può realizzarlo anche una persona sola). Ma le contaminazioni tra i due media, rafforzate dall’ondata di cinecomics (film tratti da fumetti, prevalentemente ma non esclusivamente con protagonisti supereroi), restano comunque importanti per evidenti analogie di linguaggio.

La vignetta satirica

Un’accezione molto importante della vignetta come termine tecnico del fumetto come mezzo espressivo è la vignetta umoristica o di satira politica, messa a punto dal vignettista spesso anche caricaturista. in cui tutto si risolve in una singola inquadratura (vignetta) in sé conclusa e finita. All’interno del riquadro si trovano uno o più personaggi con le loro battute in genere brevi e fulminanti. La storia della vignetta politica in particolare è ormai ultrasecolare e ha annoverato anche autori assunti a notevole fama.

In questo ambito specifico, tra gli italiani più celebri si ricordano: Giorgio Forattini, Francesco Tullio Altan, Angese, Massimo Bucchi, Renato Calligaro, Vauro Senesi, Mauro Biani e altri.

Antonio De Lisa- Italian Style

Lessico fumettistico

Balloon

Il termine inglese balloon indica il segno grafico convenzionalmente usato nei fumetti, vignette e fotoromanzi per contenere i testi pronunciati o pensati da un personaggio, o emessi da una fonte sonora.

In italiano il termine balloon corrisponderebbe a fumetto, sostituito da nuvoletta da quando è di uso comune indicare con fumetto il media stesso. Il termine balloon è largamente usato anche in Italia.

Il balloon semplice è costituito da un corpo di forma tondeggiante o rettangolare, nel quale sono inseriti testi, più raramente immagini, e dalla pipetta, il segno che dal corpo va ad indicare la bocca dei personaggi, o più genericamente la fonte sonora. Forma e contorno del balloon possono essere utilizzati per dare indicazioni di tono e volume. I contorni tratteggiati possono indicare un sussurro, quelli “spezzati” un grido, o la provenienza del suono da un apparecchio (radio, televisione…). Oltre a queste variazioni base, ogni modifica consapevole della forma semplice può essere usata come espediente grafico, al fine di caratterizzare visivamente il suono contenuto nel balloon. Più balloon proferiti dalla stessa fonte sonora possono essere collegati tra loro (legati), per scandire il ritmo del dialogo, ed evitare un uso eccessivo delle pipette. In alcuni casi la sola pipetta sostituisce il balloon, mettendo in relazione diretta fonte sonora e testo, espediente utilizzabile nel caso di sfondi neutri. È convenzione per esprimere un pensiero, utilizzare una nuvoletta dai contorni chiusi dove la pipetta è sostituita da una serie di ellissi che vanno rimpicciolendosi man mano che si avvicinano alla testa del personaggio stesso.

Il balloon ha una funzione semantica ed espressiva particolarmente importante in rapporto all’impiego che ne fa l’autore all’interno della vignetta. Sebbene in modo poco appariscente, il balloon contribuisce in modo determinante alla forza comunicativa e alla comprensione di un’opera a fumetti. Il letterista o calligrafo si occupa professionalmente di questo campo specifico.

Si possono distinguere:

  • balloon di dialogo (speech balloon), destinati ad ospitare i dialoghi dei personaggi, a cui sono collegati mediante frecce dette pipe (pointers)[1];
  • balloon di pensiero, che riportano i pensieri dei personaggi, a cui sono collegati mediante bollicine[1];
  • splash balloon, dal contorno frastagliato, utilizzato per le frasi “urlate”[1].
  • balloon di sussurro, dal contorno tratteggiato, utilizzato per le frasi sussurrate.

Storia

Bernhard Strigel, Annunciazione a Sant’anna e San Giacomo, 1506

Il balloon ha la sua origine nel filatterio, che nell’ambito della raffigurazione sacra cristiana indica cartigli o pergamene dipinte sulla scena e contenenti le parole pronunciate dai personaggi biblici. La presenza di filatteri è riscontrabile dal 1400, e pur avendo una forma strettamente legata alla rappresentazione di pergamene srotolate, una delle estremità indica la bocca dei personaggi, similmente alla moderna pipetta. Un esempio è visibile in La morte davanti a Dio, miniatura del Maestro delle Ore di Rohan.

Un uso più moderno del filatterio si può trovare in “A true narrative of the horrid hellish popish-plot” (1682), illustrato da Francis Barlow.

Anche nei lavori satirici di James Gillray (1756-1815) vi è un ampio uso del filatterio, che assume una forma astratta, sempre più simile al moderno balloon.

Altri autori che fanno un uso proprio del filatterio sono Rodolphe Töpffer (1799-1846), George Cruikshank (1792 – 1878), entrambi autori satirici.

Curiosamente in quello che è considerato il primo personaggio a fumetti, Yellow Kid (1895), di R.F. Outcault, inizialmente il testo non è contenuto in balloon, ma in moderni filatteri, in forma di cartelli, manifesti e scritte sugli abiti dei personaggi. Dal 1896 però anche in Yellow Kid l’uso dei balloon diventa la regola, e con l’inizio dell’ampia diffusione dei comics sui quotidiani, il balloonn diventa un segno grafico indipendente e riconosciuto.[2][3]

Lettering

Pecetta



Categorie:H02.02- Comics Art

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