Guida di San Pietroburgo

 

Giro panoramico della città- San Pietroburgo

 

Guida di San Pietroburgo

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Situata sulle rive del Mar Baltico, San Pietroburgo, la “creatura prediletta” dell’imperatore Pietro il Grande, nove anni dopo la sua fondazione, nel 1703 diventa già la capitale della Russia. Lo sbocco della città nel Mar Baltico rese possibile i commerci marittimi e gli scambi culturali.

San Pietroburgo, soprannominata di diritto la “Finestra sull’Occidente”, diventa fin dalla sua nascita per la Russia una fucina di innovazioni. Proprio qui fu fondato il primo museo creato sul suolo della Russia: la “Kuntskamera” fondata dall’Imperatore Pietro il Grande sulla base della propria collezione di curiosità, come animali o embrioni morti con stranezze anatomiche e conservati in vasi di vetro in formalina.

Dopo aver fondato questo primo museo, del resto effettivamente un po’ lugubre e inquietante,  Pietro il Grande rimase sorpreso e colpito dal fatto che nessuno non voleva visitarlo, anche perché semplicemente la gente russa non era affatto abituata a visitare i musei. Per attirare quindi i visitatori, Pietro il Grande ordinò di offrire gratuitamente una tazza di caffè oppure un bicchiere di vodka a ogni persona che fosse venuta a visitare il museo stesso.

La “Kunstkamera” diede inizio così alla fondazione di tutti gli altri musei della città e oggi a San Pietroburgo ne contiamo circa 200 considerando anche i meravigliosi Palazzi che sono le antiche residenze imperiali degli zar russi sia estive, come il palazzo Ekaterininskij con la sua famosissima Camera d’Ambra, sia invernali come il Palazzo d’Inverno sede della collezione dell’Ermitage.


Il Palazzo di Caterina a Pushkin (Tsarskoye Selo)

Palazzo di Caterina a Pushkin - San Pietroburgo

 

Negli ultimi anni, il Palazzo di Caterina è diventato, insieme a Peterhof, il museo più visitato dai turisti, che arrivano a San Pietroburgo, dopo l’Ermitage. Si tratta del palazzo all’interno della vasta tenuta di Caterina I, ricevuta da lei in dono, da parte di suo marito Pietro I, nel 1710.

Il Palazzo di Caterina è famoso in tutto il mondo per la sua Camera d’Ambra e per l’Infilata delle Sale di Gala, la cosiddetta “Infilata d’Oro”, entrambe eseguite da Francesco Bartolomeo Rastrelli.

Il giardino italiano, il parco inglese con relativi padiglioni, il laghetto artificiale, le statue e i ponticelli formano, in unione con il Palazzo di Caterina stesso, il pittoresco complesso museale che, a suo tempo, fu la tenuta estiva degli imperatori russi.

Per approfondire la conoscenza di questo importante museo, vi rimandiamo alla pagina del nostro sito internet appositamente dedicata proprio al Palazzo di Caterina e al fenomeno estivo delle Notti Bianche: Palazzo di Caterina e Notti Bianche

I palazzi, le fontane e i giardini di Peterhof (Petrodvorets)

Situata sulla riva del mar Baltico, Peterhof, ex residenza estiva dell’imperatore Pietro il Grande, colpisce per le dimensioni dei suoi parchi. Nonostante venga chiamata “la Versailles russa” per via delle numerose fontane, il complesso di Peterhof è in realtà qualcosa di ancora più particolare.

 

I palazzi e i giardini di Peterhof

 

A differenza della Reggia di Versailles, il sistema delle fontane a Peterhof non è artificiale, ma qui le fontane funzionano in modo naturale grazie al principio dei vasi comunicanti. Per questa ragione, nel periodo estivo, l’acqua delle fontane di Peterhof può zampillare tutti i giorni dalle ore 11.00 fino alle 18.00 senza interruzioni, creando l’aspetto spettacolare di questo luogo e rappresentando, nelle intenzioni dei progettisti, la potenza marittima della Russia.

Durante la visita ai parchi di Peterhof, si possono ammirare sia le “fontane decorative”, ornate con statue in marmo di Carrara e statue in bronzo dorato, sia le cosiddette “fontane scherzose”, diffuse ai tempi dell’Imperatore Pietro il Grande. Alcune cifre solo per farvi capire meglio cosa rappresentano i Parchi di Peterhof: si estendono per oltre 100 ettari e ospitano al loro interno circa 150 fontane.

La cittadina di Peterhof, conosciuta anche con il nome di Petrodvorets, è situata circa 29 chilometri a ovest di San Pietroburgo e si può raggiungere il complesso museale in modo tradizionale con l’auto, ammirando la pittoresca “Provincia di Leningrado”, oppure con l’aliscafo, partendo direttamente dal centro di San Pietroburgo, risparmiando tempo e ammirando il panorama dal mare. Sta a voi scegliere quale delle due opzioni preferite.

I Giardini di Peterhof sono un bellissimo posto, ideale per rilassarsi un po’ ammirando contemporaneamente il verde della natura, le fontane e il panorama marittimo. Nella visita ai Giardini di Peterhof, a scelta, si può includere o meno anche la visita al “Palazzo Grande di Peterhof”, cioè proprio il Palazzo che diede il nome alla cittadina (in tedesco, infatti, “Peterhof” significa “Palazzo di Pietro”).

Considerando che, soprattutto in alta stagione, il Palazzo Grande spesso è soggetto a una fila interminabile in attesa all’ingresso, una alternativa interessante può essere quella di visitare, sempre all’interno del Parco di Peterhof, il Palazzo Monplaisir: il piccolo palazzo, prediletto dell’Imperatore, che si affaccia sul mar Baltico.

Il grande palazzo di Peterhof (Petrodvorets)

Al centro del complesso museale Peterhof, uno dei posti più visitati dai turisti e preferiti così tanto dai san pietroburghesi, vi è il Grande Palazzo.

 

Il grande Palazzo di Peterhof

 

L’idea del luogo e l’aspetto iniziale del Palazzo si devono a Pietro I. Durante il XVIII e XIX secolo, alla costruzione del palazzo e degli interni della residenza marittima parteciparono grandi maestri come Braunstein, Leblon, Michetti, Rastrelli, Stakensneider. Oggi, così come allora, i visitatori ammirano la sontuosità degli interni del Palazzo.

Nel Palazzo Grande di Peterhof è conservato lo Studio di Quercia dell’imperatore russo, decorato con pannelli di quercia del maestro francese Nicola Pino, dove sono anche esposti gli oggetti privati di Pietro I: i suoi libri, un mappamondo antico, un orologio da viaggio. Gli interni relativi al periodo di Elizabetta Petrovna, eseguiti dal suo architetto di Corte Francesco Bartolomeo Rastrelli, colpiscono i turisti con la loro sfarzosità: i numerosi specchi, la decorazione dorata, il parquet di legno pregiato, ecc. Le sale decorate in stile classico da Felten nella seconda metà del ‘700, formano poi un suggestivo contrasto con lo stile “barocco russo” di Rastrelli.

Il Grande Palazzo di Peterhof era il centro della vita ufficiale dell’Impero Russo durante l’estate. Qui si tenevano le feste, i balli in maschera e i ricevimenti ufficiali. Già nei primi giorni dell’occupazione tedesca, nel settembre del 1941, nel Palazzo vi fu un incendio che distrusse gli interni delle sale. Durante la ritirata dell’esercito tedesco, la parte centrale del Grande Palazzo fu fatta esplodere, ma i lavori di restauro furono iniziati subito dopo la liberazione della città e oggi questo è uno dei palazzi più belli nei sobborghi di San Pietroburgo

Il palazzo “Monplaisir” a Peterhof (Petrodvorets)

Il Palazzo Monplaisir a Peterhof

 

Sulle rive del Golfo di Finlandia, nel Parco Inferiore del complesso museale di Peterhof, si trova il grazioso “Palazzo Monplaisir”. Il suo nome ha origine dalla parola francese che significa “mio piacere” e fu così chiamato da Pietro I, che ideò il Palazzo e lo fece costruire dall’architetto Braunstein tra il 1714 e il 1723.

Questo Palazzo, con vista sul mare, era il luogo preferito dall’imperatore Pietro il Grande. Sia all’interno, sia all’esterno, il Palazzo Monplaisir si caratterizza per la semplicità e la razionalità delle decorazioni, che riflettevano i gusti dell’imperatore, ma il valore storico rimane notevolissimo. Dopo la morte di Pietro I, le sue camere rimasero immutate e, già nell’ottocento, il luogo fu dedicato proprio alla sua commemorazione.

Ancora oggi il Palazzo Monplaisir è una testimonianza dello stile di vita dell’epoca petroviana. All’interno del Palazzo Monplaisir sono conservati: una collezione di quadri del XVII-XVIII secolo, acquistati da Pietro il Grande, una collezione di porcellana cinese, oggetti da cucina dell’inizio del ‘700 e i suoi oggetti personali e regali diplomatici. Palazzo Monplaisir è stato testimone di alcuni tra gli eventi più rilevanti nella storia russa collegati al periodo di regno di Pietro il Grande.

Il balletto classico e il teatro Mariinsky a San Pietroburgo

Il balletto classico e il teatro Mariinsky a San Pietroburgo

 

Il Teatro Mariinskij è chiamato così in onore di Maria Alexandrovna, la moglie dell’imperatore Alessandro II, presso il quale fu fondata l’Accademia di Danza che diede inizio all’intero processo di nascita del balletto classico in Russia.

A pochi passi da quello che oggi è il Consolato Generale d’Italia a San Pietroburgo, si trova proprio il Teatro Mariinskij, chiamato durante l’epoca sovietica “Teatro Kirov” e considerato da sempre uno tra i più prestigiosi teatri esistenti al mondo.

Anche l’Accademia di Danza “Vaganova” di San Pietroburgo è una delle più forti scuole di balletto del pianeta. Proprio da questa scuola provengono molti tra i più grandi ballerini della storia mondiale della danza: da Anna Pavlovna Pavlova a Mikhail Baryshnikov, da Natalia Romanovna Makarova a Rudolf  Nureyev, oltre a innumerevoli altri.

Il folclore popolare russo

Uno spettacolo folcloristico è un’ottima idea per chi vuole far conoscenza con l’autentica cultura contadina russa che si sviluppava parallelamente alla cultura imperiale. La cultura della gente semplice russa, rimasta priva dello sfarzo imperiale degli zar, non lascia nessuno indifferente. Si distingue per l’originalità delle canzoni e per la spettacolarità dei balli popolari e dei costumi tradizionali russi. Uno spettacolo folcloristico in uno dei più belli palazzi di San Pietroburgo aiuta a far conoscenza con tutti gli ambiti dell’arte russa.

Il “museo russo” a San Pietroburgo

Il museo russo a San Pietroburgo

 

Il “Museo Russo” è la scelta giusta per chi non vuole abbandonare la Russia senza far conoscenza con la sua arte. Questo museo fu fondato nel 1895 per ordine dell’ultimo imperatore russo Nicola II che lo fondò utilizzando come base la vasta collezione di arte russa di suo padre Alessandro III. Nessun altro museo di San Pietroburgo riuscirà a rappresentarvi in un modo così vasto e profondo la storia della nostra arte nazionale.

La collezione del Museo Russo, collocata in uno dei più belli e raffinati palazzi della città di San Pietroburgo, il palazzo Mikailovskij, conta circa 400.000 pezzi e rappresenta tutte le tappe della formazione dell’arte russa dalle icone preziosissime e rarissime del XII e XIII secolo alle opere d’arte dei più grandi rappresentanti dell’avanguardia russa come Malevich, Kandinskij, ecc.

Giro in battello sui fiumi e i canali di San Pietroburgo

Giro in battello sui canali di San Pietroburgo

 

Uno dei sogni dell’imperatore Pietro il Grande era che ogni san pietroburghese avesse la propria barca. Oggi facendo, una piccola gita in barca o in battello, potrete sentirvi come un vero san pietroburghese dei tempi della Russia Imperiale. Essendo situata sulla riva del Mar Baltico, collocata su 42 isole diverse con una rete dei canali spettacolari e circa 300 ponti, San Pietroburgo occupa di diritto uno dei primi posti tra le più belle città marittime del mondo.

Durante la gita in battello potrete fare conoscenza sia con i canali interni di San Pietroburgo, sia con il grande fiume Neva, che facendo la parte del canale di comunicazione Volga-Baltico è diventata una vera e propria arteria fluviale.

Farete conoscenza con ponti piccoli e antichi a cui sono legate un sacco di leggende. Ad esempio il Ponte dei Baci chiamato così perché tutti gli innamorati della città credono che un bacio sotto questo ponte li unisca per sempre, oppure il Ponte Anichkov, ornato con quattro statue gigantesche di domatori di cavalli, cui è legata una leggenda un po’ picante: lo scultore di queste statue Klodt secondo la leggenda avrebbe fatto su un posto intimo di uno dei cavalli il profile preciso dell’Imperatore Nicola I esprimendo con questo modo il proprio odio verso all’Imperatore che aveva un carattere feroce; o quattro ponti colorati all’Epoca nei colori diversi del blu, rosso, giallo e verde, a causa della confusione che subivano tra gli abitanti della città siccome avevano le ringhiere simili e che hanno conservato i suoi colori originali ancora adesso, ecc.

Il “Museo Statale Ermitage” di San Pietroburgo

Museo Ermitage di San Pietroburgo

 

Il Museo Statale Ermitage è il principale e il più famoso punto di interesse turistico della città di San Pietroburgo. Quasi tutti ormai, anche coloro che non sono particolarmente appassionati all’arte e ai musei, lo conoscono o almeno ne hanno sentito parlare e lo associano immediatamente a San Pietroburgo, così come si associa regolarmente il Louvre a Parigi.

E’ quasi inimmaginabile venire a San Pietroburgo e non visitare il Museo Ermitage, perché anche chi non è molto interessato ai quadri e alle altre opere d’arte esposte rimarrà comunque impressionato dalla magnificenza del Palazzo d’Inverno che ospita appunto il museo e che, a causa della sua straordinaria bellezza, meriterebbe da solo e di per sé una visita anche se, per assurdo fosse un Palazzo vuoto.

 

 

La Cattedrale e la Fortezza dei Santi Pietro e Paolo

Il vero cuore storico del centro di San Pietroburgo è la Fortezza. Questo perché fu proprio la costruzione della Fortezza dei Santi Pietro e Paolo, nel corso della Guerra Nordica tra Russia e Svezia, che diede inizio alla fondazione della città di San Pietroburgo.

 

Cattedrale e Fortezza dei Santi Pietro e Paolo

 

La Fortezza che risale al 1703, con i suoi bastioni, cortine, rivellini, era destinata a diventare una vera cittadella fortificata, pronta a partecipare a tutte le battaglie della guerra nordica, ma la cosa più interessante è che in realtà questa Fortezza non fu poi usata per scopi militari perché il nemico non ebbe mai l’opportunità di avvicinarsi così tanto alla città. Nonostante questo, la costruzione della Fortezza non fu affatto inutile. Tra le sue cortine ci fu una prigione il cui primo prigioniero illustre fu Alessio, il figlio di Pietro il Grande, imprigionato e torturato dal proprio padre per aver partecipato a una congiura contro Pietro I. Poi la prigione fu destinata ai prigionieri politici, tra cui i più famosi furono Dostoevskij, Trotskij e Alexander Ulyanov, fratello maggiore di Lenin, arrestato perché fu tra i terroristi che stavano preparando un attentato alla vita dell’imperatore Alessandro III.

Durante la visita alla Fortezza si possono vedere sia edifici prettamente militari, come ad esempio ex-caserme, sia altre costruzioni più curiose e inaspettate come la Zecca di San Pietroburgo, che ancora oggi conia medaglie ma anche le normali monete aventi corso legale.

Altre curiosità sono la casetta costruita a suo tempo per conservare la barchetta preferita dell’Imperatore Pietro il Grande, barca chiamata comunemente la “nonna della flotta russa”, la casa del governatore della fortezza, ecc.

Ovviamente è consigliabile, durante la visita alla Fortezza, includere anche la visita alla bellissima Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo situata proprio sulla piazza centrale, all’interno delle mura. Questa Cattedrale funge da Pantheon per tutti i Romanov, lì sono sepolti tutti gli imperatori russi inclusa la famiglia dell’ultimo imperatore Nicola II, crudelmente fucilata dai bolscevichi nella città di Ekaterinburg nel 1918.

La chiesa del Salvatore sul sangue versato a San Pietroburgo

Chiesa del Salvatore sul sangue versato a San Pietroburgo

 

Situata anch’essa proprio nel centro storico della città, costruita precisamente nel luogo dove l’imperatore Alessandro II fu crudelmente assasinato nel 1881 per mezzo di una bomba nascosta in una torta.

La Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato è una delle attrattive più famose e riconoscibili di San Pietroburgo. Questa è l’unica chiesa della città costruita in stile pseudo russo, più tipico e facile da ritrovare nell’architettura moscovita che in quella san pietroburghese. L’esterno di questa chiesa commemorativa assomiglia alla Cattedrale di San Basilio a Mosca, ma all’interno è molto più spettacolare.

Nel libro dei “Guinness World Records” si trova proprio la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato in quanto i numerosi mosaici che la decorano occupano una superficie di quasi 7000 metri quadrati. Dentro la chiesa non troverete alcuna pittura, si tratta solo di mosaici, smalti, marmi e pietre dure russe. All’epoca sovietica, poiché il culto religioso era proibito, fu sconsacrata e danneggiata dai bolscevichi che la destinarono a magazzino per conservare la verdura.

La Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato è stata ripulita e restaurata completamente soltanto  nel 1996 e adesso è aperta come museo per tutti coloro che vogliono ammirare i suoi particolari mosaici in stile bizantino.

La cattedrale di San Nicola del mare a San Pietroburgo

Cattedrale di San Nicola del mare a San Pietroburgo

 

San Pietroburgo è storicamente una città portuale e la sua storia è inseparabilmente connessa con il mare. La Cattedrale di San Nicola del Mare è una delle chiese più importanti della Russia, un monumento dell’architettura del ‘700,  che è sempre rimasto nei cuori dei marinai della gloriosa “Flotta Russa”, i quali erano molto devoti e affezionati questa chiesa.

La vita della città, fin dai primi anni della propria storia, fu concentrata attorno ai cantieri navali che avevano sede nei pressi dell’Ammiragliato e per provvedere alla vita spirituale degli abitanti del quartiere fu costruita la chiesa in legno dedicata a San Nicola, che veniva di conseguenza visitata prevalentemente dalle famiglie dei marinai.

Si tratta di una chiesa a due piani, con un altare e un’iconostasi su ogni piano. La parte bassa è stata consacrata in onore di San Nicola nel 1760 alla presenza di Elisabetta, la parte superiore, invece, è stata consacrata in onore di Epifania nel 1762 già alla presenza di Caterina la Grande. Fin da quel periodo la Cattedrale non è praticamente cambiata. Sono sempre maestose e solenni le sue cupole dorate ed eleganti le sue colonne.

Entrando nella chiesa ci troviamo come nel 1700: le icone antiche, le iconostasi intagliate in legno dorato, baluginano le candele e lumi. Si tratta di un caso unico in cui la Cattedrale ha conservato gli interni originali e con essi i colori dell’epoca. Qui si tenevano le messe più importanti in memoria delle vittorie e delle vittime della flotta militare russa, mentre di fronte, nella piazza antistante, si tenevano le parate militari.

Nel giardino si erge il monumento in ricordo dei marinai caduti nella battaglia vicino a Tsushima, durante la guerra giapponese, quando la Flotta Russa dell’Oceano Pacifico fu completamente distrutta nel 1905. Nonostante delle persecuzioni ai danni del culto e delle chiese durante l’epoca sovietica, la Cattedrale di San Nicola del Mare continuò a funzionare e tenne le sue porte aperte a tutti i fedeli.

La reggia di Pavlovsk

La reggia di Pavlovsk

 

Pavlovsk è la città nei pressi di San Pietroburgo, dove si trova la tenuta con la Reggia di Paolo I, a circa sette chilometri da Pushkin. Il complesso museale include un grande parco e il palazzo costruito da Charles Cameron dove viveva la famiglia di Paolo I con i suoi 10 figli. La tenuta fu regalata da Caterina la Grande a suo figlio per distrarre la sua attenzione dalla politica e per tenerlo occupato con gli affari familiari tenendolo così a distanza dal trono.

Il Palazzo è un monumento dell’architettura della seconda metà del ‘700. L’arredamento proviene dall’Europa, dove la coppia, composta del giovane Paolo I e con sua moglie Maria Fedorovna,  comprò i mobili, i quadri e gli altri oggetti durante il loro viaggio di nozze. Dopo l’ascesa di Paolo al trono la Reggia di Pavlovsk è diventata la residenza imperiale dove si tenevano i balli, i ricevimenti degli ambasciatori e dove Paolo I ospitò i Cavalieri dell’Ordine di Malta dopo la loro fuga dall’isola conquistata da Napoleone.

Nella Sala Grande del Palazzo di Pavlovsk si tenne successivamente anche il banchetto in occasione della vittoria russa su Napoleone. La moglie di Paolo I voleva realizzare molte cose nella tenuta, così come aveva visto fare dalla regina francese Maria Antonietta per il suo Petit Trianon.

Il parco che circonda il Palazzo di Pavlovsk è enorme, si tratta di uno dei più grandi parchi europei, più di 500 ettari. I paesaggi, con gli stagni artificiali, i ponticelli e i chioschi, impressionano i visitatori con la loro indescrivibile bellezza. La formazione delle collezioni della Reggia di Pavlovsk è strettamente collegata con il viaggio dei padroni della tenuta nell’Europa nel 1781-82.

Visitando le botteghe dei grandi maestri comprarono e ordinarono quadri, mobili, oggetti di bronzo, servizi di porcellana, tante statue antiche italiane e ricevettero, ovviamente, anche regali dei sovrani delle  Corti europee. Nonostante l’occupazione della città da parte dei nazisti tedeschi durante la seconda guerra mondiale, i beni della Reggia di Pavlovsk furono portati altrove e messi in salvo.

Oggi abbiamo così l’occasione di vedere l’arredamento originale e finanche oggetti personali della famiglia di Paolo I.

La cattedrale di Sant’Isacco a San Pietroburgo

Cattedrale di Sant'Isacco a San Pietroburgo

 

E’ la più imponente Cattedrale della città con la sua enorme cupola dorata, per la quale furono utilizzati circa 100 chili d’oro autentico. La Cattedrale porta il nome di Sant’Isacco perché l’onomastico di questo Santo coincide con il giorno del compleanno di Pietro il Grande.

Storicamente, quella attuale, è la quarta versione della chiesa ed è stata eseguita su progetto dell’architetto francese August de Montferrand, che era un giovane architetto sconosciuto in quel periodo, ma che riuscì a vincere la gara dei progetti presentandone ben 24 in stili diversi. Il progetto che fu scelto alla fine dall’imperatore era in stile classico e fu realizzato così come oggi lo possiamo ammirare.

La costruzione fu terminata nell’arco di 40 anni, durante il regno di tre imperatori diversi: Alessandro I, Nicola I e Alessandro II. August de Montferrand dedicò, così, tutta la sua vita alla costruzione di questa chiesa e morì 2 mesi dopo la sua inaugurazione.

La Cattedrale di Sant’Isacco poggia su un terreno appositamente consolidato con migliaia di palafitte di pino ed è circondata da 112 colonne di granito rosso, ognuna delle quali pesa più di 100 tonnellate. La ricchezza della decorazione interna della Cattedrale di Sant’Isacco colpisce tutti i visitatori: l’iconostasi è decorata con colonne di pietre semipreziose, malachite e lapislazzuli, numerosi mosaici coprono le pareti della chiesa, le volte sono dipinte da famosi pittori russi.

I turisti possono salire sopra il colonnato della Cattedrale che è alto di 43 metri e osservare il pittoresco panorama del centro storico di San Pietroburgo. Per salire bisogna affrontare oltre 200 gradini senza ascensore, ma la vista che si apre davanti al visitatore val bene lo sforzo.

La cattedrale di Kazan a San Pietroburgo

Cattedrale della Madonna di Kazan a San Pietroburgo

 

Oggi e’ la Cattedrale principale di San Pietroburgo che si trova nella via Nevsky prospect. Fu  costruita al posto di una piccola chiesa in legno dove era custodita l’icona miracolosa della Madonna di Kazan. L’edificio nuovo fu costruito per volere di Paolo I e sulla sua richiesta la forma esterna ricorda la Cattedrale di San Pietro a Roma. La cattedrale fu costruita con materiali esclusivamente russi, provenienti  in particolare dalla Carelia.

Le condizioni di lavoro erano estremamente difficili, nonostante questo, durante i dieci anni fu elevata la più grande chiesa di San Pietroburgo a quell’epoca (1801-1811).

La cosa sacra che si trova nella Cattedrale e’ l’icona della Madonna di Kazan, l’immagine della quale fu ritrovata nel 1579 a Kazan da una ragazza di nome Matrona a cui in sogno apparve la Madonna e indicò il posto dove potesse trovare l’icona dopo il grande incendio avvenuto a Kazan. Fin dai tempi dello zar Alexei Mikhailovich, il padre di Pietro I, l’icona  era considerata come la protettrice della Casa Romanov. Pietro I la portò alla capitale nuova e la mise nella chiesa dedicata alla Madonna.

Visitando la Cattedrale della Madonna di Kazan possiamo vedere la fila dei fedeli verso l’icona miracolosa. Nella chiesa c’è anche la tomba di Mikhail Kutuzov, il condottiero russo che sconfisse Napoleone nel 1812. Sulla parete sopra la tomba si possono vedere le bandiere originali degli eserciti di Napoleone prese nelle battaglie e le chiavi delle città europee liberate.

L’Incrociatore Aurora ancorato sulla Neva a San Pietroburgo

E’ la nave militare Costruita nei cantieri navali dell’Ammiragliato e varata nell’anno 1900, l’Incrociatore “Aurora” è una nave militare che partecipò alla Guerra “Russa – Giapponese” ed è una delle quattro navi della Flotta Russa che riuscirono a salvarsi nella battaglia di Tsushima nel 1905. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i cannoni dell’Incrociatore Aurora furono smontati e usati per difendere San Pietroburgo dalla terra ferma.

Dopo la guerra, l’Incrociatore Aurora è stato definitivamente ancorato al molo del fiume Neva, nel centro di San Pietroburgo, e oggi la nave è a disposizione della scuola militare navale, ma è comunque visitabile da chi lo desidera. Ma l’Incrociatore Aurora è ormai famoso perché nel 1917 proprio da questa nave partì lo sparo a salve che diede il segnale per l’assalto al Palazzo d’Inverno che fu l’inizio della rivoluzione dell’Ottobre. L’Incrociatore Aurora fa ormai parte del Museo della Marina da Guerra.

 

L'incrociatore Aurora San Pietroburgo

 

Oggi è possibile salire a bordo e visitare anche l’interno, dove vi è una mostra dedicata alla storia della nave. Dal ponte di coperta dell’Aurora si gode di un bella vista sul fiume Neva e molti scattano una foto ricordo vicino al cannone che sparò il colpo del 25 ottobre 1917 e pose fine alla storia dell’Impero Russo.

L’arte nella metropolitana di San Pietroburgo

La prima idea di costruire una metropolitana nella capitale dell’Impero Russo risale alla fine dell’800, ma i progetti non furono realizzati a quel tempo per via dei costi troppo elevati e per la difficoltà della realizzazione a causa dei numerosi canali e fiumi di San Pietroburgo. Con l’inizio della Prima Guerra Mondiale tutti i piani furono sospesi e, dopo la rivoluzione dei bolscevichi, la capitale fu trasferita a Mosca e la prima metropolitana della Russia fu costruita quindi a Mosca nel 1935.

A San Pietroburgo la prima linea metropolitana fu realizzata solo nel 1955.

Oggi la metropolitana di San Pietroburgo comprende 5 linee e 65 stazioni. L’ultima stazione aperta si chiama “Admiralteyskaya”, è stata aperta nel dicembre 2011 ed è tra le stazioni più profonde al mondo scendendo fino a 102 metri sotto terra.

La Linea numero uno, la linea rossa, è quella di maggiore interesse dal punto di vista artistico. La linea rossa, infatti, è decorata con lo stile del “realismo socialista”: i marmi sulle pareti e sulle colonne, i lampadari massicci in bronzo, i simboli dell’epoca con bassorilievi e mosaici raffiguranti scene della propaganda dell’Unione Sovietica.

Dopo la morte di Stalin, tutti i suoi monumenti e immagini furono distrutti e solo nella stazione chiamata “Ploschad Vosstania” (che in italiano significa “Piazza Insurrezione”) si può vedere un’immagine di Stalin miracolosamente conservata sul bassorilievo di uno dei piloni della stazione.

La visita della metropolitana, quindi, può essere un’idea interessante, durante la vostra visita di San Pietroburgo, per immergersi contemporaneamente nell’arte e nella quotidianità della città.

Il palazzo di Alessandro a Pushkin (Tsarskoye Selo)

Questo Palazzo è un regalo di Caterina La Grande a suo nipote Alessandro (il futuro Alessandro I) in occasione del suo matrimonio con la principessa di Baden. Il Palazzo di Alessandro fu fatto costruire vicino al Palazzo di Caterina a Tzarskoye Selo. I lavori per la realizzazione furono affidati all’architetto bergamasco Giacomo Quarenghi e questo Palazzo divenne così uno tra i suoi capolavori.

In realtà, dopo essere diventato Imperatore di Russia, Alessandro I preferiva vivere nel Palazzo di Caterina, ma questo Palazzo è rimasto comunque definitivamente legato al suo nome e conosciuto appunto ancora oggi come il “Palazzo di Alessandro”.

Il Palazzo di Alessandro viene storicamente associato con l’ultima pagina della storia dell’Impero Russo. Proprio in questo Palazzo furono arrestati Nicola II, l’ultimo imperatore russo, insieme con la propria famiglia e esiliati in Siberia, dove poi furono tutti fucilati dai bolscevichi. Dopo la Rivoluzione di Ottobre nel Palazzo fu ospitato per qualche tempo anche un museo per mostrare al popolo quali erano le condizioni dei luoghi di vita dello Zar.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la regione di San Pietroburgo era sotto l’occupazione dei nazisti tedeschi e nel Palazzo di Alessandro venne collocato il comando delle SS. Nelle cantine fu allestito una sorta di carcere dove venivano torturati i soldati sovietici prigionieri. La piazza davanti all’edificio, invece, fu adibita a cimitero per i soldati delle SS caduti in battaglia.

Oggi nel Palazzo di Alessandro si possono vedere gli interni restaurati dell’epoca dell’ultimo imperatore russo e gli oggetti dell’uso personale di Nicola II e della sua famiglia (mobili, fotografie, giocatoli e bambole dei figli, abiti e costumi ecc). E’ così creata l’atmosfera della casa così com’era subito dopo essere stata lasciata dalla famiglia con i 5 figli.

Il palazzo di Yusupov a San Pietroburgo

Il Palazzo Yusupov a San Pietroburgo

 

Si tratta del Palazzo della nobile famiglia Yusupov, l’origine della quale risale al VI secolo. I duchi Yusupov furono sempre storicamente molto vicini alla Famiglia Imperiale, occupavano posti importanti nel governo e furono, quindi, una delle famiglie più ricche dell’Impero Russo.

Il Palazzo Yusupov, che si affaccia sul fiume Moika, ha interni sfarzosi risalenti all’800 e un teatro domestico che all’epoca era chiamato la “Perla del Palazzo Yusupov”. Dopo la rivoluzione del 1917, i proprietari emigrarono all’estero e, così, il Palazzo Yusupov fu nazionalizzato.

La notorietà del Palazzo di Yusupov è strettamente connessa con la storia dell’assassinio di Grigory Rasputin. Questi era un contadino siberiano, che all’inizio del XX secolo entrò nella vita della famiglia di Nicola II come la persona che fu capace a far guarire il piccolo erede al trono Alessio, affetto da emofilia. Rasputin fu colpito mortalmente nel Palazzo Yusupov in seguito a una congiura dei nobili di corte a cui non piaceva affatto la sua influenza e il crescente potere che egli aveva ormai acquistato nei confronti di Nicola II.

Oggi in questo Palazzo si tengono conferenze, concerti e altri eventi culturali. Al suo interno, inoltre, vi sono le esposizioni: “La storia della famiglia Yusupov” e “L’assassinio di Rasputin”.

San Pietroburgo letteraria

Il crepuscolo pensoso delle notti illuni. Scoperto il verso di Aleksandr Sergeevic Puskin potrei chiudere qui. Chi non ha visto San Pietroburgo ora la immagina. Davanti al “crepuscolo pensoso” che tinge le notti “senza luna”. Le stesse in cui vivono strani uomini, i sognatori. Quelli di cui parla Fedor Michailovic Dostoevskij nelle sue opere, a partire da Delitto e Castigo . Chissà se i due scrittori russi amassero guardare le imbarcazioni sul fiume Nava nel chiarore delle notti d’estate quando, nel periodo del solstizio (tra l’11 giugno e il 2 luglio) e ancora per tutto il mese di agosto, il sole nella città degli zar sembra non volersi riposare mai.

San Pietroburgo, città elegante, signorile, sinonimo di Ermitage e di molto altro, nelle “Beliye No chi”, le notti bianche, si riempie di romanticismo, musica, allegria. E non perde mai il colore del crepuscolo “pensono”.Ce la racconta Dostoevskij nel suo Le notti bianche , romanzo in cui si toccano i picchi dell’amore che sorprende e dell’abbandono che distrugge. Si svolge in quattro notti. Il protagonista camminando per le strade, le piazze, i ponti di San Pietroburgo, incontra lei, la donna con cui avrà un rapporto intenso, seppur breve. “Dio mio! Un minuto intero di beatitudine! È forse poco per colmare tutta la vita di un uomo?”, dirà. E come dagli torto.

Con tutto altro umore e piglio, invece, Nikolaj Vasil’evic Gogol ci fa trottolare tra le strade della città con i Racconti di Pietroburgo . Da La Prospettiva Nevskij (Viale della Neva), a Il diario di un Pazzo, Il ritratto, Il naso, Il calesse, Il cappotto. Sono tutti accomunati da un’unica ambientazione: San Pietroburgo, con le luci dei palazzi, la Prospettiva Neva (il grande corso centrale) che fiancheggia il fiume e che ad ogni ora si riempie prima di giovani, poi di scapoli, poi di anziani, a differenza della Moraskaja, della Gorochovja, di corso Litejnij dove il flusso è continuo a tutte le ore del giorno.

È tra le strade della città che si perdono il naso dell’assessore Kovaljov (finito per errore nel panino del barbiere Ivan Jakovlevic) mentre il fantasma dell’impiegato statale Akakij Akakievic Basmackin gira terrorizzando i cittadini e rubando i loro cappotti per strada, per vendicarsi del furto subito e che gli ha causato la morte per freddo.

Ad animarsi è anche la statua di Pietro il Grande nel poema Il cavaliere di bronzo di Aleksandr Sergeevic Puskin. La statua è uno dei simboli più conosciuti di San Pietroburgo in nome di colui che la città l’ha costruita. Nel poema si racconta di un impiegato che perde la findanzata nella inondazione di Pietroburgo nel 1825 e impazzito per il dolore, passando davanti al monumento, leva il pugno contro l’imperatore che si stacca dal piedistallo animandosi e inizia a inseguirlo per le strade della città. Fino ad ucciderlo.

Per ultimo (ma davvero questa volta ho fatto fatica a selezionare!) vi lascio Il maestro di Pietroburgo di John Maxwell Coetzee. Un omaggio del premio nobel sudafricano al grande Dostoevskij. In esilio a Dresda, Dostoevskij ritorna a Pietroburgo sotto falsa  identità, dopo la morte dai contorni poco chiari del figliastro. Lo  scrittore  si stabilisce nell’appartamento che era stato di Pavel e ossessivamente,  insegue il fantasma del figlio per scoprire che cosa veramente  gli sia capitato, indagando negli ambienti rivoluzionari di Nechaev. E lì rivive una serie di passioni: amore, voglia di fuga, contrasto, ossessione.


Letture consigliate

Carne da macello di Philip Kerr (Passigli, Firenze 2000) Nel caos che segue il crollo del vecchio regime, l’ispettore Evgenij Ivanovich Grushko, il miglior investigatore del Dipartimento Investigativo Centrale di San Pietroburgo, è impegnato nella lotta alla Mafia.

Delitto e castigo di Fedor Dostoevskij (Mondadori, Milano 2005) Il romanzo che meglio descrive l’essenza si San Pietroburgo. Lo studente povero Raskolnikov decide di migliorare la propria condizione uccidendo una vecchia usuraia, ritenendola una semplice parassita della società. Ma non tutto è semplice come sembra…

• Ermitage. San Pietroburgo a cura di Alessandra Fregolent (Mondadori, Milano 2003) Descrive con immagini e schede una delle pinacoteche più importanti e ricche del mondo.

Guerra e pace di Lev Tolstoij (Garzanti, Milano 2003) La più grande epopea narrativa di tutti i tempi. Sullo sfondo della crisi e delle guerre europee dell’ottocento, gli intrecci di due famiglie aristocratiche russe.

• I ragazzi di San Pietroburgo di Sergej Bolmat (Rizzoli, Milano 2003) Un romanzo ambientato nella nuova Russia, tra regolamenti di conti mafiosi e storie d’amore.

Il bottone di Puskin di Serena Vitale (Adelphi, 2000) Uno straordinario saggio-biografia che si legge come un giallo.

Il cavaliere di bronzo di Alexander Puskin (Raffaelli Editore, Rimini 2000) Nel grandioso poema epico di Puskin la statua di Pietro il Grande prende vita dopo una disastrosa alluvione che rischia di spazzare via la città.

Il maestro di Pietroburgo di J. M. Coetzee (Donzelli, Roma 2003) Un omaggio che Coetzee, grande autore sudafricano vincitore del premio Nobel per la letteratura, rivolge a Dostoevskij, riferimento ancora oggi imprescindibile per molti scrittori.

La casa di Puskin di Andrei Bitov ( Serra & Riva, Milano 1988) La ricerca di un’identità personale in un paese in cui l’individualismo è messo al bando. Il capolavoro di Bitov, scritto negli anni ‘60, è considerato uno dei migliori romanzi sovietici.

Pietroburgo e l’Italia 1750-1850. Il genio italiano in Russia (Skira, Milano 2003) In occasione del trecentesimo anno dalla fondazione della città, un’esaustiva panoramica della presenza creativa dell’Italia nella storia di San Pietroburgo. Sono ricordati i grandi architetti e i pittori italiani che hanno contribuito, tra la seconda metà del Settecento e la prima dell’Ottocento, a dare un volto nuovo alla città.

Racconti di Pietroburgo di Nikolaj Gogol’ (Mondadori, Milano 2004) La stupenda descrizione che Gogol’ dà di San Pietroburgo in molti racconti di questa raccolta sono un invito ad approfondire l’opera del grande scrittore.

Russi. Se li conosci non li eviti di Paul Bilton (Edizioni Sonda, Casale Monferrato 2000; collana ‘Le Guide xenofobe’) Spiega chi sono, come ragionano, cosa amano e cosa detestano i Russi. È una guida ‘antropologica’ semiseria, con uno scopo serissimo: prevenire e curare qualsiasi forma di xenofobia.

San Pietroburgo di Claudia Sugliano (White Star, Vercelli 2002; collana ‘I luoghi e la storia’) Un bel volume fotografico.

San Pietroburgo. Da Puskin a Brodskij, storia di una capitale culturale di Solomon Volkov (Mondadori, Milano 2003) Attraverso i ritratti delle grandi personalità che vi hanno vissuto, l’autore traccia la storia di San Pietroburgo, una delle città più belle e affascinanti del mondo.

Storia della letteratura russa di Ettore Lo Gatto (Sansoni, Firenze 2000) Un lungo e affascinante viaggio attraverso l’immenso continente letterario russo, realizzato con rigoroso approfondimento tematico. Un prezioso strumento di studio, di cultura e informazione

Storia della Russia di Nicholas V. Riasanovsky (Bompiani, Milano 2001) Si tratta di un ottimo compendio, che presenta gli eventi fino al 1992.

 



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