Antonio De Lisa- Fabula picta (Mostra d’arte)

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Antonio De Lisa

Fabula picta (Mostra d’arte)



OPERE PITTORICHE


Riflessi sul golfo No.1

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Acrilico su tela – Acrylic on Canvas, 80×60 (2017)


Marina

Marina

Olio su tela – Oil on Canvas (2017)


Porto di costa

Porto di costa

Olio su tela – Oil on Canvas (2017)


Due barche

Due barche

Olio su tela – Oil on Canvas (60×80) – 2017


Apparizione sulla spiaggia

Apparizione sulla spiaggia

Olio su tela- Oil on Canvas (80×60)- 2017


Conversazione in un bar sul porto

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Olio su tela – Oil on Canvas – 50X70


Light Portrait

Light Portrait

Acrilico su tela – Acrylic on Canvas (60×80), 2017


Concerto

Concerto

Olio su tela – Oil on Canvas, 1998


Violoncellista

Olio su tela – Oil on Canvas, 80 x 80 (1996)


L’ ombra della pianista

Olio su tela – Oil on Canvas, 80 x 80 (1999)


Sole alchemico

Mixed Media- Olio su frammenti di tela incollati su tavola, 135 x 34 cm.(1997)



ISTALLAZIONI, COLLE, POLIMATERISMI


Imago

Mixed Media


Donna con Serpente

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Tecnica polimaterica


Vibrafono melodrammatico

Tecnica polimaterica, 88 x 118 cm. (1988)


Chinese Bells

Tecnica polimaterica, (1989)


Violino desiderante

tecnica mista polimaterica: acrilico su tavola, olio su tela, floppy disk, violino, (1990)



VIDEO D’ARTE E DI POESIA

Il malumore del mare

Testo

Lo riconosci il malumore del mare / quando cambia la frequenza / delle sue onde sugli scogli e a riva, / ma in modo particolare; / non sempre questo può voler dire/ che è in procinto di agitarsi. / Qualche volta è solo un tributo che paga / a onde sorelle che si sono mosse lontano. / E lui le accontenta, ma ammicca / in direzione uguale e contraria. / Ma stasera il mare è di malumore. / Lo sento. Comunica. Avanza. / Sbatte con violenza. / Come il vento che lo percorre. / Quando il mare è di malumore, / meglio lasciarlo stare, come dicono / vecchi pescatori che non misurano / il vento in nodi, ma in sbavature / di sensazioni. Lascialo stare il mare. / E guarda il cielo, in una certa direzione. / Sembra somigliare a una mia sensazione. / Quando la sento pulsare, / meglio lasciarmi solo, come il mare.


Alle porte di Gerusalemme

Testo:

Da lontano è come un’immagine / di sogno la terra promessa. // Al check-point un soldato / mi indica la strada in salita // per Gerusalemme città dorata / con un gesto e un assenso // che è insieme preghiera e resa / indicazione e gesto di intesa. // Gerusalemme terrena. / Gerusalemme celeste. // Un territorio armato.
/ Mi lascio alle spalle // stazioni di rifornimento / con mercatini di filo spinato // formicolanti e pullulanti / di gente che viene da Berlino, // Budapest, Varsavia, Odessa. / Il deserto è uno spettro di sale // con Masada, Qumran, i rotoli / del Mar Morto, la Giordania lontana. // Il deserto è solitudine terrena / col miraggio della città celeste. // Il deserto. / Che parla una lingua // antica come il mondo.
/ La radio in macchina emette // suoni che potrebbero annunciare / da un momento all’altro una guerra. // La gente viaggia con scorte e viveri,
/ disposta a vivere o a morire, // pronta a tutto. / Anche andare fino in fondo. // Da una parte e dall’altra, / ebrei e arabi // hanno messo nel conto di indossare
/ la veste di un eventuale lutto. // Il traffico ora li porta in un’unica veste
/ di pellegrinaggio, ma un gesto solo, // un solo richiamo potrebbe schierarli
/ da una parte o dall’altra come due eserciti. // Sono tutti pronti, nell’imminenza.
/ Da una parte e dall’altra della città celeste.

At The Gates Of Jerusalem

From a distance it’s like a picture / Of dream the promised land. // A soldier at the checkpoint / Indicates me the uphill road // For Jerusalem Golden City / With a gesture and a consent. //That is both prayer and surrender / Indication and gesture of understanding. // Earthly Jerusalem. /Heavenly Jerusalem. // An armed territory. // I am leaving behind
Stations / With markets of barbed wire / Swarming and teeming // Of people coming from Berlin, Budapest, Warsaw, Odessa. // The desert is a spectrum of salt / With Masada, Qumran, // The Dead Sea rolls, Jordan away. / The desert is earthly wilderness. // With the mirage of the heavenly city. / The desert. Who speaks a language. // Old as the hills. / The radio in the car emits // Sounds that could announce / A war at any moment. // People travel with supplies and food, / Willing to live or die, // Ready for anything. Even go all the way. / From both sides Jews and Arabs // Put in the account of wearing / The clothes of an eventual mourning. // Traffic hours brings them into a single garment / Of pilgrimage, but only a gesture, // A single call could deploy Jews and Arabs / On one side or the other as two armies. // They are all ready, ready for imminence /On both sides of the heavenly city.


Il mio sogno mediterraneo

Testo/Text:

Da Marrakesh a Carthage, / al deserto del Sinai, / a Tel Aviv che non dorme mai, / alla splendida Istanbul, / il mio sogno mediterraneo… / … e poi Corinto ventosa / e il maestoso silenzio / per incontrare l’altro me stesso / e la lentezza di un gesto / che ha dischiuso per un attimo / il mondo che non osavo cercare… / e da Corinto a Epidauro / col vento della moto / che mi asciuga il sudore / di un’infuocata estate / mediterranea… / ma a Epidauro serena / il regno di Asclepio / è come la pace e l’incanto / di un’eco infinita… // Ogni notte / passata in viaggio / un sogno / nel sogno / di tutti i sogni. My Mediterranean Dream

From Marrakesh to Carthage / To the desert of Sinai / In Tel Aviv that never sleeps / To the magnificent Istanbul / My Mediterranean dream… // … and then Corinth / And the majestic silence / To meet each other myself / And the slowness of a gesture / That has opened for a moment // The world that I did not dare look … / And from Corinth to Epidaurus / With the wind of the motorbike / Drying the sweat / Of a scorching // Mediterranean summer… / But in serene Epidaurus / The kingdom of Asclepius / Is like the peace and charm / Of an endless echo … // Every night / In journey / A dream / In the dream / Of all dreams.


NOTA DI SALA

“Fabula picta” è una mostra d’arte divisa in tre percorsi: le opere pittoriche, le istallazioni e i video d’arte. Si sviluppa anche su tre direttrici, ma di questo parleremo meglio dopo. La mostra – o perlomeno l’idea di mostra, per adesso, visto che non ha ancora una sede specifica – è stata concepita quindici anni dopo l’ultima personale dell’autore, “Plastica ouverture”, del 2002, che si tenne a Potenza per la maggior parte e con una propaggine a Roma. Rispetto a quella, l’autore ha potenziato soprattutto l’aspetto puramente pittorico, confinando in una sezione quelle che l’artista definisce “colle, istallazioni, polimaterismi”. Non perché si sia pentito di quelle scelte, ma in virtù del rinnovamento del linguaggio e dello stile. Nel 2002 si era ancora in clima “Novecento”, con vecchie diatribe tra figurativismo e astrazione. Nel 2017 ormai si è entrati in pieno XXI secolo e l’autore ritiene che si debba parlare in un linguaggio adatto al XXI secolo.

Negli Anni Dieci si sono andate precisando alcune linee che accomunano artisti di diversa provenienza ma in qualche modo insofferenti e recalcitranti rispetto a un uso esclusivo del video o dell’istallazione. L’artista cinese Zhang Xiaogang dipinge sostanzialemente ritratti; l’artista indiano Subodh Gupta scolpisce elementi che hanno una stretta attinenza con simboli della sua cultura di provenienza. In questi casi la linea di confine è un’altra rispetto a quella del passato: si potrebbe parlare di un multiculturalismo artistico teso a interpretare in senso figurativo le varie culture del mondo. Non si dice questo per trovare per forza degli agganci. Si nota piuttosto una tendenza che serpeggia a livello mondiale che riesce a fare a meno anche delle ultime tendenze legate alla pop culture, come il fumetto e il cartoon. Si potrebbe parlare di riappropriazione simbolica del figurativo, capace di parlare la lingua del XXI secolo senza bisogno di concettualismi e derivazioni.

Con la mostra “Fabula picta”, tuttavia, l’autore non ha inteso spazzare via schegge e frammenti delle ultime tendenze, le ha solo miscelate. Si trovano per esempio dei video d’arte, dove sono coinvolte anche la poesia e la musica. Ma è l’elemento puramente visivo che è stato messo al centro dell’attenzione.

 

 

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STUDIO POLIMATERICO BLU


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Sede e Contatti – Location and Contacts: Antonio De Lisa
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E-mail: lostorpheusmedia@gmail.com
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Deposito opere presso la SIAE

Bollino

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Sezione Musica

Sezione Teatro – Sezione DOR (Opere Drammatiche e Radiotelevisive)


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Categorie:H08- Fabula picta (Mostra d'arte - Art Exibition)

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