Antonio De Lisa- Sinossi delle opere teatrali

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Antonio De Lisa- Sinossi delle opere teatrali


Tu, Candido (sinossi)

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PERSONAGGI

Il Presentatore, Cunegonda, Candido, Il Doppio di Candido (mimo), Voltaire, Leibniz, La Voce di Leibniz, Le bellissime Pettegole, Cartellonista, Epiloghista, Il Lettore-Narratore e l’operatore Video, La Giocolatrice, La Velina, Il Musicante, Il Maestro delle cerimonie con il suo assitente alla regia.

SINOSSI

Il copione di questa commedia in un atto è del tutto originale. Il soggetto è tratto liberamente dal “Candido” di Voltaire, ma la drammatizzazione segue vie sue proprie.
L’opera di Voltaire è un “conte philosophique“, un racconto filosofico, in cui non sono rispettate le regole della verosimiglianza. Un racconto filosofico è una storia di fantasia, prodotta dall’autore nell’intento di fare una critica della società e del potere, spesso fustigati in tutte le sue dimensioni (maniere di mondana e vita rurale, potere politico, arti, intolleranza religiosa).
A Voltaire premeva fare una parodia irriverente dell’idea del “migliore dei mondi possibili”, elaborata da Leibniz molti anni prima. Voltaire e Leibniz non erano sontemporanei, ma qui li abbiamo messi insieme a dialogare. Si puà definire “migliore dei mondi possibili” un mondo in cui ai protagonisti capita di tutto, ai limiti della perdizione?
Il filo conduttore è dato dal Narratore, che fornisce al pubblico un appiglio per collocare l’intervento dei vari personaggi in scena. Quello che racconta il Narratore è tratto fedelmente dall’opera di Voltaire, ma molto in sintesi. Il dialogo dei personaggi in scena è interamente originale.
Prima parlano Candido e Cunegonda, poi si alternano al dialogo Voltaire e Leibniz. Dietro di loro c’è una cartellonista che indica i vari luoghi della commedia. Le Pettegole intevengono a punteggiare le avventure di Candido e Cunegonda.
L’atto unico è preceduto dall’intervento di un Presentatore, che parla e si atteggia come l’attore di un teatro popolare, la cui rappresentazione si immagina avvenire in una piazza, o in un mercato, o addirittura in un circo. Muti in scena sono seduti due personaggi portati in Europa dalle lontane Americhe, col cartello “Venduti”.
Lo spettacolo è concluso da un Epilogatore, che somiglia negli atteggiamenti al Presentatore. Infine interviene una specie di Velina, un attore “in travesti“, che esibisce il cartello “FINE”.
Si è fatto molto uso del “travesti” in questo spettacolo, un po’ per necessità, un po’ perché così è risultata più libera a anticonvenzionale la recitazione.
In francese si parla in effetti di solito di “rôle travesti“, mentre in inglese tale formula è stata corrotta in uno pseudo-francese “en travesti“; in italiano viene riportata dai vocabolari la forma “travesti” (come sostativo maschile invariabile col significato di “ruolo affidato a attore/cantante di sesso diverso rispetto al personaggio”), anche se è ormai invalso l’uso di importare la formula inglese o comunque di trasformarla in quella simile, più corretta, di “in travesti“.
L’intervento finale serve ad uscire dall'”illusion comique“; con la sua irriverenza, accompagnato dalla musica che esplode e dal battimani di tutti gli attori in scena,  segnala il ritorno al mondo ordinario, dopo il breve viaggio in una specie di mondo parallelo.
In uno spettacolo già fin troppo pieno di elementi, ogni aggiunta è un abuso. Ma non se l’aggiunta sdoppia i personaggi. Qui abbiamo due casi: la Voce di Leibniz e l’ombra di Candido. A giudicare dalle prove non abbiamo avuto motivo di pentircene e nella messa in scena ufficiale hanno avuto il loro effetto
Il carattere di “conte philosophique” del testo voltairiano ha fornito lo spunto per accentuare il carattere di astrattezza dei personaggi in scena. Da qui è nata l’idea di fornire gli attori di maschere di vario tipo. La loro fissità ha determinato una certa stilizzazione dei ruoli degli attori, che si sono potuti esprimere solo con la voce e i movimenti del corpo, senza espressione facciale, che avrebbe rischiato di deformare psicologicamente il carattere dei protagonisti. Anche il gioco a incastro dei movimenti ha fatto da sfondo all’architettura ritmica della commedia.

Antonio De Lisa- Tu, Candido (copione)



Se la vita è sogno (sinossi)

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PERSONAGGI

Coro circolare, Soldati, Don Chisciotte, Sancio Panza, Cartesio, Barman del Philosophers Club, Avventori del Philosophers Club, Pianista, Cantante, Regista, Attore Sigismondo, Attore Basilio, Attore Clotaldo, Attore Rosaura

SINOSSI

L’idea di questa Azione drammatica si svolge nell’ideale contesto storico della Guerra dei trent’anni. La guerra dei trent’anni fu una serie di conflitti armati che dilaniarono l’Europa dal 1618 al 1648.  L’azione prevede tre piani scenici.

I. Subito dopo il 1619 – Sul piano di mezzo si immagina Cartesio seduto al bancone di un locale che si chiama “Philosophers Club”, che discetta sul tema “Non c’è nulla interamente in nostro potere, se non i nostri pensieri”. Interrogato dagli astanti, il filosofo francese racconta l’ esperienza dei suoi tre sogni avuti nel novembre del 1619.

II. 1635- Il racconto dei tre sogni di Cartesio fa da contrappunto alla scena che  il filosofo francese e gli avventori del locale stanno osservando più in basso, come se assistessero a uno spettacolo: è situata al di sotto e rappresenta l’azione de “La vita è sogno” di Calderon de la Barca.

III. Tra il 1605 e il 1615- Il Cavaliere dalla Triste Figura- Sulla scena, che può essere situata in alto, sopra le altre due, o anche a fianco della secna di Sigismondo, c’è un cavallo a dondolo su cui cavalca Don Chisciotte de la Mancia, svolgendo un suo personale, allucinato monologo. Pubblicato in due volumi a distanza di dieci anni l’uno dall’altro (1605 e 1615), il Don Quijote di Cervantes è l’opera letteraria principale del Siglo de Oro ed è il più celebrato romanzo della letteratura spagnola. La parte che qui ci interessa è l’ultima del romanzo cervantesiano, quando  Don Chisciotte e Sancio si mettono in viaggio diretti a Saragozza. Attraversano l’Ebro su quella che a loro sembra una nave incantata, poi incontrano una bella dama che li conduce al suo palazzo. Qui Don Chisciotte e Sancio sono vittime di una complessa trama di burle: l’apparizione di mago Merlino; la richiesta d’aiuto della contessa Trifaldi per liberare un re e una principessa trasformati in scimmia e coccodrillo; il viaggio verso l’isola Candaya su Clavilegno, un cavallo di legno; il finto amore di Altesidora per il cavaliere; il governatorato di Sancio a Barataria, l’isola immaginaria che è in realtà un semplice villaggio aragonese.

Antonio De Lisa- Se la vita è sogno (copione)



Rock’n’road e altri monologhi teatrali:
[Rock’n’roadOnde – Heart attack – Perché]

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Antonio De Lisa- Rock’n’road (Monologo teatrale)

Antonio De Lisa- Onde (Monologo teatrale)

Antonio De Lisa – Heart Attack (monologo teatrale)

 Antonio De Lisa- Perché (Monologo teatrale)



Invisibile Orfeo (sinossi)

Nuovissimo manifesto orfeo

PERSONAGGI

Il Custode del Mito Orfeo, Euridice, La madre di Orfeo, Un amico della madre, Direttrice della clinica Ade, Cinque pazienti dell’Ade, Produttore discografico, Assistente di produzione, Motociclisti, Poliziotti, Coro, anche Fantasmi del bosco, Gruppo musicale

SINOSSI

“Invisibile Orfeo” è una trasposizione in chiave moderna del famoso mito greco. Il dramma comincia con la narrazione di un “Custode del mito” che dice di aver incontrato in uno stabilimento balneare una coppia formata da madre e figlio, quest’ultimo di indescrivibile bellezza, Orfeo.
Orfeo, sublime cantore e simbolo per eccellenza della musica, si trasforma in una rockstar che ha perso la fiducia nella musica e che ha deciso di affidare i suoi pensieri al silenzio. Vani sono i tentativi di convincerlo a ritornare sul palcoscenico da parte della famiglia e del produttore discografico, protagonisti di un mondo costruito sull’apparire e sul denaro, di cui Orfeo non riesce più a far parte.
L’unico contatto che gli rimane è Euridice, una ragazza conosciuta in una via “più dark e rock che mai” con cui condivide la passione per la musica e per la poesia.
Nelle vie della città di notte Orfeo incontra Euridice, che è una dark girl, probabilmente dedita alle droghe e vicina a una forma di depressione scrisciante. In seguito a uno scontro di strada tra un gruppo di motociclisti – abbigliati con giubbotti di pelle nera, borchie e scarpe militari e armati di mazze da baseball- e un gruppo di poliziotti, Euridice viene ferita e ricoverata in una clinica per malattie mentali, la Clinica “Ade”. Qui Orfeo assiste ai racconti di alcuni pazienti che rievocano il proprio passato in uno stato di stuporosa malinconia. Orfeo ed Euridice si appartano nel parco, dove assitono all’irruzione delle baccanti.
Orfeo scende negli inferi (la Clinica Ade) per tentare di salvare la sua musa ed è qui che si trova a dover affrontare i fantasmi del suo passato, incarnati nei pazienti della clinica psichiatrica: la malinconia, il rimpianto, gli obiettivi impossibili che ci si pone per riempire un vuoto incolmabile mettono in luce i punti deboli di un’anima sensibile quanto tormentata. Come nel mito, Orfeo grazie all’incanto della musica convince Persefone, nelle vesti della rigida, ma comprensiva direttrice della clinica, a lasciarlo fuggire con Euridice, a patto che non si volti prima di uscire dall’Ade.
Nel parco della clinica avviene l’ultimo, intenso duetto tra i due amanti, a colpi di poesia e musica. Orfeo si apre completamente, lascia intravedere le ragioni del suo rifiuto nei confronti della musica, mentre Euridice tenta di infondere di nuovo nella sua anima lacerata quella passione travolgente che lo aveva condotto sui palchi di tutto il mondo. Poi Euridice viene trovata morta suicida nel parco della clinica con accanto la figura dei Tarocchi.
Potrebbe sembrare questa la conclusione, ma nell’ultima scena si vede una coppia di giovani che pranza all’ombra di uno stabilimento balneare, proprio quello dell’inizio. Si può pensare che siano Orfeo ed Euridice, e che quindi quest’ultima non sia morta. Ma il finale è lasciato volutamente nell’incertezza.
Il mito vuole che Orfeo ceda alla tentazione e girandosi verso la sua amata faccia svanire ogni possibilità del suo ritorno, ma a volte la realtà è diversa da quella mitica. Forse, ma la maggior parte delle volte non ci è dato saperlo.

Antonio De Lisa – Invisibile Orfeo (copione)



Dot.city (sinossi)

Dot.city Don Bosco ultimissimo

PERSONAGGI

Minni, Marvin, Fidel, Il Giornalista, La Giornalista, Ragazzo elegante, Ragazza elegante, Ragazzo di strada, Ragazza di strada, Pusher, Danzatori, Invitati alla festa.

SINOSSI

Lo spettacolo teatrale “Dot.city” è basato sulla storia di cinque ragazzi che fanno parte di un gruppo musicale. Il gruppo passa le sue giornate spostandosi da un McDonald’s a un locale che si chiama “Spizzack”. Immagina di intraprendere una raccolta di fondi per finanziare i propri concerti, ma intanto non si muove, parlando di cose senza senso. Davanti a McDonald’s staziona un gruppo di ragazzi eleganti che parla di gadget, feste e droga; davanti a “Spizzack” si trova un gruppo di ragazzi “alternativi” che passa le sue giornate scansando spacciatori di droga e interagendo con dei rapper. Nei locali ci sono perennemente delle tele accese, da cui due giornalisti si inoltrano in veri e propri viaggi nel mondo giovanile, nel mondo di quella che è stata definita la “lock down generation”, la generazione che guarda sembre in basso, allo schermo dello smartphone. Alla fine uno dei ragazzi del gruppo musicale sprona i suoi compagni a uscire in strada e cantare a perdifiato, rompendo la “bolla tecnologica”.

Antonio De Lisa – Dot.city (copione)



Feast Food & Fashion Show (sinossi)

Premio Fersen di Drammaturgia – Milano 2016

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PERSONAGGI

Omodeo Omodeo, stilista, Mister Chef, cuoco di fama, Alma Agia, direttrice esecutiva della casa di moda Omodeo , Virko, Primo terrorista caucasico, Varkij, Secondo terrorista caucasico, Cecil, Sorella del Primo terrorista caucasico, Semiologo, Giornalista, Poliziotto, anche Poliziotto giudiziario, anche Postino, Modello.

SINOSSI

Cibo e moda sono i due temi che fanno più audience ai giorni nostri, è per questo che la famosa casa di moda gestita da Omodeo Omodeo e dalla sua grintosa manager Alma Agia decidono di organizzare la loro nuova sfilata di moda come una kermesse culinaria, invitando come ospite d’eccezione Mister Chef, uomo di mondo e cuoco di fama internazionale. Tutto sembra annunciare il successo garantito, ma eventi imprevedibili giungeranno a capovolgere le aspettative di tutti, tra un tentativo di attentato messo in atto da due imbranati terroristi caucasici e un’improvvisa crisi mistica del cuoco. La commedia vincitrice del Premio Fersen alla Drammaturgia 2016 di Milano, giudicata dai critici teatrali una “divertente e paradossale pièce dal ritmo incalzante, che consente al pubblico di riscoprire finalmente il gusto per l’intrattenimento brillante. La commedia sarà sicuramente in grado di regalare al pubblico, con garbo associato ad una pungente ironia, un momento di autentico divertimento”.

Antonio De Lisa – Feast Food & Fashion Show (copione)



Prove tecniche di Utopia (sinossi)

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PERSONAGGI 

Caronna, capo-comico della Compagnia Caronna, Dottor Sciacquone, direttore del Teatro Scalera, Segretaria del Dottor Sciacquone, Pulcinella, attore della Compagnia Caronna, Colombina, attrice della Compagnia Caronna, Giangurgolo, attore della Compagnia Caronna, Cucibocca, anche Scenografo, Secondo cucibocca, Masca, attrice della Compagnia Caronna, Fitna, attrice della Compagnia Caronna, Vilna, attrice della Compagnia Caronna, Tommaso Senno, regista teatrale, anche Inserviente, Fattorino, anche Poliziotto.

SINOSSI

La “Compagnia teatrale Caronna”, costituita da un gruppo di maschere, decide di inscenare il romanzo filosofico di Thomas Moore, intitolato ”Utopia”, col proposito di raccontare le vicende dell’isola che pare essere il loro paese di origine.
Alcune delle maschere scelte sono proprie della tradizione carnevalesca meridionale come il calabrese Giangurgolo o i lucani Cucibocca di Montescaglioso, altre fanno parte della Commedia dell’Arte, come Pulcinella e Colombina. Idealmente si immagina che queste maschere, guidate da un capocomico, rappresentino la città di Utopia e ne vogliano dare una rappresentazione scenica. Gli attori della compagnia di Caronna recitano con le maschere nella realtà quotidiana e se le tolgono quando dovrebbero mettersele, cioè nella realizzazione scenica dell’isola di Utopia.
La Compagnia propone lo spettacolo al Teatro Scalera, diretto dal Dottor Sciacquone. Fin dalle prime fasi di realizzazione gli attori guidati dal capocomico Caronna si trovano a doversi scontrare proprio con la realtà che vogliono rifuggire nel loro spettacolo: contrasti ideologici, mancanza di fondi, difficili rapporti con le autorità, tutti motivi che si sintetizzano nella figura del produttore-impresario, Dottor Sciacquone.
Il contrasto tra l’utopia e la realtà, tra l’armonia della società perfetta e i fatti di cronaca tragicomici che si leggono sui giornali, mettono in luce l’irrealizzabilità del progetto della Compagnia.  A questo punto interviene un regista senza scrupoli, Tommaso Senno, che propone al produttore-impresario uno spettacolo tutto sangue e violenza intitolato “Krokodil”, dal nome di una pesante droga che spopola in Russia.
In un primo momento Il Dottor Sciacquone è allettato dal possibile scandalo sollevato dalla compagnia delle maschere (“E’ proibito parlare di Utopia nella società d’oggi”), ma l’intervento della Questura pone fine all’iniziativa.
Le maschere, deluse da un mondo in cui non si riconoscono e cariche di nostalgia per il loro paese natale, decidono di abbandonare il progetto, che rimane una lontana “utopia”.
La commedia affronta, con toni volutamente leggeri e a tratti divertenti, una tematica generale che riguarda il rapporto tra realtà e ideale.
Alla fine il Dottor Sciacquone decide di mettere in scena “Krokodil” di Tommaso Senno. Vince lo spettacolo di sangue e violenza.

Antonio De Lisa- Prove tecniche di Utopia (copione)



Trilogia della mente (corti teatrali)

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Antonio De Lisa- Un teatro della mente (corto teatrale)

Antonio De Lisa- Il cinghiale Calidonio (Corto teatrale)

Antonio De Lisa – Veleno (Corto teatrale)

 



Teatro da camera (Atti unici e Corti teatrali)

Antonio De Lisa- Presagi (Corto teatrale)


Antonio De Lisa- L’odore della guerra (Atto unico)


Paura di dormire (sinossi)

La videnda riguarda uno scrittore, Maltan, che un tempo ha avuto un ampio successo di pubblico ma che attualmente è in stasi di vendite e a corto di notorietà. Questo stato di cose lo conduce all’insonnia, o meglio: a una vera e propria paura di dormire. Lo psichiatra con cui si consulta, parla di “paura di morire”, che può essere interpretata come la paura di uscire di scena, dalla scena letteraria, di essere dimenticato.

La sua editor, Angela, cerca di scuoterlo e di rimotivarlo andanado spesso a trovarlo per condividere con lui ansie e preoccupazioni.

Per poter tornare al successo, Maltan si impadronisce di episodi truculenti di cronaca nera. Col ricorso al genere del giallo pensa di reinserirsi nel mainstream letterario.

Una delle rare volte che esce per andare a un incontro dove si sarebbe parlato di lui incappa in una storia movimentata per colpa di un tassista.

Angela lo spinge a descrivere quella scena, che rappresenta la vera realtà, ma Maltan resta affezzionato alla storia criminale letta su un giornale.

Nell’ultima scena Angela si accorge che Maltan si sta finalmente addormentando, ma in realtà quando lei chiude la porta, lui apre gli occhi e prende un bicchiere d’acqua sul tavolinetto del soggiorno. Non dormirà neanche questa volta.

Antonio De Lisa- Paura di dormire (Atto unico)


Sinossi delle opere teatrali

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Trilogia della mente:
[Un teatro della mente – Il cinghiale Calidonio – Veleno]

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Un teatro della mente – Corto teatrale (sinossi)

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PERSONAGGI
Primo Io – Secondo Io

SINOSSI

Questo corto è la prima parte della “Trilogia della mente”. Il testo è interpretato da due attori, che impersonano uno stesso personaggio: “Io”. Ma è anche probabile che i personaggi siano due. Il mistero non è svelato. “Io” è una finzione narrativa, potrebbe essere chiunque, lo chiamiamo “Io” per comodità. Nella messa in scena alcuni di questi “Io” possono essere interpretati indifferentemente da donne e da uomini, anche in maniera alternata. Diciamo che ce ne vogliono due, per esprimere due diversi sentimenti o affezioni o disposizioni dell’animo, ma potrebbero essere anche di più. Il “Primo Io” è l’entusiasta, apprezza le novità, gode delle sorprese; il “Secondo Io” è l’osservatore, l’indagatore, il freddo analista dei sentimenti del primo. In questo teatro della mente i due Io giocano la loro finzione.
Il “Primo Io” è il narratore, un chimico, ex insegnante di scienze (nel primo corto “Un teatro della mente”), che ha lasciato la scuola per fare il chimico in un’azienda ma ha perso il lavoro (nel secondo corto “Veleno”) e nel terzo si trova casualmente in un paese ai piedi di un grande massiccio montuoso, ormai abbandonato a se stesso.  Anche se la storia  è un pretesto, risulta molto realistica, offrendo una concreta descrizione delle sue esperienze. Il “Secondo Io” è la sua voce interna, ma potrebbe essere anche quella di un altro, cui capita di riferirsi in momenti particolarmente problematici della propria vita.
Il “Primo Io” ha le braccia legate, la destra a un palo, la sinistra al “Secondo Io”, ma all’inizio gli spettatori non capiscono questa situazione, solo a un certo punto percepiscono il quadro esatto della scena.
Gli attori muovono delle torce, altre sono disseminate sul pavimento, di diversa grandezza e luminanza. Un proiettore proietta sul corpo dei due attori delle immagini astrattamente geometriche. In sottofondo si sente una musica che è come un lamento.

La scenografia dovrebbe consistere in una specie di cubo nero, realizzato con elementi aggettanti, che rendono frastagliata la dimensione interna. Anche i due attori che interpretano il dialogo dovrebbero essere vestiti completamente di nero. Un proiettore disegna sui loro corpi un filmato con vari elementi luministici, come punti, linee, figure geometriche complesse. Gli attori recitano con dei tablet davanti, che illuminano loro il volto. Il volto del Secondo Io non deve essere mai illuminato.

Il cinghiale Calidonio

Veleno



Teatro da camera (Atti unici e Corti teatrali)

[Presagi – L’odore della guerra – Paura di dormire]

Logo Teatro da camera con titoli


Paura di dormire (Sinossi)

Logo Paura di dormire

PERSONAGGI

Maltan – Scrittore, Angela – Editor della casa editrice che pubblica i libri di Mario, Psichiatra, Marcello – Spacciatore, Tassista

SINOSSI

La videnda riguarda uno scrittore, Maltan, che un tempo ha avuto un ampio successo di pubblico ma che attualmente è in stasi di vendite e a corto di notorietà. Questo stato di cose lo conduce all’insonnia, o meglio: a una vera e propria paura di dormire. Lo Psichiatra con cui si consulta  parla di “paura di morire”, che può essere interpretata come la paura di uscire di scena, dalla scena letteraria, di essere dimenticato. La sua editor, Angela, cerca di scuoterlo e di rimotivarlo andanado spesso a trovarlo per condividere con lui ansie e preoccupazioni. Per poter tornare al successo, Maltan si  impadronisce di episodi truculenti di cronaca nera. Col ricorso al genere del giallo pensa di reinserirsi nel mainstream letterario. Una delle rare volte che esce per andare a un incontro dove si sarebbe parlato di lui incappa in una storia movimentata per colpa di un tassista. Angela lo spinge a descrivere quella scena, che rappresenta la vera realtà, ma Maltan resta affezzionato alla storia criminale letta su un giornale. Nell’ultima scena Angela si accorge che Maltan si sta finalmente addormentando, ma in realtà quando lei chiude la porta, lui apre gli occhi e prende un bicchiere d’acqua sul tavolinetto del soggiorno. Non dormirà neanche questa volta.



Black route (sinossi)

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PERSONAGGI

Musicisti del gruppo “Landless” di Sonora (Texas): [Sirin (Keyboard), Frank (Cello), Palm (Percussion)], Selma, ambientalista di Cisco, organizzatrice del Concerto “No Pet” (ovvero “No Petrol”), Mark, Poliziotto di pattuglia, anche Operaio della “Cisparence Corporation” che opera per la bonifica del Lake Leon anche militante della “Comunità dei creazionisti cristiani” di Cisco, Louis, Ingegnere chimico, fidanzato della poliziotta, Dirigente della “Cisparence Corporation”, Hevelin, Poliziotta di pattuglia, Max, sassofonista di Cisco, George Shultzer, capo della “Comunità dei creazionisti cristiani” di Cisco, [Voce di Giornalista fuoricampo], [Bill Clenton, Dirigente dell’azienda “Cisparence Corporation” (solo al telefono e come voce registrata)]

SINOSSI

“Landless”, un gruppo musicale di Sonora, in Texas, viene invitato a tenere un concerto “ambientalista” a Cisco. Il concerto viene organizzato nell’ambito di una campagna tesa a sensibilizzare l’opinione pubblica  sul  crescente stato di inquinamento della regione. Durante il viaggio il furgone che trasporta il gruppo, formato da Thomas (Guitar), Sirin (Keyboard), Frank (Cello), Palm (Percussion), viene fermato per eccesso di velocità  da Mark, un poliziotto arcigno e intollerante, il quale scopre in una perquisizione, volantini ambientalisti che egli ritiene “sospetti”.
Il canale televisivo “Zeta News” comincia a fare una serie di servizi sull’inquinamento del Lake Leon, lanciando l’allarme in tutto il mondo.
In vista del Lake Leon, il gruppo incontra Selma, ambientalista di Cisco, organizzatrice del Concerto “No Pet” (ovvero “No Petrol”), che mette in guardia i musicisti nei confronti di possibili provocazioni, visto che la manifestazione non è gradita da alcuni gruppi locali.
La “Cisparence Corporation”, incaricata della bonifica del Lake Leon, assicura che la situazione del Lake Leon è sotto controllo e presto l’ambiente sarà completamente bonificato, nascondendo verità inquietanti.
Una volta a Cisco la band scopre che George Shultzer, capo della “Comunità dei creazionisti cristiani” di Cisco, ha organizzato una contromanifestazione per impedire il concerto.
Dopo una serie di avvenimenti il concerto si fa, ma viene interrotto da una serie di provocazioni messe in atto dai militanti della Comunità creazionista.
Intanto, cresce l’allarme per l’inquinamento del Lake Leon, che manifesta dei segni allarmanti. Ne parlano le televisioni di tutto il mondo. Durante il viaggio di ritorno il gruppo assiste a un avvenimento eccezionale.



TEATRO DIDATTICO

L’altra faccia del genio (sinossi)

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Personaggi

Primo Narratore, Secondo Narratore, Terzo Narratore, Prima Narratrice, Seconda Narratrice, Terza Narratrice, Galileo Galilei, Vincenzo Galilei, Michelangelo Galilei
Virginia Galilei (Suor Maria Celeste), Livia Galilei (Suor Arcangela), Primo Cardinale,
Secondo Cardinale, Primo Coro, Secondo Coro, Musicisti.

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Sezione Musica

Sezione Teatro – Sezione DOR (Opere Drammatiche e Radiotelevisive)


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