Il reggae
La batteria
Quando un batterista si avvicina alla musica reggae per la prima volta incontra spesso delle difficoltà di base dovute alla differenza con gli altri generi musicali che si suonano più spesso.
La difficoltà di base si riscontra nell’uso della grancassa.
Il modo di suonare la cassa nella musica reggae è diverso proprio per la funzione che essa svolge in questo genere musicale.
Soprattutto chi proviene dalla musica rock avrà difficoltà a suonare i colpi di cassa che non saranno nel primo e terzo tempo della battuta ma solo nel terzo.
Vediamo nel dettaglio in quanti modi si può suonare il reggae con la batteria.
A seconda del tipo di groove e portamento che si vuole dare alla musica si può suonare la cassa in modo diverso. Esistono fondamentalmente tre modi per suonare il reggae e sono:
– One Drop
– Rockers
– Steppers
– Suonare One Drop significa che la cassa sarà suonata sul terzo tempo della battuta.
– Per suonare Rockers bisogna aggiungere un colpo di cassa anche sull’uno, ottenendo una cassa che suona sull’uno e sul tre.
– Quando si suona steppers invece si suona la cassa su tutti i tempi della battuta di 4/4.
Nelo stile del “One Drop” in realtà quello che non può mancare mai è l’accento sul terzo movimento che non vuol dire che va suonato solo qui. Infatti la cassa può anche essere suonata in altri punti della battuta stando attenti a creare un appoggio/accento sempre nel “tre” della battuta.
Bisogna esercitarsi parecchio prima che il corpo si abitui a suonare in questi tre modi. Una buona idea è quella di dedicare del tempo a suonare diversi patterns con le bacchette mentre la cassa suona, alternando le tre figurazioni di base. Dopo qualche giorno di esercizio si riusciranno a coordinare i diversi arti ed il groove diventerà sempre più fluido.
Riferimenti audio
Un altro aspetto fondamentale è l’ascolto dello stile. Un ottimo riferimento qui è Carlton Barrett, batterista dei “The Wailers” il quale ha inventato e sviluppato questo modo di suonare.
– Per il One Drop style: “One Drop” di Bob Marley e The Wailers nell’album “Kaya”.
– Per il Rokers style: “Night Nurse” di Gregory Isacs e “Black Uhuru” in “Sponji Reggae”.
– Per lo Steppers style: “Exodus” di Bob Marley.
Citiamo anche Stewart Copeland dei Police che ebbe la geniale idea di mischiare il reggae col rock trovando così uno stile del tutto personale che ha fatto storia.
La cassa
In questo stile la differenza la fa la cassa ed è proprio questa infatti che guida i movimenti delle persone mentre ballano. Il fatto di suonare in modo One Drop, Rockers o Steppers avrà quindi un effetto diverso nella musica e sul pubblico che ascolta e si muove a tempo.
State quindi attenti al modo di suonare lo strumento che guida la pulsazione perché di fondamentale importanza e non andrebbe mai trascurato.
Fonte: http://www.musicaebatteria.it/suonare-musica-reggae-onedrop-rockers-steppers.php
La dimensione ritmica
Ritmicamente, nella musica reggae l’accento è sul levare (chitarra e tastiere) mentre, la batteria ed il basso mantengono un tempo half-time con il back-beat (accento sul rullante) sul terzo movimento, sempre rimanendo in 4/4. La chiave per poter suonare in questo stile in modo autentico, sta nel capire a fondo le sue radici jazz e R&B. Pensate al tradizionale jazz pattern (swing) del ride suonato sull’ hi hat. Accentate il “2” ed il “4” e aggiungete il caratteristico one-drop beat (colpo sul rullante) sul “3”. Fate attenzione a non accentare l’ “1” ed il “4”.
Nota: molto spesso questi ritmi sono suonati a metà strada fra il terzinato e lo straight (dritto), proprio come accade nel jazz e nel R&B.
Grooves Reggae
Patterns alternativi di cassa:
Crazy Baldheads – Bob Marley
Night Shift – Bob Marley
Questo stile è caratterizzato da suoni leggeri, tesi ed asciutti. Ci sono veramente poche note sostenute nella sezione ritmica reggae. Persino chitarre e tastiere hanno un approccio più percussivo. Suonate l’hi hat con la punta, e gli accenti con la bacchetta piatta in prossimità della campana (non su di essa). La batteria nel reggae, in linea generale, tende a non avere nessun tipo di risonanza ed i piatti sono suonati raramente, soltanto al termine dei fills.
Un altro elemento chiave per suonare il reggae in modo autentico, sta nel percepirlo in levare piuttosto che come un ritmo rilassato. Basta osservare il modo in cui la gente danza su di esso. Il groove si basa su pulsazioni di quarti “trainanti” suggerite dal levare delle chitarre e testiere. Siate essenziali. Tutto sta nel creare un groove ipnotico e ripetitivo sul quale la gente possa ballare.
Fills e “lead- in breaks”
Fonte: https://giuseppegrondona.wordpress.com/tag/batteria-reggae/
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