Commento alle canzoni dei Lost Orpheus

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Commento alle canzoni dei Lost Orpheus


ORPHIC BLUES- DERIVAZIONI E DIRAMAZIONI

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RUINS – ORIZZONTE MERIDIANO

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AREA DI SOSTA

Col sole aranciato basso sull’orizzonte
procediamo lenti e sorpassati dai padrepii
disegnati sulle fiancate dei tir.

Chorus
Il sonno di noia è senza sogni,

la fame senza spasimi,
il pullman ha una direzione ignota.

Riempio di carboidrati, zuccheri
e grassi l’attesa e fuori piove.
Risalendo, siamo rimasti in due.

L’autista indifferente mette nell’impianto
stereo del colosso a motore
una canzoncina mielosa di Ligabue.

E’ naturale dimenticare
l’ultimo problema esistenziale
in un’area di sosta autostradale,
tra gli sbuffi dei freni a pressione
dei tir a lunga percorrenza, di notte.

Chorus
Il sonno di noia è senza sogni,

la fame senza spasimi,
il pullman ha una direzione ignota.

La sola compagnia di un passeggero
incupito nelle sue cuffie color latte
e l’autista, che fuma una sigaretta dopo l’altra,
mi ricordano l’Epiro o la Tunisia meridionale.


Commento

Il testo della canzone evoca un viaggio, ma non di quelli epocali, un viaggio come un altro, un viaggio nell’Italia meridionale, ma che potrebbe essere ovunque. La musica descrive i suoni e i rumori di una grande autostrada. Siamo al tramonto: “Col sole aranciato basso sull’orizzonte / procediamo lenti e sorpassati dai padrepii / disegnati sulle fiancate dei tir”; i grandi tir hanno spesso disegnato da qualche parte il volto di Padre Pio da Montalcina, per sentirsi protetti nei lunghi viaggi. Viene sonno e fame, ma per noia: “Il sonno di noia è senza sogni, / la fame senza spasimi, / il pullman ha una direzione ignota”. Ogni tanto ci si ferma in una piazzola di sosta, per mangiare qualcoaa, andare in bagno, fumare; tutto è avvolto in una nuvola di noia e di stanchezza. C’è poca gente nel pullman, anzi, solo un passeggero, che ascolta musica nell’auriculare. Solitudine, noia, tristezza.

 

 


WHATSHAPPENING- AMORI E MUSICA

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ORIZZONTE SOTTERRANEO

Lui è qui, ma non c’è più.
Più che la situazione
fa male l’inutilità
di parole spese male.

Chorus

C’è qualcosa che ha senso
ormai, in questo deserto irrequieto?

Sì, vecchie abitudini,
nuove lontananze.
Toccare l’irrealtà sfiorandosi,
riconoscersi estranei vivendosi.

Chorus

C’è qualcosa che ha senso
ormai, in questo deserto irrequieto?

Lui era qui, ma non mi sente più.
Questa é la situazione.
Resta solo l’amarezza
di un prevedibile finale.

Chorus

C’è qualcosa che ha senso
ormai, in questo deserto irrequieto?

No. Quieto, il mio respiro
cerca il suo sotterraneo orizzonte.
Ma lui emerge altrove,
luce di un altro mare.

Commento

La prima cosa che si evidenzia è il punto di vista di chi parla: “Lui è qui, ma non c’è più”. Parla la figura femminile e la sua è una riflessione ad alta voce. Il Lui di cui parla è provvisoriamente ancora accanto a lei, ma è come se non ci fosse più; se ne è andato, con la testa e col cuore. Si potrebbe ancora accettare la situazione perché lei è ancora innamorata, ma le stesse parole fanno male: “Più che la situazione / fa male l’inutilità / di parole spese male”. Se perfino le parole feriscono, allora tutto questa situazione non ha più senso. “C’è qualcosa che ha senso / ormai, in questo deserto irrequieto?/ Sì, vecchie abitudini, / nuove lontananze. / Toccare l’irrealtà sfiorandosi, / riconoscersi estranei vivendosi”. Lei deve prendere coscienza della stuazione: ormai sono due estranei. Egli non l’ascolta più: “Lui era qui, ma non mi sente più. / Questa é la situazione. / Resta solo l’amarezza / di un prevedibile finale”. Il prevedibile finale è la separazione. Lui non l’ama più, ma lei è ancora innamorata. La sofferenza è solo da un lato.


KATIA

Katia lascia scorrere il giorno
senza un verso
senza un rigo.

Katia non è riuscita
a fare il salto dialettico
dalla qualità alla quantità.

Si chiude in frigo.

Katia vive solo di notte,
ogni tanto qualcuno si intromette:
gente strana, vagabondi,
predatori, divorziati e anche sognatori.

Katia ogni tanto alza il gomito
ma non molto, solo per andare
un po’ su di giri, ne ha passate tante
ultimamente con la storia dei suoi amori.

Katia si sposta sulla poltrona
per chiudere un po’ gli occhi stanchi
e non pensare più a niente
ma si alza, è ancora troppa l’adrenalina.

Katia vive solo di notte.
Non c’è più nessuno che si intromette.
Musica a palla.
Movida Blog.
Chattaggio selvaggio.
E occhio gonfio la mattina.

 

Commento

Più di qualcuno ci ha chiesto: “Ma chi è veramente Katia?”. Proviamo a dare una risposta. Katia “vive solo di notte”, cioé Katia potrebbe fare un lavoro normale, ma vive veramente solo di notte, quando si chiude a casa a chattare con amici e sconosciuti. “Katia lascia scorrere il giorno / senza un verso /senza un rigo”: ha avuto o ha ambizioni poetiche, ogni tanto scrive qualche verso, perlopiù d’amore, ma oggi Katia non ha scritto niente, è decisamente sul depresso. “Katia vive solo di notte, / ogni tanto qualcuno si intromette: / gente strana, vagabondi, / cpredatori, divorziati e anche sognatori”. Appunto, Katia vive davanti allo schermo di un computer (talvolta di un cellulare, per partecipare ai vari gruppi di Whatshapp) e si lascia attraversare dalle più varie esperienze. le capita anche di bere qualcosa, non è specificato ma potrebbero essere superalcolici. Meglio non indagare. Katia beve ” solo per andare / un po’ su di giri, ne ha passate tante / ultimamente con la storia dei suoi amori”. Questo è il verso che ha suscitato il maggior numero di domande: i suoi amori. Si capisce chiaramente che sta uscendo dall’ennesima storia deludente d’amore, ma rimane inespressa la questione dell’età di Katia. Quanti anni ha Katia? Cioé, è una giovane donna o una signora sulla quaranta-cinquantina. Anche questo elemento è in ombra. Come è solo accennato l’altro elemento della canzone, quello del cibo. Katia si chiude in frigo. Mangia per attenuare il senso di depressione e di angoscia che l’attanaglia. Vorrebbe dormire (ha preso un tranquillante?) ma non ci riesce. la notte è lunga per Katia …

 


OCEANO STRADE – CROSS ROAD

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