Antonio De Lisa- Sinossi delle opere di Teatro didattico per l’Officina Galilei per il teatro e la musica

Antonio De Lisa- Sinossi delle opere di Teatro didattico per l’Officina Galilei per il teatro e la musica

In questa sede pubblichiamo le sinossi delle opere di Teatro didattico realizzate nell’ambito dell’Officina Galilei per il Teatro e la Musica


Anno 2013-14


Tu, Candido (sinossi)

Logo Tu Candido ultimo

PERSONAGGI

Il Presentatore, Cunegonda, Candido, Il Doppio di Candido (mimo), Voltaire, Leibniz, La Voce di Leibniz, Le bellissime Pettegole, Cartellonista, Epiloghista, Il Lettore-Narratore e l’operatore Video, La Giocolatrice, La Velina, Il Musicante, Il Maestro delle cerimonie con il suo assitente alla regia.

SINOSSI

Il copione di questa commedia in un atto è del tutto originale. Il soggetto è tratto liberamente dal “Candido” di Voltaire, ma la drammatizzazione segue vie sue proprie.
L’opera di Voltaire è un “conte philosophique“, un racconto filosofico, in cui non sono rispettate le regole della verosimiglianza. Un racconto filosofico è una storia di fantasia, prodotta dall’autore nell’intento di fare una critica della società e del potere, spesso fustigati in tutte le sue dimensioni (maniere di mondana e vita rurale, potere politico, arti, intolleranza religiosa).
A Voltaire premeva fare una parodia irriverente dell’idea del “migliore dei mondi possibili”, elaborata da Leibniz molti anni prima. Voltaire e Leibniz non erano sontemporanei, ma qui li abbiamo messi insieme a dialogare. Si puà definire “migliore dei mondi possibili” un mondo in cui ai protagonisti capita di tutto, ai limiti della perdizione?
Il filo conduttore è dato dal Narratore, che fornisce al pubblico un appiglio per collocare l’intervento dei vari personaggi in scena. Quello che racconta il Narratore è tratto fedelmente dall’opera di Voltaire, ma molto in sintesi. Il dialogo dei personaggi in scena è interamente originale.
Prima parlano Candido e Cunegonda, poi si alternano al dialogo Voltaire e Leibniz. Dietro di loro c’è una cartellonista che indica i vari luoghi della commedia. Le Pettegole intevengono a punteggiare le avventure di Candido e Cunegonda.
L’atto unico è preceduto dall’intervento di un Presentatore, che parla e si atteggia come l’attore di un teatro popolare, la cui rappresentazione si immagina avvenire in una piazza, o in un mercato, o addirittura in un circo. Muti in scena sono seduti due personaggi portati in Europa dalle lontane Americhe, col cartello “Venduti”.
Lo spettacolo è concluso da un Epilogatore, che somiglia negli atteggiamenti al Presentatore. Infine interviene una specie di Velina, un attore “in travesti“, che esibisce il cartello “FINE”.
Si è fatto molto uso del “travesti” in questo spettacolo, un po’ per necessità, un po’ perché così è risultata più libera a anticonvenzionale la recitazione.
In francese si parla in effetti di solito di “rôle travesti“, mentre in inglese tale formula è stata corrotta in uno pseudo-francese “en travesti“; in italiano viene riportata dai vocabolari la forma “travesti” (come sostativo maschile invariabile col significato di “ruolo affidato a attore/cantante di sesso diverso rispetto al personaggio”), anche se è ormai invalso l’uso di importare la formula inglese o comunque di trasformarla in quella simile, più corretta, di “in travesti“.
L’intervento finale serve ad uscire dall'”illusion comique“; con la sua irriverenza, accompagnato dalla musica che esplode e dal battimani di tutti gli attori in scena,  segnala il ritorno al mondo ordinario, dopo il breve viaggio in una specie di mondo parallelo.
In uno spettacolo già fin troppo pieno di elementi, ogni aggiunta è un abuso. Ma non se l’aggiunta sdoppia i personaggi. Qui abbiamo due casi: la Voce di Leibniz e l’ombra di Candido. A giudicare dalle prove non abbiamo avuto motivo di pentircene e nella messa in scena ufficiale hanno avuto il loro effetto
Il carattere di “conte philosophique” del testo voltairiano ha fornito lo spunto per accentuare il carattere di astrattezza dei personaggi in scena. Da qui è nata l’idea di fornire gli attori di maschere di vario tipo. La loro fissità ha determinato una certa stilizzazione dei ruoli degli attori, che si sono potuti esprimere solo con la voce e i movimenti del corpo, senza espressione facciale, che avrebbe rischiato di deformare psicologicamente il carattere dei protagonisti. Anche il gioco a incastro dei movimenti ha fatto da sfondo all’architettura ritmica della commedia.

Antonio De Lisa- Tu, Candido (copione)


Anno 2014-15


Invisibile Orfeo (sinossi)

Nuovissimo manifesto orfeo

PERSONAGGI

Il Custode del Mito Orfeo, Euridice, La madre di Orfeo, Un amico della madre, Direttrice della clinica Ade, Cinque pazienti dell’Ade, Produttore discografico, Assistente di produzione, Motociclisti, Poliziotti, Coro, anche Fantasmi del bosco, Gruppo musicale

SINOSSI

“Invisibile Orfeo” è una trasposizione in chiave moderna del famoso mito greco. Il dramma comincia con la narrazione di un “Custode del mito” che dice di aver incontrato in uno stabilimento balneare una coppia formata da madre e figlio, quest’ultimo di indescrivibile bellezza, Orfeo.
Orfeo, sublime cantore e simbolo per eccellenza della musica, si trasforma in una rockstar che ha perso la fiducia nella musica e che ha deciso di affidare i suoi pensieri al silenzio. Vani sono i tentativi di convincerlo a ritornare sul palcoscenico da parte della famiglia e del produttore discografico, protagonisti di un mondo costruito sull’apparire e sul denaro, di cui Orfeo non riesce più a far parte.
L’unico contatto che gli rimane è Euridice, una ragazza conosciuta in una via “più dark e rock che mai” con cui condivide la passione per la musica e per la poesia.
Nelle vie della città di notte Orfeo incontra Euridice, che è una dark girl, probabilmente dedita alle droghe e vicina a una forma di depressione scrisciante. In seguito a uno scontro di strada tra un gruppo di motociclisti – abbigliati con giubbotti di pelle nera, borchie e scarpe militari e armati di mazze da baseball- e un gruppo di poliziotti, Euridice viene ferita e ricoverata in una clinica per malattie mentali, la Clinica “Ade”. Qui Orfeo assiste ai racconti di alcuni pazienti che rievocano il proprio passato in uno stato di stuporosa malinconia. Orfeo ed Euridice si appartano nel parco, dove assitono all’irruzione delle baccanti.
Orfeo scende negli inferi (la Clinica Ade) per tentare di salvare la sua musa ed è qui che si trova a dover affrontare i fantasmi del suo passato, incarnati nei pazienti della clinica psichiatrica: la malinconia, il rimpianto, gli obiettivi impossibili che ci si pone per riempire un vuoto incolmabile mettono in luce i punti deboli di un’anima sensibile quanto tormentata. Come nel mito, Orfeo grazie all’incanto della musica convince Persefone, nelle vesti della rigida, ma comprensiva direttrice della clinica, a lasciarlo fuggire con Euridice, a patto che non si volti prima di uscire dall’Ade.
Nel parco della clinica avviene l’ultimo, intenso duetto tra i due amanti, a colpi di poesia e musica. Orfeo si apre completamente, lascia intravedere le ragioni del suo rifiuto nei confronti della musica, mentre Euridice tenta di infondere di nuovo nella sua anima lacerata quella passione travolgente che lo aveva condotto sui palchi di tutto il mondo. Poi Euridice viene trovata morta suicida nel parco della clinica con accanto la figura dei Tarocchi.
Potrebbe sembrare questa la conclusione, ma nell’ultima scena si vede una coppia di giovani che pranza all’ombra di uno stabilimento balneare, proprio quello dell’inizio. Si può pensare che siano Orfeo ed Euridice, e che quindi quest’ultima non sia morta. Ma il finale è lasciato volutamente nell’incertezza.
Il mito vuole che Orfeo ceda alla tentazione e girandosi verso la sua amata faccia svanire ogni possibilità del suo ritorno, ma a volte la realtà è diversa da quella mitica. Forse, ma la maggior parte delle volte non ci è dato saperlo.

Antonio De Lisa – Invisibile Orfeo (copione)


Anno 2015-16


Dot.city (sinossi)

Dot.city Don Bosco ultimissimo

PERSONAGGI

Minni, Marvin, Fidel, Il Giornalista, La Giornalista, Ragazzo elegante, Ragazza elegante, Ragazzo di strada, Ragazza di strada, Pusher, Danzatori, Invitati alla festa.

SINOSSI

Lo spettacolo teatrale “Dot.city” è basato sulla storia di cinque ragazzi che fanno parte di un gruppo musicale. Il gruppo passa le sue giornate spostandosi da un McDonald’s a un locale che si chiama “Spizzack”. Immagina di intraprendere una raccolta di fondi per finanziare i propri concerti, ma intanto non si muove, parlando di cose senza senso. Davanti a McDonald’s staziona un gruppo di ragazzi eleganti che parla di gadget, feste e droga; davanti a “Spizzack” si trova un gruppo di ragazzi “alternativi” che passa le sue giornate scansando spacciatori di droga e interagendo con dei rapper. Nei locali ci sono perennemente delle tele accese, da cui due giornalisti si inoltrano in veri e propri viaggi nel mondo giovanile, nel mondo di quella che è stata definita la “lock down generation”, la generazione che guarda sembre in basso, allo schermo dello smartphone. Alla fine uno dei ragazzi del gruppo musicale sprona i suoi compagni a uscire in strada e cantare a perdifiato, rompendo la “bolla tecnologica”.

Antonio De Lisa – Dot.city (copione)

 


Anno 2016-17


L’altra faccia del genio. Vita privata di Galileo Galilei

 

Antonio De Lisa- L’altra faccia del genio. Vita privata di Galileo Galilei


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