Antonio De Lisa- L’odore della guerra (copione)

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Antonio De Lisa- L’odore della guerra (copione)

Personaggi e interpreti:
Primo Sopravvissuto
Secondo Sopravvissuto
Corifeo


SCENA I

Nel Ristorante “Qui ti voglio”

Primo Cliente, Secondo Cliente, Terzo Cliente

Bataclan

La ragazza che fugge spaventata
gli sembra una lontana conoscenza
sui marciapiedi di un vecchio ponte
nel pieno centro di Parigi.

Le immagini sono scure e confuse,
a tratti sembra un uccello in volo
e qualcuno dietro lo sta strattonando
tirandogli violentemente

un lembo della giacca bagnata,
da cui cade il portafoglio
con una carta di riconoscimento,
ma quella carta non gli appartiene.

Piove a dirotto, sente l’acqua
che gli sale su per le ginocchia
nel crepitio degli Ak 47
che falciano la gente per strada.

Primo Cliente–  … non pensavo di trovarmici in mezzo … avevo visto tante volte la scena in tivu, ma trovarcisi dentro è terribile, smarrisci la ragione … senti l’odore della guerra …

Secondo Cliente–  … ma ora ci siamo noi in mezzo … questa deflagrazione è terribile, lacera la pelle, le ossa e i nervi …

Primo Cliente– … già …

Terzo Cliente–  … quando senti la prima mitragliata è già un miracolo, vuol dire che non sei ancora morto. Non realizzi subito che è un attentato, negli aeroporti c’è sempre gran casino, vai avanti per un po’ come un imbambolato, fino a che non vedi cadere le persone come birilli …

Primo Cliente(Indicando qualcosa intorno ai piedi) … quel rivolo di sangue che ti scorre accanto al tacco di una scarpa non è tuo, ma è pur sempre un segnale allarmante …

Terzo Cliente– … dovresti correre o buttarti giù, non certo restare lì fermo a fissare il nulla accanto alla porta del cesso …

Secondo Cliente–  (Come in trance) … visto che sei lì, aprila quella porta …

Primo Cliente–  … ma dietro quella porta c’è forse un orrore ancora più grande … (Improvvisamente animato, come risvegliandosi da un intorpidimento) non hai visto le immagini di Aleppo su quello schermo televisivo? …

Il Primo Cliente si avvicina a uno schermo televisivo, fissandolo con l’incanto e la reverenza di un totem

Secondo Cliente–  … cosa c’è ad Aleppo? …

Primo Cliente–  … c’è la guerra … ecco cosa c’è ad Aleppo … ci sono migliaia di sfollati che cercano aiuto … quelli che vengono qui, fuggono dalla guerra …

Il Secondo Cliente annuisce lentamente

Primo Cliente

Il Corifeo parla dell’Odore della guerra

C’è un volto che ci interroga
da una foto scattata di fretta,
quello di una bambina siriana
con i suoi occhioni profondi.

Viene da una guerra maledetta.
Al massimo le forniremo
gli elementi minimi di un’accoglienza,
per non farci sentire in colpa.

Quella bambina arriva
da una grande civiltà implosa.
Non ci sta chiedendo nulla,
ci guarda soltanto.

Non sappiamo cosa sia una guerra,
la vediamo solo in televisione,
lei l’ha subita dalla nascita
tra le macerie della sua terra.

Primo Cliente(Riscuotendosi) … quando senti la seconda mitragliata, quella è la musica dell’inferno …

Secondo Cliente–  … sì, vero, la colonna sonora dell’orrore …

Terzo Cliente–  … se la senti e hai ancora il tempo di pensare, vuol dire che hai appena ricevuto il secondo miracolo … questo è un giorno fortunato per te …

Primo Cliente–  … e non ha importanza dove sia la tua valigia …

Secondo Cliente–  … non ha nessuna fottutissima importanza …

Terzo Cliente(Come ricordando un episodio lontano, senza rendersi conto che l’ha appena vissuto) … ancora un po’ e cominciano a ululare tutte le sirene del regno  …

Primo Cliente– … il regno? Quale regno? …

Secondo Cliente–  … tutti i sistemi di allarme entrano in funzione contemporaneamente e tutti cambiano direzione …

Primo Cliente(Guardandosi intorno) … è  curioso come sia scivoloso il sangue, ci pattini sopra se non stai attento …

Secondo Cliente– … non avrei mai pensato che un giorno mi sarei trovato in quest’inferno …

Terzo Cliente–  … neanche io … infatti, tutto questo somiglia dannatamente all’inferno … ma perché tutto ciò, perché? …

Secondo Cliente

Il Secondo Cliente intona il lamento intitolato “Il pianto delle madri”

Accarezzare la carne della sua carne
straziata dalla violenza, cullare
il corpo senza vita di un figlio straziato
è il primo passo all’inferno per una madre.

Non ci può essere nulla, niente
che riscatti quella sofferenza.
Con quel figlio muore anche la giustizia.
E’ una condanna intrisa di veleno.

Li trattiamo come nemici
di un esercito in guerra.
Ci stiamo esercitando
in un odio programmato

che provocherà altri lutti.
Temiamo la violenza
che starebbero covando
i migranti e siamo convinti

delle nostre convinzioni.
Ci siamo sostituiti a Dio,
siamo diventati giudici supremi,
senza processo, come un’esecuzione.

Molti di loro sono solo bambini.
Il pianto delle madri
non potrà lenire quel lamento,
sanare quell’immenso dolore.


SCENA II

Nel Ristorante “Qui ti voglio”

Primo Cliente, Secondo Cliente, terzo Cliente

Primo Cliente(Intervendo a sproposito, come parlando tra sé e sé) … è davvero fastidioso lo spostamento d’aria provocato da una deflagrazione …

Secondo Cliente– … ti scombussola … perdi il controllo …

Terzo Cliente– … non riesci a capire nemmeno più dove ti trovi ….

Secondo Cliente–  … e poi ti viene mal di testa …

Primo Cliente–  … io ho visto uno scappare col vestito in fiamme …

Secondo Cliente – … chissà che fine avrà fatto … se è vivo o morto …

Terzo Cliente–  … noi siamo vivi o morti? …

Primo Cliente– … forse ci faranno un’intervista … vorranno sapere che faccia ha la morte, visto che ci siamo andati così vicini …

Secondo Cliente– … io non saprei decriverla … e tu?

Terzo Cliente–  … se me lo chiede, io saprei descriverla, l’ho vista …

Primo Cliente–  … deflagrazione … i vetri non reggono e la gente salta per aria come in un videogioco … poi saltano anche i pezzi di esseri umani … il fumo satura l’aria ed è veramente difficile respirare …  è un peccato rovinare il fazzoletto profumato che hai nel taschino, ma forse è in questi momenti che bisogna bagnarlo e portarlo alle labbra come una mascherina …

Secondo Cliente–  …aspetta, chi è che te l’ha detto?

Terzo Cliente–  … non ha importanza, tu fallo e basta …

Terzo Cliente

Il Corifeo ora parla del Mediterraneo

Questo era il nostro mare,
l’acqua benigna
che ha nutrito la nostra
infanzia mediterranea.

Ora non si sa più di chi sia,
a chi appartenga questo mare
trasformato
in un regno dei morti.

Fanno impressione e orrore
le dichiarazioni sciacalle
e la retorica della violenza
della maggior parte dei politici,

i titoli bastardi dei giornali,
il sapore amaro dei reportage
sulla “pioggia di fuoco”
degli aerei francesi su Raqqa.

Fanno orrore, appena un po’ meno
di quei morti viventi
che hanno sparato a Parigi.
Ma solo un po’.


SCENA III

Primo Cliente, Secondo Cliente, terzo Cliente

Si torna alla zona del locale dove si trovano i tre Clienti. Si sente un boato, seguito da violente raffiche di mitra

Primo Cliente– … ancora un’altra bomba, la senti? … bisogna scappare …

Secondo Cliente– … sì, bisogna scappare …

Ma nessuno dei due si muove

Terzo Cliente– … vedi! Ci stanno riprendendo … siamo in diretta … guarda lì, siamo noi …

Primo Cliente– … fa un po’ vedere … uhm, è vero …

Secondo Cliente–  … è curioso vedere per televisione quelle stesse immagini che stai vivendo dal vivo …

Terzo Cliente– … è come rischiare di morire due volte …

Ancora un altro boato, seguito da colpi secchi di pistola

Primo Cliente– … il fumo mi soffoca …

Secondo Cliente– … bisognerebbe bere qualcosa …

Terzo Cliente–  … sì, ma dove la troviamo un po’ d’acqua … qui è tutto chiuso … questo forse è l’inferno …

Primo Cliente –  … come al Bataclan …

Secondo Cliente–  … già, il Bataclan … la morte per chi era al Bataclan venerdì 13 novembre è arrivata fulminea, come può arrivare quando un aereo precipita … lì dove ha indugiato per ore prima di manifestarsi è stata nella mente dei terroristi suicidi … la morte ha scavato in quei cuori fino a divorarne il corpo e la mente …

Terzo Cliente–  … farsi saltare in aria è una cosa terribile, del tuo corpo non rimarranno che brandelli e non sapranno nemmeno come seppellirti … è l’annullamento completo … cosa può giustificare una simile negazione? …

Primo Cliente–  … il patriottismo dei piloti giapponesi durante la seconda guerra mondiale …

Secondo Cliente–  … il fanatismo dei terroristi  oggi …

Terzo Cliente–  … vedi, quella telecamera ti sta inquadrando … oh, inquadra anche me … che dici, saranno le nostre ultime immagini?

Primo Cliente–  … non lo so … ma girati, che ti sta riprendendo …

Secondo Cliente–  … davvero, dove? …

Terzo Cliente–  … là, guarda … ma non lo senti anche tu quest’orribile odore? …

Primo Cliente–  … è il maledetto odore della guerra …

Secondo Cliente

La superficie appena eretta
su un crocevia di confusioni
si lascia attraversare da gesti e parole
dal significato sdrucciolevole e scivoloso.
Non oppone resistenza,
come in una pratica identitaria rovesciata.
Anela all’uguaglianza delle contraddizioni.

Le luci si spengono sui protagonisti, che restano in scena, rannicchiati in se stessi

FINE


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Categorie:B13- L'odore della guerra

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