Problemi di posizionamento del ponticello su chitarre elettriche semiacustiche

 

Problemi di posizionamento del ponticello su chitarre elettriche semiacustiche

Le chitarre archtop – acustiche e semiacustiche a cassa bombata tanto amate dagli insider di jazz, rockabilly e blues più tradizionale – hanno un fascino tutto particolare, ma sotto le loro forme voluttuose si celano alcune insidie che ogni chitarrista deve essere pronto ad affrontare.
Una delle considerazioni più comuni tra i musicisti alle prime armi, quando imbracciano la loro prima archtop, riguarda il ponte. Questo, che sia con sellette regolabili in metallo o con una sella unica simile a quelle delle chitarre acustiche, sugli strumenti assimilabili alla categoria delle “chitarre da jazz” è solitamente fissato su una base in legno. Quello che il novello jazzista non si aspetta è che quella base non è incollata né avvitata alla tavola della chitarra, ma è solo appoggiata.
A differenza delle chitarre dal taglio più moderno come le ES-335, che fanno uso di ponti tipo Tune-o-matic in metallo avvitati sul top e abbinati al relativo stopbar, le archtop tradizionali preferiscono un buon vecchio tailpiece fissato sull’estremità ultima della cassa e accoppiato a un ponte che, quando viene a mancare la tensione delle corde che lo premono contro la tavola armonica, scivola semplicemente via.

Il primo consiglio che si può dare a un chitarrista a cui capita di veder venire via il ponte della sua archtop è di non lasciarsi prendere dal panico. È del tutto normale, ma bisogna sapere come rimetterlo al suo posto con precisione millimetrica, altrimenti il diapason (lunghezza tra capotasto e ponte) risulterà sfalsato e l’intonazione dei tasti andrà a farsi benedire.
Nessuno vuole una chitarra stonata, quindi il procedimento illustrato è consigliabile all’acquisto quanto a ogni cambio corde.

Posizionare il ponte di una archtop

Quando si compra una chitarra in negozio, sotto il ponte dovrebbe trovarsi un piccolo rettangolo di materiale spugnoso, che serve a proteggere il top dai graffi. Siccome la chitarra va suonata prima ancora che ammirata, e siccome un oggetto del genere inibisce in parte la trasmissione delle vibrazioni dalle corde alla cassa, la prima cosa è rimuoverlo. Per farlo, bisogna “sdraiare” la chitarra a pancia in su sopra una superficie orizzontale, allentare le corde e, tenendo il ponte in posizione ma senza premerlo contro il corpo, far scivolare il foglio spugnoso.
Inevitabilmente, il ponte si sarà leggermente spostato rispetto alla sua posizione originale, ma con ogni probabilità avrebbe avuto bisogno comunque di una piccola regolazione.
Se il ponte è con sella in un pezzo unico, già compensata di fabbrica per le singole corde, si può già provvedere a posizionarlo. Se invece è in metallo con sellette regolabili individualmente, conviene prima posizionarle in una maniera simile a quella mostrata in foto. Questa configurazione è tra le più plausibili su una chitarra intonata, e piccole correzioni potranno essere eseguite in un secondo momento, quando si sarà stabilito il punto esatto in cui il ponte deve rimanere.

Posizionare il ponte di una archtop

Se per disgrazia il ponte è caduto e si sono persi i riferimenti della posizione originale, lo si piazza a occhio, più o meno a un dito di distanza dal pickup al ponte se si ha a che fare con una archtop dotata di un humbucker in quella posizione, o comunque nella parte più “panciuta” dello strumento. Solitamente, questa corrisponde per altezza al punto centrale delle buche a effe, ma l’equilibrio varia leggermente a seconda del modello come si può notare dall’immagine che segue. Una semplice foto trovata su internet può tornare utile a individuare l’area in cui poggiare il ponte.

Posizionare il ponte di una archtop

La distanza rispetto al manico, per ora, non è fondamentale. L’importante è assicurarsi che le corde siano spaziate in modo regolare e che spazio che corre tra le due corde Mi e i rispettivi bordi della tastiera sia uguale. Ora si può tornare ad accordare.

Con la chitarra perfettamente accordata, si procederà ora a pizzicare uno dei due Mi premendolo con delicatezza al dodicesimo tasto per verificarne l’intonazione. Se l’accordatore ci restituisce un Mi crescente, il ponte deve essere allontanato, se è calante va avvicinato. Conviene muoversi di pochi millimetri alla volta e accordare ogni volta lo strumento prima di ripetere il procedimento fino a trovare la posizione giusta per quel Mi.
A questo punto si farà lo stesso con l’altro Mi. Stavolta, invece di muovere tutto il ponte, lo si ruoterà facendo perno sul lato già stabilito avvicinando e allontanando solo quello su cui poggia la corda che stiamo pizzicando ora, perché altrimenti perderemmo l’intonazione ricercata con tanta fatica alla corda precedente.
Non è raro che ora il ponte non sia perfettamente dritto bensì inclinato da un lato, con la parte dei cantini più vicina al manico.

Una volta stabiliti i punti giusti per il Mi basso e il Mi cantino, si può procedere a regolare l’intonazione delle singole sellette, se possibile sul modello, seguendo la stessa regola di cui sopra: se la nota è crescente al dodicesimo tasto allontani la selletta, se è calante l’avvicini.
Per i ponti che non permettono la regolazione delle singole sellette il lavoro è finito. Si potrebbero riscontrare alcune imprecisioni minime legate alle corde usate o alla qualità dello strumento, ma bisogna farsele andare bene, e comunque raramente ne si sente il peso.

Qualora si volesse smontare le corde in un secondo momento per lavoretti di manutenzione o per montare corde nuove senza dover riposizionare da zero il ponte, un buon espediente può essere quello di fissarlo alla tavola armonica con alcune strisce di nastro isolante o scotch di carta fino a lavori terminati.

Sul suo canale YouTube, Gretsch aveva affrontato l’argomento alcuni anni fa mostrando tutto il procedimento in video. Per chi se lo fosse perso, eccolo di seguito.

Fonte:  Pietro Paolo Falco    https://www.accordo.it/article/viewPub/81728


Categorie:M08- Tipi di Chitarre - Strumenti e accessori, Uncategorized

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