Lingua armena

Lingua armena

 

La lingua armena (nome nativo: հայերեն լեզու, [hɑjɛɹɛn lɛzu], hayeren lezow, comunemente detto hayeren) è una lingua indoeuropea parlata nella regione del Caucaso (in particolare nella Repubblica Armena) e in vari stati del mondo, a seguito della diaspora armena.

La letteratura armena incominciò a svilupparsi a partire dal V secolo, quando Mesrop Maštoc’ creò l’alfabeto armeno. La lingua scritta di quel tempo, il cosiddetto armeno classico, noto come grabar, rimase la lingua della letteratura (pur con significativi cambiamenti) fino al XIX secolo. Nel corso dei secoli, infatti, la lingua parlata si evolse indipendentemente rispetto a quella scritta.

L’armeno è di grande interesse per i linguisti a causa della sua unica evoluzione fonologica dall’indoeuropeo.

Distribuzione geografica

Secondo l’edizione 2009 di Ethnologue, l’armeno è parlato nel mondo da oltre 6 milioni di persone, la metà delle quali in Armenia (3,14 milioni).

Lingua ufficiale

L’armeno è la lingua ufficiale dell’Armenia e dell’Artsakh.

Lingua armena classica

La lingua armena classica, detta anche armeno antico, grabar, o krapar (in armeno occidentale), è la più antica forma scritta di lingua armena, in cui fu redatta tutta la letteratura armena dal V all’XI secolo, e la sua maggior parte dal XII alla metà del XIX secolo. Molti manoscritti greci, persiani, ebraici, siriaci e anche latini ci sono rimasti soltanto nella traduzioni in questa lingua. È tuttora la lingua della liturgia armena. Viene molto studiato dai filologi biblisti e patristici. È importante anche per gli studi comparativi indoeuropei, perché conserva molte caratteristiche arcaiche.

Dialetti e lingue derivate

Mappa dei dialetti della lingua armena nel 1909

Lingue parlate in Anatolia nel 1910 : l’armeno in giallo

Storicamente, l’armeno è diviso (con grande approssimazione) in due grandi dialetti: l’armeno orientale, parlato nella odierna Repubblica Armena, e l’armeno occidentale, parlato dagli armeni dell’Anatolia. In seguito al genocidio armeno, il dialetto occidentale scomparve dall’Anatolia e si conservò soltanto presso gli armeni della diaspora. A seguito delle numerose divisioni politiche e geografiche, si sono sviluppati vari dialetti, alcuni dei quali non sono mutuamente intelligibili.

Dialetto armeno occidentale

Il dialetto armeno occidentale (armeno: Արեւմտահայերէն) è uno dei due dialetti moderni della lingua armena ed è parlato principalmente nella diaspora, in Europa, in Nord America e nel Medio Oriente, fatta eccezione per gli armeni dell’Iran tra i quali è diffuso l’armeno orientale. Si è parlato anche di una piccola comunità in Turchia. Ma l’armeno occidentale è parlato soltanto da una piccola percentuale degli armeni in Turchia, con il 18% fra la comunità in generale e l’8% tra i giovani.

Si è sviluppato a partire dai primi decenni del XIX secolo basandosi sul dialetto armeno di Istanbul. L’armeno occidentale in Turchia è definito come sicuramente in via di estinzione (Lingua in pericolo).

Dialetto armeno orientale

Il dialetto armeno orientale (armeno: Արևելահայերեն) è uno dei due dialetti moderni della lingua armena ed è parlato nel Caucaso, in particolar modo nella Repubblica d’Armenia e nel Nagorno-Karabakh ed anche dalle comunità armene in Iran.

Classificazione

Non esistendo idiomi ad essa strettamente imparentati, è l’unica lingua appartenente all’omonimo ramo della famiglia indoeuropea. Alcuni studiosi ritengono che l’armeno sia molto simile alla lingua frigia, attualmente estinta. È stata anche suggerita una somiglianza con il tocario. Tra le lingue moderne, il greco è considerato la lingua più prossima all’armeno, il quale, inoltre, contiene molti prestiti dal persiano (che, a sua volta, appartiene alla famiglia indoeuropea).

Mentre gran parte delle radici sono ancora indoeuropee, la fonologia è stata influenzata dalle vicine lingue caucasiche, delle quali l’armeno ha adottato la distinzione tra consonanti sorde, sonore, occlusive e fricative eiettive

Storia

Origine

Le prime testimonianze della lingua armena vengono datate al V secolo d.C., con la traduzione della Bibbia in armeno da parte di Mesrop Maštoc’. La parte più arcaica della storia della lingua è incerta e soggetto di numerose speculazioni.

Ipotesi greco-armena

Alcuni linguisti ritengono che l’armeno sia un parente stretto del frigio. Molti studiosi come Clackson (1994) ritengono che sia il greco la lingua vivente più geneticamente vicina all’armeno. L’armeno condivide con il greco la caratteristica rappresentazione delle laringali indoeuropee per mezzo di vocali protetiche, e condivide anche altre peculiarità fonologiche e morfologiche. La stretta parentela dell’armeno e del greco fa inoltre luce sulla natura di mutamento areale dell’isoglossa centum-satem. Inoltre l’armeno condivide altre isoglosse con il greco; alcuni linguisti hanno proposto che gli antenati delle due lingue fossero quasi del tutto identici, o per lo meno in stretto contatto areale. Ad ogni modo altri linguisti come Fortson (2004) hanno mosso come critica che “al tempo a cui risalgono le prime tracce dell’armeno nel V secolo d.C., le prove di una tale vicinanza si sono ridotte a poche tracce stuzzicanti.”

Speculazioni sull’influenza del ramo anatolico

W. M. Austin nel 1942 ipotizzò che ci sarebbe stato un contatto remoto tra l’armeno ed il gruppo delle lingue anatoliche, ipotesi basata su quelli che considerava tratti arcaici comuni, come la mancanza di un femminile o le vocali lunghe. Tale teoria non si basava su prove definitive, anche se contatti, più o meno parziali ed episodici, tra armeno e lingue anatoliche sono stati rilevati a più riprese da vari studiosi (Giuliano Bonfante, John Greppin e altri).

Influenza iranica

L’armeno classico (a cui spesso ci si riferisce come grabar, letteralmente “(lingua) scritta”) importò numerose parole dalle lingue iraniche, soprattutto dal partico, e contiene piccoli inventari di prestiti dal greco, dal siriaco e dal latino ed altre lingue autoctone come l’urarteo. Il medio armeno (XI-XV secolo d.C.) incorporò altri prestiti dall’arabo, dal turco, dal persiano e dal latino; e i dialetti moderni hanno incluso ulteriori prestiti dal turco e dal persiano. In questo moto rimane particolarmente difficile determinare l’evoluzione storica dell’armeno, dato che ha preso in prestito moltissime parole, sia dalle lingue iraniche sia dal greco.

L’alta percentuale di prestiti dalle lingue iraniche portò i primi comparativisti a classificare l’armeno come una lingua iranica. L’appartenenza dell’armeno ad un ramo a sé stante fu riconosciuta solo quando Heinrich Hübschmann (1875) utilizzò il metodo comparativo per distinguere i due strati di prestiti iranici dal lessico armeno originale. I due dialetti moderni, l’occidentale (originariamente associato con scrittori dell’Impero ottomano) e l’orientale (originariamente associato con scrittori dell’Impero persiano e dell’Impero russo) eliminarono tutte le influenze turche dalla lingua, soprattutto dopo il genocidio armeno.

Alfabeto armeno

L’alfabeto armeno (in armeno: Հայկական Այբուբեն, Haykakan Aybowben) è un alfabeto che viene utilizzato per scrivere la lingua armena, dall’anno 405 o 406. Fino al XIX secolo, l’armeno classico è stato la lingua letteraria; da allora, l’alfabeto armeno è stato utilizzato per scrivere i due maggiori dialetti in cui si divide oggi l’armeno: l’armeno orientale e l’armeno occidentale.

Fonetica

Vocali

L’armeno moderno possiede otto fonemi vocalici.

Anteriori Centrali Posteriori
Non arrotondata Arrotondata Non arrotondata Arrotondata
Chiuse [i] [u]
Medie [ɛ] [ə] [o]
Aperte [ɑ]

L’armeno classico distingue sette vocali: /a/ (ա), /ɪ/ (ի), /ə/ (ը), /ɛ/ (ե), /e/ (է), /o/ (ո e օ) e /u/ (ու) (trascritte rispettivamente a, i, ë, e, ē, o/ò, e ow).

Consonanti

La tabella successiva mostra il sistema consonantico armeno, Le consonanti occlusive e le affricate possiedono una serie speciale di aspirate (trascritte con lo spirito aspro greco dopo la lettera): p‛, t‛, c‛, č‛, k‛. Ogni fonema nella tabella è rappresentato da tre simboli. Il primo indica la pronuncia secondo l’alfabeto fonetico internazionale (IPA); sotto appaiono le corrispondenti lettere dell’alfabeto armeno; per ultimi i simboli della traslitterazione in alfabeto latino (secondo la convenzione ISO 9985).

Labiali Dentali/
Alveolari
Post-
Alveolari
Palatali Velari Uvulari Glottidali
Nasali /m/ մ – m /n/ ն – n
Stop Devocalizzata /p/ պ – p /t/ տ – t /k/ կ – k
Vocalizzata /b/ բ – b /d/ դ – d /ɡ/ գ – g
Aspirata /pʰ/ փ – p’ /tʰ/ թ – t’ /kʰ/ ք – k’
Affricata Devocalizzata /t͡s/ ծ – ç /t͡ʃ/ ճ – č̣
Vocalizzata /d͡z/ ձ – j /d͡ʒ/ ջ – ǰ
Aspirata /t͡sʰ/ ց – c’ /t͡ʃʰ/ չ – č
Fricativa Devocalizzata /f/ ֆ – f /s/ ս – s /ʃ/ շ – š /x ~ χ/ խ – x /h/ հ – h
Vocalizzata /v/ վ – v /z/ զ – z /ʒ/ ժ – ž /ɣ ~ ʁ/ ղ – ġ
Approssimante/Liquida [ʋ] /l/ լ – l /j/ յ – y
Vibrante /r/ ռ – ṙ
Monovibrante /ɾ/ ր – r

Morfologia

Manoscritto armeno

La struttura morfologica dell’armeno corrisponde con quella delle altre lingue indoeuropee, ma condivide alcuni fonemi distintivi e caratteristiche della grammatica con altre lingue della zona caucasica. L’armeno è ricco di combinazioni di consonanti. Sia l’armeno classico, sia i dialetti moderni letterari e parlati hanno un complicato sistema di declinazione, con sei o sette casi ma non c’è traccia di genere grammaticale. Nell’armeno moderno l’uso dei verbi ausiliari per coniugare i vari tempi ha generalmente soppiantato la declinazione verbale dell’armeno classico. Al negativo i verbi possiedono una coniugazione differente. Grammaticalmente le prime forme di armeno avevano molto in comune col greco e con il latino, ma la lingua moderna, così come il greco moderno o l’italiano, ha subito molte trasformazioni. Col tempo l’armeno ha di fatto ridotto il proprio grado di sinteticità divenendo una lingua tipicamente analitica.

Sostantivi

L’armeno classico non aveva alcun genere grammaticale, neanche nei pronomi. La declinazione nominale, comunque, conserva molti tipi di classi di flessione. Il sostantivo può declinarsi secondo sette casi, nominativo, accusativo, locativo, genitivo, dativo, ablativo e strumentale. Tutti i nomi sono distinti tra animati e inanimati: l’accusativo dei nomi animati coincide con il dativo, mentre l’accusativo degli inanimati coincide col nominativo. Inoltre esistono 7 classi di flessione per il caso genitivo/dativo, divise tra interiori (in cui la parola viene modificata all’interno, ex.: “մայր – madre”, “մոր – della madre”) ed esteriori (in cui il marcatore di caso viene aggiunto a fine parola, ex.:”հեռախոս – telefono”, “հեռախոսի – del telefono”). Abbastanza interessante per la comparazione è che l’armeno condivide con il latino la desinenza nominale -tio, -tionis (da cui l’italiano -zione), il cui parente armeno è -tiown, -թյուն.

Presenta inoltre un carattere agglutinante, in cui più morfemi distinti si aggiungono alla parola per formarne di nuove.

Esempi di declinazione del sostantivo

Հեռախոս (Heṙaxòs – Telefono):

Caso Singolare indefinito Plurale indefinito Singolare definito Plurale definito
Nominativo հեռախոս հեռախոսներ հեռախոսը/ն հեռախոսները/ն
Genitivo հեռախոսի հեռախոսների հեռախոսի հեռախոսների
Dativo հեռախոսի հեռախոսների հեռախոսին հեռախոսներին
Accusativo հեռախոս հեռախոսներ հեռախոսը/ն հեռախոսները/ն
Ablativo հեռախոսից հեռախոսներից հեռախոսից հեռախոսներից
Strumentale հեռախոսով հեռախոսներով հեռախոսով հեռախոսներով
Locativo հեռախոսում հեռախոսներում հեռախոսում հեռախոսներում

Sostantivo relativo

Հերախոսինը (Heṙaxosìnə – Quello-del-telefono)

Caso Singolare indefinito Plurale indefinito
Nominativo հեռախոսինը/ն (quello-del telefono) հեռախոսներինը/ն (quello-dei-telefoni)
Genitivo հեռախոսինի (di-quello-del-telefono) հեռախոսներինի (di-quello-dei-telefoni)
Dativo հեռախոսինին (a-quello-del-telefono) հեռախոսներինին (a-quello-dei-telefoni)
Accusativo հեռախոսինը/ն (quello-del-telefono) հեռախոսներինը/ն (quello-dei-telefoni)
Ablativo հեռախոսինից (da-quello-del-telefono) հեռախոսներինից (da-quello-dei-telefoni)
Strumentale հեռախոսինով (con-quello-del-telefono) հեռախոսներինով (con-quello-dei-telefoni)
Locativo հեռախոսինում (in-quello-del-telefono) հեռախոսներինում (in-quello-dei-telefoni)

Հանրապետություն (Hanrapetutzyùn – Repubblica)

Caso Singolare indefinito Plurale indefinito Singolare definito Plurale definito
Nominativo հանրապետություն հանրապետություններ հանրապետությունը/ն հանրապետությունները/ն
Genitivo հանրապետության հանրապետությունների հանրապետության հանրապետությունների
Dativo հանրապետության հանրապետությունների հանրապետությանը/ն հանրապետություններին
Accusativo հանրապետություն հանրապետություններ հանրապետությունը հանրապետությունները
Ablativo հանրապետությունից հանրապետություններից հանրապետությունից հանրապետություններից
Strumentale հանրապետությամբ հանրապետություններով հանրապետությամբ հանրապետություններով
Locativo հանրապետությունում հանրապետություններում հանրապետությունում հանրապետություններում

Մայր (Màyr – Madre)

Caso Singolare indefinito Plurale indefinito Singolare definito Plurale definito
Nominativo մայր մայրեր մայրը/ն մայրերը/ն
Genitivo մոր մայրերի մոր մայրերի
Dativo մոր մայրերի մորը/ն մայրերին
Accusativo մոր/մայր մայրերի/մայրեր մորը/ն / մայրը/ն մայրերին/մայրերը
Ablativo մորից մայրերից մորից մայրերից
Strumentale մորով մայրերով մորով մայրերով
Locativo* մոր մեջ մայրերի մեջ մոր մեջ մայրերի մեջ

*I sostantivi animati, sono sprovvisti della declinazione per il caso locativo, al suo posto può essere utilizzata la forma sostantivo-gen. + meǰ (es: “մոր մեջ” – “mor meǰ – dentro la madre”). Inoltre al caso accusativo sono identici al dativo.

Se la parola che segue inizia per vocale, ը viene sostituito da ն.

Per i nomi terminanti per vocale si utilizza sempre la lettera ն al posto di ը. Es.: Լուսինեն (Lusine-n), mentre Հակոբը (Hakob-ə).


Pronomi

Caso 1a persona (singolare) 2a persona (singolare) 3a persona (singolare) 1a persona (plurale) 2a persona (plurale) 3a persona (plurale)
Nominativo Ես Դու Նա Մենք Դուք Նրանք
Genitivo Իմ Քո Նրա/իր Մեր Ձեր Նրանց
Dativo Ինձ Քեզ Նրան/իրեն Մեզ Ձեզ Նրանց
Accusativo Ինձ – սա Քեզ – դա Նրան/իրեն – նա Մեզ – սրանք Ձեզ – դրանք Նրանց – նրանք
Ablativo Ինձ(ա)նից Քեզ(ա)նից Նրանից/իրենից Մեզ(ա)նից Ձեզ(ա)նից Նրանից
Strumentale Ինձ(ա)նով Քեզ(ա)նով Նրանով/իրենով Մեզ(ա)նով Ձեզ(ա)նով Նրանցով
Locativo Ինձ(ա)նում Քեզ(ա)նում Նրանում/իրենում Մեզ(ա)նում Ձեզ(ա)նում Նրանցում

Riferendosi solamente a esseri animati, la declinazione del caso accusativo coincide con quello del caso dativo. Nel caso in cui si parlasse di esseri inanimati si potrà usare: այս, այդ, այն.

Verbi

I verbi armeni hanno un sistema esteso di coniugazione con due tipi principali di verbi (tre nell’armeno occidentale), e si coniugano secondo il tempo, il modo e l’aspetto.

Coniugazione positiva del verbo: խոսել (parlare).

Infinito խոսել (xosel) Imperfettivo խոսում (xosum)
Passivo խոսվել (xosvel) Gerundio*** խոսելիս (xoselis)
Causativo խոսեցնել, խոսացնել*, խոսցնել* (xosec‛nel, xosac‛nel*, xosc‛nel*) Perfettivo խոսել (xosel)
Tema Aoristo խոս- (xos-) Tema Futuro խոսելու (xoselu)
Participio խոսած (xosac) Tema Futuro II խոսելիք (xoselik‛)
Participio soggetto

(participio presente)

խոսող (xosoł) Tema negativo խոսի (xosi)
ես (es) դու (du) նա (na) մենք (menk’) դուք (duk’) նրանք (nrank’)
Presente խոսում եմ (xosum em) խոսում ես (xosum es) խոսում է (xosum ē) խոսում ենք (xosum enk‛) խոսում եք (xosum ek‛) խոսում են (xosum en)
Imperfetto խոսում էի (xosum ēi) խոսում էիր (xosum ēir) խոսում էր (xosum ēr) խոսում էինք (xosum ēink‛) խոսում էիք (xosum ēik‛) խոսում էին (xosum ēin)
Futuro di probabilità խոսելու եմ (xoselu em) խոսելու ես (xoselu es) խոսելու է (xoselu ē) խոսելու ենք (xoselu enk‛) խոսելու եք (xoselu ek‛) խոսելու են (xoselu en)
Futuro di probabilità perfetto խոսելու էի (xoselu ēi) խոսելու էիր (xoselu ēir) խոսելու էր (xoselu ēr) խոսելու էինք (xoselu ēink‛) խոսելու էիք (xoselu ēik‛) խոսելու էին (xoselu ēin)
Passato prossimo խոսել եմ (xosel em) խոսել ես (xosel es) խոսել է (xosel ē) խոսել ենք (xosel enk‛) խոսել եք (xosel ek‛) խոսել են (xosel en)
Piuccheperfetto խոսել էի (xosel ēi) խոսել էիր (xosel ēir) խոսել էր (xosel ēr) խոսել էինք (xosel ēink‛) խոսել էիք (xosel ēik‛) խոսել էին (xosel ēin)
Aoristo խոսեցի, խոսի* (xosec‛i, xosi*) խոսեցիր, խոսիր* (xosec‛ir, xosir*) խոսեց (xosec‛) խոսեցինք, խոսինք* (xosec‛ink‛, xosink‛*) խոսեցիք, խոսիք* (xosec‛ik‛, xosik‛*) խոսեցին, խոսին* (xosec‛in, xosin*)
ես դու նա մենք դուք նրանք
Congiuntivo presente խոսեմ (xosem) խոսես (xoses) խոսի (xosi) խոսենք (xosenk‛) խոսեք (xosek‛) խոսեն (xosen)
Congiuntivo passato խոսեի (xosei) խոսեիր (xoseir) խոսեր (xoser) խոսեինք (xoseink‛) խոսեիք (xoseik‛) խոսեին (xosein)
ես դու նա մենք դուք նրանք
Futuro կխոսեմ (kxosem) կխոսես (kxoses) կխոսի (kxosi) կխոսենք (kxosenk‛) կխոսեք (kxosek‛) կխոսեն (kxosen)
Condizionale կխոսեի (kxosei) կխոսեիր (kxoseir) կխոսեր (kxoser) կխոսեինք (kxoseink‛) կխոսեիք (kxoseik‛) կխոսեին (kxosein)
(դու) (դուք)
Imperativo խոսի՛ր, խոսի՛* (xosír, xosí*) խոսե՛ք, խոսեցե՛ք** (xosék‛, xosec‛ék‛**)
Caso Singolare
Nominativo խոսել(ը-ն)
Genitivo խոսելու
Dativo խոսելուն
Accusativo խոսել(ը-ն)
Ablativo խոսելուց
Strumentale խոսելով
Locativo

*forma colloquiale **forma datata

***In realtà il gerundio è generalmente espresso con lo strumentale del verbo (es.: խոսելով), mentre quello presente in tabella è utilizzato quando si vuole esprimere un’azione secondaria compiuta dal soggetto nel momento in cui svolge l’azione primaria (շուկայից վերադարնալիս, գնի՛ր լոլիկներ – ritornando dal supermercato, compra dei pomodori!) .

Sistema di scrittura

L’armeno è scritto utilizzando l’alfabeto armeno, creato da Mesrop Mashtots nel 406. Tale alfabeto, a cui poi furono aggiunte due lettere, è tuttora utilizzato. Tipograficamente, l’alfabeto armeno presenta due forme distinte: la forma tonda, elaborata dai monaci armeni di Venezia sul modello dei caratteri tipografici di Aldo Manuzio, e la forma corsiva (o, più propriamente, notragir, in armeno “notarile”), che mostra una minore influenza occidentale.

Comparazione linguistica indoeuropea

L’armeno è una lingua indoeuropea, benché con caratteristiche tanto peculiari da essere riconosciuta come tale soltanto relativamente tardi, nel 1875 da Heinrich Hübschmann. Molte delle parole armene direttamente discendenti dal proto-indoeuropeo sono imparentate con quelle delle altre lingue indoeuropee, come l’inglese, il latino, il greco antico ed il sanscrito. Questa tabella mostra solo alcune delle parole più facilmente riconoscibili, paragonate con le suddette lingue (e l’antico inglese). (Fonte: Online Etymology Dictionary.)

Armeno Inglese Latino Greco antico Sanscrito Radice indoeuropea
mayr “madre” mother (< A. ing. mōdor) māter “madre” mētēr “madre” mātṛ “madre” *máH₂ter- “madre”
hayr “padre” father (< A. ing. fæder) pater “padre” patēr “padre” pitṛ “padre” *pH₂tér- “padre”
eġbayr “fratello” brother (< A. ing. brōþor[8]) frāter “fratello” phrētēr “compagno” bhrātṛ “fratello” *bʰráH₂ter- “fratello”
dustr “figlia” daughter (< A. ing. dohtor) futrei[9] “figlia” thugatēr “figlia” duhitṛ “figlia” *dʰugH₂-tér- “figlia”
kin “donna” queen (< A. ing. cƿēn[10] “regina, donna, moglie”) gunē “donna, moglie” gnā/jani “donna” *gʷén-eH₂- “donna, moglie”
im “mio” my, mine (< A. ing. min) meus, mei “mio” emeo “mio, di me” mama “mio” *mene- “mio, di me”
anun “nome” name (< A. ing. nama) nōmen “nome” onoma “nome” nāman “nome” *H₁noH₃m-n̥- “nome”
ut’ “8” eight (< A. ing. eahta) octō “otto” oktō “otto” aṣṭa “otto” *H₁oḱtō(u) “otto”
inë “9” nine (< A. ing. nigon) novem “nove” ennea “nove” nava “nove” *(H₁)néwn̥ “nove”
tas “10” ten (< A. ing. tien)
(< Protoger. *tekhan)
decem “dieci” deka “dieci” daśa “dieci” *déḱm̥ “dieci”
ačk’ “occhio” eye (< A. ing. ēge) oculus “occhio” ophthalmos “occhio” akṣan “occhio” *H₃okʷ- “vedere”
armunk “gomito” arm (< A. ing. earm “parti del corpo unite sotto la spalla”) armus “spalla” arthron “articolazione” īrma “braccio” *H₁ar-mo- “unire, stare insieme”
çunk[11] “ginocchio” knee (< A. ing. cnēo) genū, “ginocchio” gonu “ginocchio” jānu “ginocchio” *ǵénu- “ginocchio”
votk’ “piede” foot (< A. ing. fōt) pedis “piede” pous “piede” pāda “piede” *pod-, *ped- “piede”
sirt “cuore” heart (< A. ing. heorte) cor “cuore” kardia “cuore” hṛdaya “cuore” *ḱerd- “cuore”
kaši “pelle” hide (< A. ing. hȳdan “copertura della pelle degli animali”) cutis “cute” keuthō “copro, nascondo” kuṭīra “capanna” *keu- “coprire, nascondere”
muk “topo” mouse (< A. ing. mūs) mūs “topo” mus “topo” mūṣ “topo” *muH₁s- “topo, piccolo roditore”
kov “mucca” cow (< A. ing. ) bum[12] “mucca” bous “mucca” go “mucca” *gʷou- “mucca”
šun “cane” hound (< A. ing. hund “cane da caccia, cane”) canis “cane” kuōn “cane” śvan “cane” *ḱwon- “cane”
tari “anno” year (< A. ing. gēar) hōrnus “di quest’anno” hōra “tempo, anno” yare[13] “anno” *yeH₁r- “anno”
amis “mese” moon, month “luna, mese” (< A. ing. mōnaþ[8]) mēnsis “mese” mēn “luna, mese” māsa “luna, mese” *meH₁ns- “luna, mese”
amaṙ “estate” summer (< A. ing. sumor) samā “stagione” *sem- “stagione calda dell’anno”
ǰerm “caldo” burn “bruciare”(< A. ing. beornan) formus “caldo” thermos “caldo” gharma “calore” *gʷʰerm- “caldo”
luys “luce” light (< A. ing. lēoht “brillantezza”) lucere, lux, lucidus “brillare, luce, lucido” leukos “brillante, bianco” roca “brillante” *leuk- “luce”
hur “fiamma” fire (< A. ing. fȳr) pir[12] “fuoco” pur “fuoco” pu “fuoco” *péH₂wr̥- “fuoco”
heṙu “lontano” far (< A. ing. feor “a grande distanza”) per “attraverso” pera “oltre” paras “oltre” *per- “attraverso, oltre”
helum “io verso” flow “scorrere” (< A. ing. flōƿan[10]) pluĕre “piovere” plenō “lavo” plu “nuotare” *pleu- “scorrere, galleggiare”
utem “mangio” eat (< A. ing. etan) edere “mangiare” edō “mangio” admi “mangio” *ed- “mangiare”
ghitem “so” wit “sapere” (< A. ing. ƿit[10], ƿitan[10] “sapere”) vidēre “vedere” eidenai “so” vid “sapere” *weid- “sapere, vedere”
ghet “fiume” water “acqua” (< A. ing. ƿæter[10]) utur[12] “acqua” hudōr “acqua” udan “acqua” (*wodor, *wedor, *uder-) da *wed- “acqua”
gorç[11] “lavoro” work (< A. ing. ƿeorc[10]) urgēre “spingere, muovere” ergon “lavoro” varcas “attività” *werǵ- “lavorare”
meç[11] “grande” much (< A. ing. mycel “grande, grosso”) magnus “grande” megas “grande, largo” mahant “grande” *meǵ- “grande”
ançanot’[11] “straniero, estraneo” unknown (< A. ing. uncnaƿen[10]) ignōtus[14], ignōrāntem[14] “estraneo, ignorante” agnōstos[14] “sconosciuto” ajñāta[14] “non familiare” *n- + *ǵneH₃- “non” + “sapere”
meṙaç “morto” murder “assassinio” (< A. ing. morþor[8]) mortalis “mortale” ambrotos “immortale” mṛta “morto” *mrtro-, da (*mor-, *mr-) “morire”
mēǰteġ “mezzo” mid, middle (< A. ing. mid, middel) medius “mezzo” mesos “mezzo” madhya “mezzo” *medʰyo- da *me- “medio, mezzo”
ayl “altro” else “ancora” (< A. ing. elles “altro, diverso”) alius, alienus “altro, diverso” allos “altro, diverso” anya “altro” *al- “oltre, altro”
nor “nuovo” new (< A. ing. nīƿe[10]) novus “nuovo” neos “nuovo” nava “nuovo” *néwo- “nuovo”
duṙ “porta” door (< A. ing. dor, duru) fores “porta” thura “porta” dvār “porta” *dʰwer- “porta, uscita”
tun “casa” timber (< A. ing. timber “alberi usati per costruire”) domus “casa” domos “casa” dama “casa” *domo-, *domu- “casa”

Letteratura armena

La letteratura armena è la letteratura scritta nelle quattro lingue armene letterarie: ovvero l’armeno classico o Grabar; il medio armeno del Regno armeno di Cilicia; il moderno dialetto letterario armeno occidentale, lingua della diaspora armena, delle comunità del Vicino Oriente e di quanto è rimasto di quelle della Turchia; ed il corrispettivo armeno orientale, lingua ufficiale della Repubblica di Armenia e della Repubblica di Artsakh, e lingua delle comunità armene dell’Iran.

 

Fonte: Wikipeda



Categorie:R14- Caucaso, Uncategorized

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