Antonio De Lisa- Il secolo cinese

Antonio De Lisa- Il secolo cinese

Sono arrivato nella capitale cinese. E’ il 12 agosto 2018. Non so se l’aeroporto di Pechino sia il più grande del mondo, certo se la.batte

La guida conosce “Il sogno della camera rossa” e anche “Lo scimmiotto” , due classici romanzi cinesi, non hanno ancora azzerato tutto. Non le ho parlato di un certo altro romanzo. Pudore. l gente a Pechino riempie tutto, con i suoi 21 milioni di abitanti. Negli hotel di lusso sembra di stare a New York. Passato e presente si intrecciano come in un tempio buddista. Si vedono ancora casermoni in stile sovietico. E’ di nuovo l'”Impero di mezzo”, quello centrale cui gli altro ruotano intorno..

Metto il naso fuori dall’albergo per dare un’occhiata, ma piove a dirotto. E’ un periodo in cui piove sempre di sera. Speriamo che non piova domani, che dobbiamo andare alla Grande Muraglia. E soprattutto che non piova domani sera, vorrei andare a vedere l’Opera di Pechino. Dicono che i tassisti sono molto capricciosi, magari si fermano ma se è troppo vicina la destinazione ti mollano. Incredibile, un comportamento da “nuovi ricchi” e non sono gli unici. Se ti lasciano per strada sono dolori. Le indicazioni sono anche in inglese, ma sarebbe un bel problema

Provo a informarmi tra i siti sulla situazione delle arti nella capitale cinese. Pechino e Shanghai sono le città dei soldi, altro che arte. Le gallerie importanti sono ad Hong Kong (o magari a Taipei) o a Singapore. Ma qualcosa formicola tra gruppi ristretti, e c’è poco tempo per farsi un’idea.

Ho chiesto alla guida se aveva consultato l’I-ching ( che si pronuncia I-zhin), ha storto la bocca, troppo difficile, la sua generazione sta perdendo vecchie abitudini

Sono in una grande libreria del centro di Pechino, solo sulla Fifth Avenue ho visto qualcosa di simile. 5 o 6 piani di scaffali aggiornatissimi … Cerco il sogno della camera rossa … siamo compatibili …

Mentre facevo uno schizzo della Grande Muraglia, seduto su un gradino affollato di scolaresche, si è sistemata accanto una bambina di quella classe di circa 7 anni, con le treccioline; zitta, ha contemplato il lavoro per diversi minuti, proteggendomi e scacciando gli altri bambini che venivano a dare fastidio.Guardava nello stesso punto dove guardavo io. Gli spiriti consonanti si riconoscono ovunque.

Quando si sono divise le culture? Conversando con un gruppo do universitari di qui, mi è capitato di chiedere quale fosse l’atteggiamento degli studenti cinesi nei confronti dei loro insegnanti. Secondo Confucio era sconveniente per uno studente chiedere chiarimenti all’insegnante, adombrando il fatto che non avesse spiegato bene. Secondo Socrate erano proprio le domande a costituire le basi della filosofia

C’è una forte rivalità tra Pechino e Shanghai. Secondo gli abitanti di Shanghai i pechinesi spendono l’80% dello stipendio in cibo; secondo Pechino a Shanghai si spende il 120% dello stipendio in borse e vestiti

Sto per lasciare Pechino per Xian. La città proibita non mi ha fatto una grande impressione, di più i suoi visitatori con le bandierine rosse. Il ritratto di Mao è ancora lì, ma più come un simbolo della Repubblica che come un simbolo politico. Ormai non ci crede più nessuno.
Mi ha colpito, tra le tantissime cose viste, il Tempio.taoista della pace. Si comprende realmente il significato dello yin e dello yang, sotto la specie architettonica.

Xian non e una città, è praticamente un alveare di grattacieli ( abbastanza orribili). qui si vede meglio da dove nasce la nuova ricchezza: dalla selvaggia speculazione edilizia.

Nell’albergo di Xi’an oggi c’è un matrimonio, sfarzoso ai limiti del kitch. Si nota un’eleganza un po’ provincialotta soprattutto tra le giovani invitate.

Avevo sentito parlare della bellezza delle musiciste dell’opera cinese, ma è veramente impressionante

Dopo il teatro sono tornato in albergo in metropolitana di Xi’an: modernissima, pulita, efficiente. In generale strade e piazze sono pulitissime in Cina. Non si vede una carta o una cicca per terra neanche a cercarle. Solo il quartiere musulmano che ho visitato ieri era veramente sporco, come al Cairo. Io non vedo scontri di civiltà, io vedo differenze di civiltà

Nel pomeriggio ho visitato il Museo di Xian, che è per la Cina il corrispettivo del Museo archeologico di Napoli (Pompei ed Ercolano). In questo sito si comprende appieno il significato di luogo di origine dell’Impero cinese, quale è Xi’an.

Domani, 17 agosto, parto per Shanghai, per poi fare ritorno in Italia. Dopo il mio primo viaggio in Cina 32 anni fa ho trovato in paese profondamente cambiato. Mai visto uno sviluppo così rapido di un paese nella storia recente. Un libro famoso portava il titolo ” Stella rossa sulla Cina”. Se si esclude il significato politico di quella stella, potremo tranquillamente parlare di Stella rossa sul mondo.

All’università avrei voluto studiare russo e cinese, prima di prendere altre strade. Succesivamente mi sono innamorato del mo do arabo, che credevo capace di rinnovarsi e di dotarsi di un nuovo slancio, ma sono rimasto deluso. Ora sto per tornare agli amori di in tempo anche se privati almeno di un elemento che mi attirava. Interpreto i miei rapporti col mondo come in innamorato. Mi attira chi prepara il futuro sulla base di un solido rapporto col proprio passato.

Parlando con diverse persone, mi ha colpito un’osservazione che esprime tutta la differenza tra mondo cinese e mondo russo. Qui la gente sostiene di essere “più felice” di prima, in Russia non sono sicuri di stare meglio. Questo è molto importante, soprattutto in prospettiva.

Ciclone su Shanghai. Ci stanno riportando in albergo in attesa di sviluppi della situazione. Non sappiamo se partiremo on giornata o domani

Per motivi contingenti sto facendo l’esperienza del soggiorno in un alberghetto a 2-3 stelle a Xi’an. Sono piacevolmente colpito dal fatto che non è così disastroso come avrebbe potuto essere in India o Iran o Egitto (esperienze fatte). È abbastanza dignitoso, anche sufficientemente pulito. Anche in questo la Cina è avanti rispetto agli altri e la sua posizione di seconda potenza economica del mondo ci sta tutta.

Mangiando a tavola con dei cinesi stavo notando una cosa che avevo dimenticato: i cinesi attingono dai piatti sulla ruota al centro della tavola un pezzettino alla volta con le bacchettine, mentre gli stranieri si riempiono il piatto e finiscono molto prima di mangiare ( e troppo velocemente). I cinesi assaggiano con lentezza e non consumano troppi zuccheri

L’esperienza del ritardo aereo fra Xi’an e Shanghai sta rivelando un certo ritardo culturale del mondo cinese: sono in pochissimi a parlare inglese, anche negli aeroporti. C”è scarsezza di informazioni, gli stranieri non sanno che fare. Sembra che il governo abbia avviato un programma di studio fin dalle elementari per ovviare a questi problema. In un certo senso lo sviluppo economico è andato troppo avanti rispetto all’adeguamento culturale. Io non sono un amante dell’inglesizzazione (o dell’americanizzazione), al contrario. Ma questo contrasto stona

Shangai significa la città sul mare (Shan = sul, hai = mare). Si trova alla focr del Fiume azzurro. “Azzurro” è la traduzione occidentale, perché Chang Jang – conosciuto come Yantse jang – significa “Fiume coccodrillo” (Chiang Jang è il nome del coccodrillo). Shanghai conta ufficialmente 24 milioni di abitanti. Architettonicamente sembra un incrocio tra Hong Kong e Los Angeles. I cinesi dicono che è la città del futuro, ma ha anche avuto un ruolo importante nei primi moti rivoluzionari.

A Shanghai c’è poco da vedere, specie se la confrontiamo con Pechino e Xi’an, ma molto da fare. Shanghai è tutta ritmo, potere, soldi, bellezza e moda

Non so se è una mia impressione, ma le persone che sto incontrando in Cina sono di una gentilezza disarmante, specie a Shanghai, ma mentre a Pechino ti sorridono anche per strada, a Shanghai solo in negozi alberghi e ristoranti, per il resto è come Londra, ciascuno per i fatti suoi. In generale c’è una disponibilità notevole verso gli occidentali. Caso diverso per gli americani: gli alberghi espongono cartelli in cui si dice che non si accettano dollari, evidentemente un effetto della politica di Trump.

Le distanze in Cina sono immense, è tutto in scala maggiorata. Un miliardo e mezzo di persone ne fanno il paese più popolato de mondo. Si nota una certa buona amministrazione diffusa. Non mancherebbe la corruzione, ma non è facile garantire un’esistenza accettabile a tanta gente. La Cina è uscita dal sottosviluppo con il comunismo, dalla miseria con il capitalismo.

 



Categorie:C04- Il secolo cinese - The Chinese Century

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