Antonio De Lisa- Black Route (Copione)

Logo Black Route

Antonio De Lisa- Black Route (Copione)


PERSONAGGI


Narratore
Valerio
Serena
Daniela Vani – Vice questore di Zenia, amica di Valerio e Serena
Silvia, amica di Valerio (solo al telefono)
Dott. Tiraboschi, Dirigente dell’azienda Cisparence Srl (solo al telefono)
Giornalista del canale “Zeta News”
Gerardo Sarachelli, amico di Zenia (anche Primo avventore)
Biagio Altezza, uomo di Malina (anche Secondo avventore)
Operaio del Lago Bellera
Musicisti del gruppo “Ruins”


TESTO


I Movimento – Tonight

IL Narratore è già in scena quando si apre il sipario

Narratore– Valerio e Serena, i personaggi che stiamo per conoscere, sono ingegneri specializzati in disastri ambientali provocati da industrie chimiche o con impianti chimici ad alto rischio.

Questo è il racconto di un viaggio in regioni in bilico tra sviluppo e deserto. Solo la freschezza dello sguardo può restituire le sensazioni e gli incontri, senza pregiudizi e preconcetti.

Forse è anche il racconto di una crisi, la loro crisi di coppia. Quando hanno ricevuto l’incarico dalla ditta per cui lavorano, la Cisparence Srl,  hanno riflettuto a lungo se accettarlo oppure no.

Accettarlo avrebbe significato viaggiare insieme. Poi hanno deciso che si poteva fare, anche se forse per l’ultima volta.

Entrano Serena e Valerio

Oltre ai loro due figli, Maria Luisa e Alessandro, li unisce la musica. Ogni tanto cantano insieme qualcosa di conosciuto. Si canta e ovviamente i Beatles fanno parte della partita. In particolare, quando cantano “Don’t Let Me Down” fanno a gara a pronunciare il “Don’t”, come una specie di “Jon’t”, “Jont Let Me Down”.

E’ divertente cantare insieme, ci si vuole bene con poco. L’hanno fatto per anni, anche se ora un po’ meno. L’effetto sui passanti davanti alle camere d’albergo è placentare, quasi consolatorio, ogni tanto qualcuno si affaccia dentro a chiedere chi siano, cosa stiano facendo. Sembrerebbe evidente, ma rispondono con somma educazione.

La scena rappresenta un’automobile parcheggiata, in cui si accingono a entrare i due protagonisti

Valerio- Non vedevo l’ora di andare via da Ornito. Mi sentivo soffocare.

Serena–  Ho dormito male stanotte. L’aria di Ornito mi ha accolto con troppo ardore, ma in fondo la città non mi dispiace. Dicono che una volta si pescava un ottimo pesce.

Valerio–  Sarà perché eravamo all’interno dell’area critica …

Serena– L'”Area critica” della Vallis era veramente inquietante … ti trovavi meglio a Gitareo?

Valerio– La differenza c’è.

Narratore- La loro, quella di Serena e di Valerio, è una strana storia, cominciata alla Vallis di Tornia e fiorita nel porto di Gitareo.

A forza di viaggiare si sono trasformati da ingegneri a sociologi, quasi per forza di cose, per il semplice fatto di poter vedere il disastro in cui versa questa zona del paese …

Da qualche tempo un’ombra si è insinuata nel loro rapporto, rompendone l’equilibrio.

Valerio(Messaggiando con Silvia, un’amica milanese) Molti hanno descritto questi luoghi nei loro viaggi, ma erano visioni pittoresche e folkloriche, noi vorremmo fotografare la realtà di oggi, così come l’abbiamo sperimentata, per esempio nella regione di Lucus Vania, dove stiamo andando, la Lucus Vania di oggi, la Lucus Vania dello stabilimento Atos del Gruppo Mirauto a Lumina e del Metacentro di Ginavia.

Serena–  A chi scrivi?

Valerio– A Silvia.

Serena–  C’è proprio bisogno di farlo sotto i miei occhi?

Valerio– Perché, che cosa cambia?

Narratore- Sulla Petrol Route, la strada statale che attraversa l’Ager Valle, sfrecciano le bisarche con le “auto” prodotte nello Stabilimento Atos di Lumina , dall’altra parte della regione, su strade tra filari di viti ordinatissimi e ben curati. Quando si attraversa un paese si vedono le tendine alle finestre, con qualche vaso di gerani.

Giornalista– La notizia del giorno riguarda il Lago Bellera. E’ stata avvistata una grande macchia oscura sulla superficie del Lago. Sono state allertate le autorità di vigilanza e sul posto si sono recati gli agenti dei vigili del fuoco. Si sospetta un inquinamento legato alle attività del Metacentro di Ginavia. C’è molto traffico sulla Petrol Route.

Narratore– Stanno andando verso il lago Bellera, al centro della Ager Valle,  in cui è stato scoperto il più grande giacimento petrolifero dell’Europa continentale, in un territorio che lascia indovinare antichi splendori magnogreci ma che appare ora diradato e disadorno. La Lucus Vania parla molti linguaggi.

MUSICA
01) Tonight


II Movimento – Petrolio

Narratore- Valerio e Serena hanno passato un periodo di lavoro alla Vallis di Ornito, ingaggiati da una ditta di bonifica ambientale. L’esperienza è stata dura e istruttiva a un tempo. Hanno potuto conoscere la realtà di una grande industria che sparge le sue polveri su un’intera città. Ora stanno per inoltrarsi in un’altra realtà, quella del petrolio. La differenza è che il contesto in cui si estrae il petrolio è molto diverso da quello urbano di Ornito.

Serena– Bello il profilo della costa che ci siamo lasciati alle spalle, serpeggiante accanto al mare tra ulivi e case non finite … la Petrol Route ora offre altre caratteristiche …

Valerio– Avevo sentito parlare di questi luoghi, bello …

Serena– Vedi l’uscita di Scania, non è il luogo dove pensavano di fare un luogo di stoccaggio di scorie nucleari?

Valerio– Penso di sì. Scania, il paese  dove il governo aveva deciso di seppellire le scorie nucleari, che vide una protesta di massa. Per il governo il deposito doveva essere un'”opera di difesa militare, di proprietà dello Stato” e avrebbe dovuto ospitare circa 80 mila metri cubi di scorie di II e III categoria, cioè con un tempo di vita di migliaia di anni, all’epoca custodite in depositi sparsi per l’Italia.

Serena– Ricordo le cronache dei giornali. Scania, una scelta scellerata.

Valerio– Scania è al centro di un’ area di agricoltura intensiva e, da alcuni anni, di importanti investimenti turistici, in particolare, di alcuni villaggi e resort che nelle ultime stagione hanno registrato decine di migliaia di presenze.

Serena– Sai proprio tutto.

Valerio– La vicenda mi colpì.

Serena– Anche me.

Valerio–  La decisione rientrò, ma ha lasciato il segno da queste parti.

Silenzio

Serena– D’estate deve essere bello fermarsi in un di lidi che si affacciano sul mare, ma i giornali parlano di inquinamento e ti passa la voglia al solo pensiero.

Valerio– Prima o poi me lo farò un bagno, un bagno sperimentale …

Serena– Non mi attira l’idea …

Valerio– Dove è finito il tuo spirito da pioniera?

Serena–  Volatilizzato. Ma dov’è questo lago?

Valerio–  Quale, il Lago Bellera? E’ a metà della valle … guarda questo paesaggio agreste accanto alla Petrol Route, attraversato dai super-Tir che vanno a prendere il liquido prezioso. Secondo te, non portano ricchezza?

Serena–  Sembra che diventi ogni giorno più pestifero, tra grandi fiammate, così dicono gironali e ambientalisti …

Valerio– Forse è il prezzo del progresso per la Lucus Vania …

Silenzio

Serena–  Ci sono troppi super-Tir sulla Petrol Route e  tu ti stai concedendo troppe licenze in deroga al codice della strada.

Valerio–  Quello che stiamo vedendo, da Gitareo a Ornito non riesco a decidere se è progresso o regresso.

Serena–  Mi piace attraversare queste strade, seguire il profilo di questo paesaggio della Lucus Vania …

Silenzio

Com’è il Metacentro di Ginavia, di cui tutti parlano?

Valerio-  L’intero complesso Metacentro di Ginavia occupa circa 180.000 metri quadrati. Nel Metacentro avviene il trattamento dell’olio qui convogliato per mezzo della rete di raccolta. Il fluido estratto dal giacimento e in arrivo al Metacentro è una miscela “multifase‘, oleosa, acquosa e gassosa.

Serena–  Ho letto che il trattamento che avviene all’interno del Metacentro consiste nella separazione dell’olio estratto dal gas e dall’acqua di strato cui è associato, per poter esportare olio stabilizzato e gas.

Valerio–  Giusto! Dopo il trattamento si ottiene l’olio greggio stoccato in appositi serbatoi e quindi trasferito, tramite oleodotto, alla Raffineria di Ornito per le successive lavorazioni.

Narratore– Sistematisi in albergo a Ginavia, Valerio e Serena decidono di fare due passi, dare un’occhiata al paese, guardarsi intorno. Si fermano in un bar a prendere qualcosa e assistono a una conversazione tra due avventori che stanno giocando a tressette.

Primo avventore– … allora, quel tuo amico arabo di tua figlia? …

Secondo avventore– … è da tempo che mi chiedo cosa succederà quando quel filo si spezzerà …

Primo avventore– Riuscirai  a trovare un nuovo equilibrio o lo sommergerai con la sua disperazione?

Secondo avventore– E’ lei che è disperata, non io.

Primo avventore(Dando una sorsata a un bicchiere di vino)  Ieri mia nipote, che vive a Milano,  mi ha raccontato che in un pub una ragazzina, una bambina, ha scritto su una lavagna all’ingresso: “Datemi dei soldi, datemi la carta di credito che devo comprarmi l’i-phone”. Allucinante. Gli stiamo distruggendo il cervello, pensano solo alle cazzate, cazzate consumistiche …

Secondo avventore– Tutti ce l’abbiamo distrutto, questo cazzo di cervello …

Primo avventore– Ieri mi è capitata una cosa strana, strana almeno per me. Eravamo a Potenza. Ci siamo fermati in un locale di Slot Machine e ci è scattata un’insana curiosità. Qualche giro di slot non guasta. Abbiamo cominciato a perdere alle slot, in quel gioco brutale e cieco. Allora, abbiamo deciso di rifarci alla roulette elettronica. Ci siamo sistemati nella comoda poltrona e abbiamno cominciato a giocare, ma all’inizio non abbiamo capito  bene come funzionava la macchina e abbiamo perso. Poi abbiamo cominciato a vincere, ma un amico che mi accompagnava sosteneva che se si mettono cinque euro in una macchina da soldi bisogna farne almeno venti, se no non c’è partita e tante vale perderli tutti. Cosa che è avvenuta con impressionante precisione. I rari avventori ci guardavano come se fossimo degli animali rari. Nel locale c’era una zona fumatori. I rari avventori fumavano.

La rete “Zeta News” trasmette un notiziario.

Giornalista– Qui Zeta News. Ancora preoccupazioni per la grande macchia oscura avvistata sul Lago Bellera. Le autorità di controllo sono caute nelle dichiarazioni. E’ stato inviato un esposto alla magistratura e il procuratore ha aperto un fascicolo di indagine.

CANTO

02) Petrolio

E’ l’alba di un nuovo giorno
in Val d’Agri, ma sembra la fine,
tra nebbia, interruzioni, copertoni,
gallerie interminabili senza luce,
e fiumi di fumo di catrame bruciato.

I pesanti Tir vanno a prelevare petrolio,
una grande ricchezza che scorre in mani
di società multinazionali lontane,
lasciando sull’asfalto e sui campi scie
di chiazze inquinanti oleose e malsane.

Chorus
A noi tocca la fine per cancro.
le famiglie distrutte e i torti.
Ma tranquilli, egregi signori,
non daremo più fastidio,
fra poco saremo tutti morti.

Siamo nella Chernobyl lucana.
A nessuno importa che qui c’è gente
sull’orlo di un disastro ambientale.
Farà la fine dei propri nonni
in una nuova migrazione meridionale.

I paesi giacciono in fin di vita
e sul paesaggio tanto decantato
ma che è ormai solo un malato
neanche il cielo è più sincero,
chiazzato di offese e maltrattato.

Chorus
A noi tocca la fine per cancro.
le famiglie distrutte e i torti.
Ma tranquilli, egregi signori,
non daremo più fastidio,
fra poco saremo tutti morti.

Intorno al “Centro Oli” di Viggiano
non cresce più neanche una mela.
Era un terreno fertilissimo,
ci hanno buttato tanto veleno
da farlo diventare una discarica.

I contadini vendono i terreni,
non servono più a niente,
la storia delle generazioni svanita,
qui niente ha ormai più senso,
nemmeno forse la vita.

Chorus
A noi tocca la fine per cancro.
le famiglie distrutte e i torti.
Ma tranquilli, egregi signori,
non daremo più fastidio,
fra poco saremo tutti morti.


III Movimento- Calanchi

Narratore– Seguendo il percorso della Petrol Route nell’Ager Valle, si incontra un susseguirsi spettacolare di cime, interrotte da valichi e passi. Da qui i monti iniziano a precipitare a picco sul mare, fino alla bella costa di Malina.

Serena–  In cinquanta metri tre bar, te ne sei accorto?

Valerio– Cosa?

Serena–  Mi colpiscono queste strane aree di sosta.

Valerio– Cos’hanno di strano?

Serena–  Non saprei dirlo, è una sensazione.

Valerio–  Forse perché qui è tutto sommerso, sotto traccia.

Serena–  E’ la diversità di questa regione che colpisce.

Valerio–  Forse solo il contrasto tra questo paesaggio montano e l’incredibile traffico di auto e camion, fanno a pugni, sono in contraddizione, non quadra.

Serena– Forse è così.

Narratore-  L’Ager Valle sta subendo una lenta metamorfosi. Questa era una delle più belle culle naturali della Lucus Vania, ora una parte di territorio  è legato allo sfruttamento degli idrocarburi.

Palazzi gentilizi, chiese e castelli medievali sono scrigni di storia, assieme ai santuari mariani e luoghi di fede legati all’antica transumanza.

Qui si snodavano anche antiche strade latine dai nomi dimenticati.

Serena–  Mi sto affezionando al paesaggio della Lucus Vania, apparentemente verdeggiante e fertile …

Valerio–  Perché dici “apparentemente”? Non è dimostrato che ci siano infiltrazioni inquinanti …

Narratore– Sono arrivati nei pressi del Lago Bellera.

Escono dall’auto e fanno un giro sulle rive del lago, avvistando subito la grande macchia oscura che copre una superficie vastissima, molto più grande di quella che hanno inquadrato nel servizio televisivo.

Non si capisce bene se è l’effetto delle alghe che affiorano sulla superficie o se si tratta di petrolio.

Serena–  Ma non la vedi quell’enorme macchia oscura sulla superficie del Lago Bellera? E’ lì, davanti a noi, sotto i nostri occhi …

Valerio–  Non è detto che dipenda dallo sversamento …

Serena–  E da cosa vuoi che dipenda?

Valerio–  Proviamo a inoltrarci verso l’interno, questo paesaggio di calanchi è bellissimo … Come si formano i calanchi, ne sai qualcosa?

Serena– I calanchi sono il risultato dell’erosione del terreno che si produce per l’effetto di dilavamento delle acque su rocce argillose degradate, con scarsa copertura vegetale e quindi poco protette dal ruscellamento.  Il paesaggio che si crea è aspro e suggestivo.

Valerio–  Sei informata!

Serena-  Quando vado in un posto cerco di capire cosa troverò.

Narratore–  Quando ne ha voglia, alla fine della giornata, o anche prima, in ore pensose, sul ciglio di una strada, su un prato, Valerio prende la chitarra. E se la smiela come fa Chris Rea, col suo suono così bluesy, morbido, glissato, profondo. Ci gioca con la chitarra. Ha una vecchia Ibanez elettrica, niente a che vedere con le Fender Stratocaster che vanno per la maggiore, con quel manico vellutato come un romanzo erotico, ma va bene lo stesso.

MUSICA

03) Calanchi (strumentale)


IV Movimento – Notte di sortilegi

Narratore–  Giunti a Zenia,  li ha raggiunti Silvia, un’amica milanese di Valerio, era curiosa di vedere la Lucus Vania, ne aveva sentito parlare in tivù.

Hanno imboccato una strada di scorrimento veloce, che però è piena di buche e lo scorrimento non è poi così veloce..

Valerio– In questa zona c’è il più alto numero di fabbriche chiuse dell’intera Lucus Vania. Un’enorme perdita di lavoro.

Narratore– Si raccontano le ultime novità, visto che non ci vedevamo da tempo. Stanno andando a Malina, ma fa freddo, non potranno approfittare di saggiare le acque saporose e profonde di una natura selvaggia.

Il viaggio li porta all’altezza di una zona industriale appena alle porte di Tozena.

Serena–  Hanno tutti la stessa tuta.

Valerio–  Sono vestiti uguali.

Narratore–  Il traffico è notevole, come mosche che non sanno più dove sbattere.  Si trovano dietro un grande pullman, col suo popolo di passeggeri.

Serena–  Sembrano i membri di una squadra di calcio.

Valerio–  Operai dello Stabilimento Atos. Il viaggio è lungo.

Serena–  La barba non rasata, lo sguardo stanco. Le tute  chiazzate di macchie scure da meccanici.

Narratore– Lo Stabilimento Atos è uno dei fiori all’occhiello del Gruppo Mirauto.

E’ incerto se la Lucus Vania abbia tratto veramente giovamento dall’insediamento industriale, è un fatto però che ci lavorano o cia hanno lavorato migliaia di operai.

Narratore– Un pullman  scarica gli operai dello Stabilimento Atos, gli operai Mirauto, uno dopo l’altro, nelle aree di sosta dei distributori di benzina. Quelli che si vedono sono gli operai del turno di notte, entrano in fabbrica alle dieci di sera.

Valerio–  Gli operai dello Stabilimento Atos fanno una vita massacrante.

Serena–  Per poter restare devi accettare qualsiasi lavoro. O quello, o te ne vai. Lo spopolamento nel sud d’Italia è un dato strutturale. È in atto infatti un forte spopolamento dei comuni dell’entroterra, lo stiamo verificando ovunque.

Narratore–  Lo stabilimento Atos è uno dei più importanti stabilimenti  del Gruppo Mirauto e una delle fabbriche automobilistiche più produttive del mondo. Lo stabilimento, fu costruito con un investimento coperto per quasi la metà da sovvenzioni statali.

Serena– Veramente non si capisce perché la Lucus Vania, che ha tante risorse naturali, abbia sentito il bisogno di inaugurare una politica industriale di queste dimensioni … guardate questo paesaggio, non è fantastico?

Valerio– Non si vive solo di paesaggi … e poi non credo che siano stati gli abitanti della Lucus Vania a volere una politica industriale, piuttosto l’hanno subita, allo Stabilimento Atos come al Metacentro di Ginavia.

Incontrano un suonatore di sax

Narratore– Il golfo di Malina lancia prepotenti richiami con le sue onde splendenti come sirene. In piazza incontrano un uomo di una certa età che suona il sax sulle scalette di una casa.

Valerio– E così, lei suona il sax, così, da solo, con questo freddo …

Biagio Altezza– Ci provo

Valerio– Sembra che lei sia molto bravo.

Uomo di Maratea– Giudizio interessato.

Serena– Bello il suono del sax.

Biagio Altezza-  Il sax può suonare dolcemente come un clarinetto, ma anche in maniera brutale come un trombone. Tutto dipende dal labbro, dalla sensibilità e dalla pressione del labbro per far vibrare un pezzo di canna. Non è strano, che per far vibrare un assudo meccanismo di chiavi e chiavette ci voglia un pezzo di canna?

Silenzio

Serena – Curioso incontrala qui  …

Biagio Altezza– Fino a un certo punto

Serena– In che senso …

Biagio Altezza– In molti sensi … le cose a Malina non sono come appaiono…

Serena– E come sono?

Biagio Altezza– Difficile da dire … andate un po’ in giro, guardatevi intorno e lo capirete da soli … (rivolgendosi a Valerio) lei ama la musica?

Valerio– Mi piacevano i  i Rolling Stones. Un mio amico aveva tutti i dischi dei Rolling Stones e una cultura mostruosa su di loro. Ogni pezzo che riascolto è un pezzo di memoria dei nostri ascolti, dei nostri viaggi, delle nostre letture e delle nostre… avventure. “Let’s Spend The Night Together” lo gettonò in un bar durante un nostro viaggio in moto: io mettevo la moto, lui i dischi. Insieme, le ragazze. Il patto con il diavolo di Mick Jagger. Bisogna averle vissute certe scene di concerti. Per chi non c’era il rock è solo un’etichetta. Li senti e pensi: ma questi sanno suonare? Ovviamente no, con certi parametri, ma è musica con altre, più articolate, prospettive. E forse è questo quello che conta. Poi, c’è l’ambiance, l’ambiente. Perché si fa e si ascolta musica? Per stare insieme. Non c’è frontalità borghese. Piuttosto un’orizzantalità dove ciascuno fa quello che vuole. A me piacciono i pezzi veloci dei Rolling Stones. Veloci, pieni di energia, sessualmente deflagranti, socialmente devianti, insopportabili alle orecchie dei benpensanti.

Narratore– Scende lenta la notte sul golfo, coprendolo come una coperta. La giornata a Malina è stata splendida ma la notte è rischiarata dai violenti bagliori di un incendio sulla costa: ettari ed ettari di bosco di pendio che vanno in fumo, alimentando alte fiammate e una pioggia di lapilli. Sembra di stare alle pendici di un vulcano.

Biagio Altezza– A me piaceva, piace Lou Reed. I suoi dischi si possono leggere come il Grande Racconto Americano, ogni album un capitolo, in ordine cronologico, l’ha detto lui stesso. Lou Reed ha inventato – con la fondamentale collaborazione di John Cale – un nuovo mondo musicale facendo collidere rock ed avanguardia in piena era “flower power”. Se musicalmente è partito dal doo -wop e dal Rock and roll, nei suoi testi la prima e più duratura influenza è quella del poeta Delmore Schwartz. A metà degli anni Sessanta incontrò il musicista gallese John Cale, violista di formazione classica che studiava col compositore minimalista La Monte Young. Nacquero i Primitives, nucleo essenziale di quelli che diventeranno poi i Velvet Underground. Era il 1967, gli altri inneggiavano a peace & love, lui recitava la sua ode all’eroina («it’s my wife and it’s my life», Heroin) e allo spacciatore («Ìm waiting for my man, got 26 dollars in my hand», Waitin for the man). La sua “Walk on the Wild Side” fu il manifesto di una generazione. Il Wild Side era praticamente un inferno:

Holly viene da Miami (Florida)
In autostop attraverso gli USA
Sfoltendo le sue sopracciglia per strada
Depilandosi le gambe lui diventò lei
Lei dice, Hey bambino
Fatti un giro nella zona selvaggia
Lei disse, hei dolcezza
Fatti un giro nella zona selvaggia

[ …]

Jackie é completamente fatta
Per un giorno pensava di essere James Dean
Allora ho capito che presto si sarebbe schiantata
Il Valium l’avrebbe aiutata
Diceva, Hey bambino
Fatti un giro nella zona selvaggia
Dicevo, Hey dolcezza
Fatti un giro nella zona selvaggia
E le ragazze di colore fanno do doo do doo…

Narratore– Nel bar c’è un enorme televisore ultrapiatto, che trasmette un servizio dal Lago Bellaria. La notizia è arrivata nelle cronache nazionali e anche con un certo rilievo. Alcuni canali televisivi hanno mandato dei loro inviati con i relativi cine-operatori, che ora affollano le sponde del lago.

Giornalista– Giornata di interpellazioni alla Camera sulla vicenda della macchia scura sul Lago Bellaria. Il deputato ha riferito di diverse manifestazioni di protesta che si starebbero preparando in zona per protestare contro i mancati controlli ambientali.

Valerio– Ma lei chi é?

Biagio Altezza– Ho una storia lunga da raccontare …

Narratore– Le acque sono lambite dalle fiamme, che sfiorano le rive, in un osceno connubio di elementi contrari, acqua e fuoco, cielo e inferno, dove la montagna calcarea incontra il mar Tirreno. Le pareti sono a strapiombo sul mare e presentano piccole insenature con spiagge ghiaiose. La vegetazione naturale che prevale è la macchia mediterranea. Sulle pareti calcaree su cui d’estate fiorisce la campanula azzurra e resistono piccoli esemplari di pino d’Aleppo, il fumo si annoda in mille volute travolgendo i fichi d’India e le agavi, dalle cui foglie coriacee si ricavano fibre tessili, e le buganville dalle spettacolari fioriture. I massi cadono sulla provinciale ostruendo il passaggio in un turbinio di polvere. I fuochi punteggiano la costa, come in una parata di festa, col mare sotto che ingrossa.

CANTO

04) Notte di sortilegi

Notte di sortilegi
cielo di fregi, sulla costa
fra raffiche impetuose di vento,
vento di terra che frena il mare,

vento che porta fuoco nel rogo
e incendia la notte di San Lorenzo,
vento che scuote
in una moltitudine di scintille,

fosca la notte nel fuoco dei fuochi
che dipinge di sue vampe
il mare atterrito. Le stelle perdono
la scena spaurite tra folate che rotolano

sassi in un groviglio di alberi allampati,
tra spire che vorticano come baccanti.
Fuoco che brucia nel caldo
vento che non tace.


V Movimento – Fast fud

Narratore-  Dopo aver lasciato Silvia nella stazione di Zenia Valerio e Serena si dirigono verso il Bed & Brekfast “Una casa per amico”  dove dovranno rimanere per le prossime tre notti. La sede centrale dell’azienda per cui lavorano, la Cisparence Srl,  è nella zona industriale del capoluogo di regione.

Serena– Torna direttamente a Milano?

Valerio– No, credo che si fermi a Roma, per un convegno di psicologi.

Narratore– Silvia fa l’esperienza  delle ferrovie dell’interno – e la racconta via chat. Non ha potuto prendere il Frecciarossa, si deve accontentare un trenino lento e malmesso, che la porta verso Salerno, per una coincidenza. Esperienze di questo genere Silvia le ha lette solo sui libri.

I viaggi  nella Lucus Vania  mimano eterni sospiri pazienti su strapuntini erranti e senza gloria di corriere scotellariane e contadine, con panini avvolti nei fazzoletti, in pesanti atmosfere da rifugio sotterraneo. Le vicissitudini della cronaca spingono continuamente questa regione dentro e fuori dalla storia.

Valerio si avvolge nei suoi auricolari che trasmettono la musica maledetta di John Campbell, le mani affondate nel cappotto, l’umore al nero. C’è pochissima gente per strada, frettolosa e scostante.

Serena– Sai che mi è venuta voglia di tornare in Sicilia?

Valerio– Prende anche me questa voglia, ogni tanto …

Narratore– Qualcuno ha detto a Valerio che c’è un locale in un rione periferico di Zenia che da poco ha ripreso a fare musica. La coppia vi si avvia. Nel parcheggio sono posteggiate vetture d’epoca, c’è anche un pulmino Wolkswagen, davanti a cui Francesco esibisce un gesto antico. Entrano, cercando del proprietario. Si alza da una poltrona una signora dalla recente messa in piega. Era seduta accanto a una stufa, dall’aria non regolamentare. Spiega che in quel locale non si fa affatto musica. I rari avventori si esibiscono in una lenta manducazione; nei piatti hanno qualcosa che ha tutta l’aria di essere uno stufato. Ci deve essere un errore, spiega la signora e questo è dolorosamente evidente.

Valerio– E ogni tanto mi viene anche voglia di andarmene all’estero …

Serena– Dove?

Valerio– In un posto qualsiasi …

Narratore– Nella notte zenica una figura solca la via centrale con uno skateboard. Ha le lacrime agli occhi per il freddo. Fende la notte del lungo inverno, nella desolata solitudine dell’ora.

Non è tardi, ma a quest’ora d’inverno si vedono in giro solo ubriaconi, avventori perdigiorno del Caffè centrale, venditori ambulanti. Gente che si fa scorrere il giorno addosso. Le stesse persone che trovi alle sette di mattina. Le persone perbene stanno al caldo, intorno al desco, davanti alla televisione. Chiusi.

Sotto i portici del centro un uomo si accende una sigaretta guardandoli con interesse ma in maniera un poco insistente.

Valerio– Guardate sempre così gli stranieri da queste parti?

Gerardo Sarachelli– Allora, siete stranieri?

Valerio– Sì.

Gerardo Sarachelli– E di dove?

Serena– Siciliani.

Gerardo Sarachelli– Siciliani di dove?

Serena– Siracusa.

Gerardo Sarachelli– Bella, come tutta la Sicilia …

Serena– La conosce?

Gerardo Sarachelli- In tempi migliori ho molto girato, in moto … A Siracusa una volta mi sono fermato in un albergo da cui si vedeva il porto … Avevo una Guzzi, una bella moto …

Valerio– Girare in moto è una cosa che mi sarebbe piaciuto moltissimo fare ma non sono mai riuscito a fare …

Gerardo Sarachelli– Non ci vuole molto, basta avere una moto …

Valerio– Eh, già …

Gerardo Sarachelli– E’ un ottimo rimedio contro lo stress, per evadere dalla vita di provincia, per respirare …

Valerio– E’ sempre strano accorgersi dello stess accumulato senza averne consapevolezza. E’ un errore che faccio sempre: parto in quarta appena vado in vacanza, con le cose che volevo fare e che non avevo tempo per portare a compimento, salvo accorgermi che sono stanco morto, che non riesco a muovere un dito. Entro in uno stato di trance

Gearado Sarachelli– Lei è un uomo intelligente, ma anche molto infelice …

Valerio– Da che cosa lo capisce?

Gerardo Sarachelli– Non si dice in giro che gli abitanti della Lucus Vania sono tutti un po’ maghi e stregoni?

Valerio– Lei è un mago?

Gerardo Sarachelli– Non si fanno queste domande nella notte di Zenia …

Narratore– Al rientro in camera Valerio accende la televisione, che sembra monopolizzata da un unico argomento: viene prima la notizia del Lago Bellaria che le esternazioni di Donald Trump.

Giornalista– Degenerate in episodi di violenza le manifestazioni contro l’inquinamento del Lago Bellaria. La zona è presidiata da forze di polizia e carabinieri. L’accesso al lago è vietato per chiunque non dimostri di possedere un’esplicita autorizzazione.

CANTO

05) Fast fud

Lento il treno solca
le vallate lucane,
indolente e sonnacchioso,
ogni fermata uno sbadiglio.
Il sole ha il tepore di vacanze sospese;
lunghe misteriose epocali
le fermate alle stazioncine locali.

Tra i quattro che giocano a tressette
c’è il solito imbroglione e pure incazzato
che urla parole, parole a caso
sul mesto panorama desolato.
Non c’è neanche chi vende panini
e il cesso è puzzolente e sfasciato.

Quando sale il controllore a Sicignano
s’imbuca l’abituale clandestino
il ferroviere ne ha già viste di ogni colore
chiude gli occhi e si asciuga il sudore
in un treno che stenta a decollare.

Quando vedi il Sele vuol dire che sei
quasi a Eboli, nei pressi di Salerno,
lì dove si era fermato il padreterno.
A Battipaglia c’era
un negozietto di sfogliatelle,
calde e untuose come un dolce messicano,
ora al suo posto c’è un fast fud americano.


VI Movimento – Bocconiana

Narratore- Nel Bed & Brekfats di Zenia i due ingeneri sono accompagnati dal dolce ronzio di un canestro per la spesa che esibisce glorioso la vertigine di una gru da cortile, indifferente al suo carico di melanzane.

Quest’alberghetto ospita una comunità discretamente cosmopolita, solo l’ascensore sembra una prigione dell’Isis.

Valerio si sente come  un ulisside inchiodato al suo tavolino da lavoro, impegnato con una lingua indecifrabile e arcana.

Un apparecchio televisivo ronza nella quiete.

Valerio– Sta per chiamare il Dott. Tiraboschi …

Serena – Rispondi tu?

Valerio– Sì, io, tranquilla …

Narratore– Nel bar c’è un enorme televisore ultrapiatto, che trasmette un servizio dal Lago Bellaria. La notizia è arrivata nelle cronache nazionali e anche con un certo rilievo. Alcuni canali televisivi hanno mandato dei loro inviati con i relativi cine-operatori, che ora affollano le sponde del lago.

Giornalista– Le notizie dal Lago Bellaria stanno facendo il giro del mondo. I vertici del Metacentro di Ginavia ostentano sicurezza e anche un tantino di spavalderia. A loro giudizio non hanno niente da temere, la macchia oscura sul Lago Bellaria non è dovuta allo sversamento del Metacentro.

Narratore– Una signorina lievemente obesa e tutta vestita di nero gioca a nascondino con l’ascensore a vista del palazzo di fronte, poi si cheta, salendo scaloni che come minimo risalgono al milleottocento. Qui i cortili interni sono tutta una famiglia; Valerio riceve parecchi saluti quando si affaccia a fumare. Dai meandri del cortile emerge una musica strana che volteggia inquieta nell’aria attraversata da un’alone di foschia.

Squilla il telefono

Valerio (Parlando al cellulare col Dott. Tiraboschi) Sì, dottore, abbiamo visitato i due stabilimenti che ci diceva … come? … non sono in buone condizioni, si richiede un intervento urgente di bonifica, come le ho scritto sul rapporto … ma la vera questione riguarda il lago del Pertusillo: è stata avvistata un’enorme macchia oscura che sta destando serie preoccupazioni ambientali …. come dice? … sì, certo, la terremo informata in tempo reale …

Narratore– La figlia della proprietaria oggi è partita per Milano e la madre ne ha fatto un dramma.

Milano è lontana, ora vedrà la figlia a Natale e Pasqua. E poi, le spese. Ma non c’è stato niente da fare, è voluta andare a Milano, alla Bocconi. Chi rimane indietro è uno sfigato, ha detto.

I due si perdono pigramente dietro a racconti di preparazione del pasto della sera, minuziosi ed eruditi: qualcuno ha a cena una parente.

Nel cortile tutte le finestre sono aperte, ascoltano inascoltati i discorsi di tutti, di chi prepara qualcosa in bagnomaria e di chi sta vincendo una partita a tressette.

In una notturna Potenza nebbiosa e assonnata Valerio esce per fare una passeggiata in centro. Si massaggia lo stomaco, il quale rischia di collassare sotto il peso dello sgranocchio randomatico e irregolare di questi giorni (e anche dell’alcol, se è per questo). Serena quando è assonnata è temibile, può rompere qualsiasi cosa incontri sul suo cammino.

Valerio(Parlando con Silvia al cellulare) No, non penso che si sia offesa per la tua visita … Serena è un po’ scontrosa in questo periodo, ma capisce la situazione … penso che soffra soprattutto per nostro figlio Alessandro … non lo so quando ci rivedremo …

Narratore– Le imminenti vacanze di Natale assumono contorni consueti. Il ricongiungimento familiare di chi è fuori per studio consiste in una rapida comparsata nel pranzo di famiglia e per il resto fuori con le amiche e gli amici a tessere nuove trame; a lavare la biancheria sporca ci pensa la mammina, che è tanto contenta quando si può risentire di nuovo e finalmente necessaria.

Sul giornale locale hanno scorto l’annuncio di un concerto in un locale della città, “Il gufo che canta”,  a cui decidono di aderire per mancanza di meglio.

Stasera sono di scena i “Ruins” al “Gufo che canta”, nell’umida periferia di Zenia.  Il locale è piccolo e stipato fino all’inverosimile. I “Ruins” sparano una musica ad altissimo volume in una specie di metal pestatissimo, mentre qualcuno sta spiegando a una tizia chi era Lemmy dei Motörhead. Valerio e Serena sono a pochi centimetri da uno degli amplificatori, intontiti dal frastuono, ma i “Ruins” sono abbastanza bravi. Nel locale c’è tutta la Potenza giovanile e vagamente alternativa. Il gruppo è salutato da un fracco di gente. La Potenza rockettara li riconosce come propri membri, sono i “Ruins” a non ritenersi rockettari tout court, ma non fa nessuna differenza.

Valerio– Non male questi “Ruins” ma forse un po’ troppo rumorosi …

Serena– Era il locale ad essere piccolo …

In piazza incontrano Gerardo Sarachelli

Valerio– Buona sera, signor Sarachelli …

Gerardo Sarachelli– Buona sera a voi, che fate di bello?

Valerio– Siamo stati a un concertod dei “Ruins”, li conosce?

Gerardo Sarachelli– Certo che li conosco …

Valerio – Non male … ma com’è la vita musicale di questa città?

Gerardo Sarachelli– In tutto questo mare di noia  ve lo immaginate come sono visti i “Ruins” o i musicisti che pretendono di dire qualcosa di nuovo? Forse non ci vuole molta fantasia.

Narratore– Nella vetrina di un negozio c’è il monitor di una tv dalle proporzioni ragguardevoli, che trasmette un servizio dal Lago Bellaria. La macchia oscura si sta allargando a vista d’occhio, copre ormai quasi la metà del Lago …

CANTO

06) Bocconiana

Sei bella, tosta e tutta in nero ora.
Al pensiero del tuo amore alla deriva
ti batte quel maledetto cuore ancora
e per ripicca ti vesti come una diva.

Metti insieme a caso happy hour
e ormoni col sapore dei soldoni
ma sembri molto giù in questo tour,
anche tutta “discoteche e Bocconi”.

Chorus
Mentre citi l’economia di mercato
e ti chiedi “l’amore che cos’è?”
versi lacrime di dolore insensato
ma è quell’amore che ora non c’è.

T’ho visto a lezione piegata e mesta
sullo smart del tuo amore andato a male,
una selfie strappata in una patetica festa
fatta durante le vacanze di Natale.

Hai troncato la tua adolescenza
e ora che da lontano guardi i messaggi
a novecento chilometri di distanza
capisci cos’è la visione dei miraggi.

Chorus
Mentre citi l’economia di mercato
e ti chiedi “l’amore che cos’è?”
versi lacrime di dolore insensato
ma è quell’amore che ora non c’è.

Ora sei sola nei tuoi vestiti a tiro,
studi in una città molto molto su
-anche se c’è qualcuno che ti prende in giro –
ma ormai non ci credi nemmeno tu.

Chorus
Mentre citi l’economia di mercato
e ti chiedi “l’amore che cos’è?”
versi lacrime di dolore insensato
ma è quell’amore che ora non c’è.


VII Movimento- Oil Trip SS 598

Narratore- E’ il momento di tornare verso Ornito e poi da lì, verso Gitareo, non prima di aver fatto una visita di controllo al Lago Bellera. Le informazioni fornite dai due ingegneri sono valse alla ditta Cisparence Srl una menzione da parte del deputato che alla Camera ha sollevato la questione dell’emergenza ambientale.

Il cerchio delle ispezioni sta per chiudersi. Sta per concludersi il viaggio di Valerio e Serena nella Lucus Vania. Le strade sono deserte. La stanchezza ha raggiunto livelli di guardia. La lancetta è costantemente sul rosso. Il paesaggio sta cambiando. Fa molto freddo in Basilicata e la luna è tramontata.

Valerio(Rispondendo al cellulare) Prego, Dott. Tiraboschi, mi dica … Stiamo appunto andando a controllare la situazione al Lago Bellera … siamo sicuri di quello che abbiamo scritto nella relazione, può tranquillamente passarla alla stampa … grazie, a risentirci …

Narratore– Valerio mette la musica “a palla” e lancia l’auto verso l’orizzonte. Ma si deve fermare per un bisogno urgente, inzaccherandosi fino al ginocchio nel lembo di terra adiacente alla piazzola di sosta in cui si è inoltrato. La situazione raggiunge rapidamente i vertici del disastroso. Non resta che andare verso la macchina. Sta nettando il fango dalle scarpe su un cespuglio di erba verdissima, quando sente grida di allarme che provengono dai pressi della macchina. Serena urla che sta per essere aggredita da un branco di cani.

L’auto guadagna rapidamente la salvezza mentre il cielo si apre in un diluvio biblico. La strada è dissestata come un tratturo di campagna. La nebbia fittissima, che lentamente si dirada nel dedalo delle strade che non portano a nulla. L’orizzonte si distende, appiattendosi, la Puglia non è lontana.

L’ultima ispezione è nell’impianto del Lago Bellera.

Operaio del Pertusillo– Ingegnere, questa è la situazione, non possiamo farci niente …

Valerio– Lo vedo, ma non denunciate la situazione …

Operaio del Pertusillo– Quale situazione?

Valerio– Non la vede quella enorme seconda macchia scura che avanza laggiù?

Operaio del Pertusillo– Non sono mica cieco …

Valerio– E allora?

Operaio del Pertusillo– Ingegnere, se perdiamo questo posto, nessuno ce ne darà un altro …

Valerio– Ma è una situazione a rischio …

Operaio del Pertusillo– E correremo il rischio …

Giornalista– Prelevati campioni delle acque del Lago Bellaria. La disputa riguarda chi dovrà farne l’analisi chimica. Le organizzazioni ambientaliste denunciano il tentativo di deviazioni nel corso delle indagini.

CANTO

07) Oil Trip SS 598

E’ verde questa valle,
più verde delle mie speranze,
ma non me la conta giusta
questa esse esse cinque nove otto.

Non si vede quello che c’è sotto,
tra i prati e le colline
e speriamo che presto
non diventi rosso.

Rosso come i tumori in seno,
rosso come queste fiamme,
vampate che spengono il cielo
nei pressi del Centro Olio.

Esse esse cinque nove otto,
qualcosa si muove qua sotto.
Sta per piovere a dirotto
Esse esse cinque nove otto,

Si erge come una centrale
nucleare nel deserto,
questa cattedrale
alle soglie dell’inferno.

Se si inquinano le falde
qui saranno dolori per tutti,
ammalano l’acqua,
inquinano il domani.

Quanto ci vuole per far diventare
nero tutto ciò, come il petrolio?
Nero come il senso di colpa,
di un consiglio di amministrazione?

Esse esse cinque nove otto,
qualcosa si muove qua sotto.
Sta per piovere a dirotto
e va tutto a quarantotto.


VIII Movimento – Ruins

Narratore– Nessun Tir sulla Petrol Route, solo qualche raro passante. Fra poco, probabilmente, le strade si riempiranno di vacanzieri di Natale.

Quando la coppia attraversa la soglia del bar che troneggia al centro della piazzola di sosta, sembra un branco di briganti scesi dalle montagne, con i pantaloni e le scarpe pieni di fango, che ora va asciugandosi e quindi ha cambiato colore, è più chiaro. Francesco è guardato un po’ con sospetto dagli avventori del bar. Serena sta facendo una telefonata “riservata”.

Valerio le poggia una mano sulla sua. Forse l’alcol, forse qualcos’altro.

Serena– Come mai una bellissima donna come Silvia non è impegnata con qualcuno?

Valerio– Lo è stata, fino all’anno scorso … hanno rotto malamente … Un attore … Una storia dolorosa.

Serena– Capisco. Perciò ha paura di dormire?

Valerio– Forse.

Narratore– Il toast preso a volo nella stazione di servizio è troppo bruciato.

08) Ruins               

 

Sono le nostre rovine
a venirci dietro meste,
sembrano sepolcri al confine,
la gente scappa da tale peste.

Non si vede più nemmeno
una pietra rimasta in piedi,
solo veleno nel terreno,
solo petrolio e leccapiedi.

Chorus
Lucania antica
come ti sei ridotta?
Vivi con poco,
un po’ razzista e un po’ bigotta.

La rete stradale scadente,
fra straripamenti e frane,
ponti e treni sospesi sul niente,
non ci si vede neanche un cane.

Gli operai per malasorte
sono tornati contadini.
Tutto ha sapore di morte
tra gli sfigati degli Appennini.

Chorus
Lucania antica
come ti sei ridotta?
Sembri una vecchia strega
puzzolente e un po’ mignotta.

Il chiacchiericcio inconcludente
fra pettegolezzi e sere mondane,
fiumi di parole che dicono niente,
solo da noi le cose sono così strane.

Non si assume più nessuno,
migliaia di giovani sono a spasso,
la laurea procura digiuno
non insegna l’arte del furto con scasso.

Chorus
Lucania antica
come ti sei ridotta?
Vivi con poco,
un po’ razzista e un po’ bigotta.


IX Movimento- Senza di te

Valerio- (Seduto a un tavolo) Non ce la faccio più …

Serena-  (Frugando nella borsetta) Come hai detto?

Valerio-  Vedi, non riesci più nemmeno ad ascoltarmi …

Serena-  Non capisco, parla pù forte …

Valerio- Quando torna Maria Luisa, ne sai qualcosa? E’ ancora in giro con quell’amico inglese?

Serena-  Suppongo di sì…

Valerio-  Mi stavi dicendo di nostra figlia.

Serena-  Credo che ora siano a Venezia, volevano fare un giro, prima di venire a trovarci …

Valerio-  Pensi che sia una buona idea?

Serena- Quale?

Valerio- Quella di venire a trovarci …

Serena-  Gesù, Valerio, è nostra figlia!

Valerio-  Sai cosa c’è?

Serena-  No, cosa?

Valerio-  E’ che mi vergogno …

Serena-  Per via di Alessandro …

Narratore– Alessandro è l’altro figlio, in cura presso una comunità terapeutica per tossicodipendenza.

Valerio-  Sì, forse … più in generale per questa dimesione di degrado.

Serena- Come hai detto? Prova a parlare più forte …

Narratore–  Valerio apre il cellulare e si immerge nella visione del suo film preferito, “1408”, un film del 2007 diretto da Mikael Håfström con John Cusack, Samuel L. Jackson e Mary McCormack. Il film è tratto dall’omonimo breve racconto di Stephen King incluso nella raccolta “Tutto è fatidico”. “Non è che quello che vedo non sia reale, è che non è reale quanto sembra”, dice il protagonista, Mike Enslin che entra in una stanza in cui non dovrebbe entrare, in cui sul display di un apparecchio parte un conto alla rovescia di 60 minuti, che coincide con la prima di una serie di sconvolgenti allucinazioni, che aumenteranno di “potenza”, ogni minuto che passa e alla fine porteranno Mike Enslin a vivere la notte più terrificante della sua vita.

Serena(Avvicinandosi con un tramezzino in mano) Mi spieghi cosa ci trovi in quel film?

Valerio–  E’ uno strano film tratto da uno strano racconto, pieno di citazioni tratte dal mondo del noir. A un certo punto si vede la scritta ‘Psycho’, ‘Dolphin Hotel’ è stato scelto da King in riferimento al Dolphin Hotel presente in alcune opere dello scrittore giapponese Murakami Haruki (Sotto il segno della pecora, Dance Dance Dance), senza contare la numerologia. Mi piace tantissimo.

Serena– Ricevuto (dice e si allontana mordicchiando il suo tramezzino).

MUSICA

09) Senza di te (strumentale)


X Movimento- Due derive

Serena– Sai che in fondo non mi è dispiaciuto questo viaggio …

Valerio– Anche a me non è dispiaciuto.

Serena– Non conoscevo questa regione, è stata una scoperta interessante …

Valerio–  Tra le valli e i monti della Lucus Vania si nascondono ricchezze inesplorate, storia, cultura, paesaggio. Pochi si avventurano da queste parti, magari per aver visto un film.

Narratore– Valerio e Serena hanno potuto intravedere qualcosa di questa ricchezza, lenitiva delle loro pene d’amore. Stanno bene insieme, ma non si riconoscono più. Ma forse qualcosa può rinascere, se ciascuno dei due mette da parte crucci e problemi.

Valerio– Gli abitanti della Lucus Vania sono ritrosi, non amano fare pubblicità, non amano mettersi in mostra.

Narratore– Il cielo è scuro di pioggia e di neve, le strade bagnate, l’aria di quel freddo particolare prodotto dall’umidità.

Valerio– Li celano quasi i loro tesori.

Narratore– Nevica. I fiocchi frastornano l’aria, sospendendo i confini tra cielo e terra. Serena saltella nel biancore come un uccellino, Valerio fissa l’orizzonte.

MUSICA

10) Due derive

Siamo come due derive
che fendono il vento che arriva
dal mare nell’ora sonora
del silenzio e del tramonto.

Vi affondiamo incuranti dell’ora;
ma io non vorrei
essere in nessun altro posto
con nessun’altra persona.

In nessuna altra memoria.
Con nessun’altra fermare il tempo,
dire addio alla storia.

 

Narratore–  Ora è la  nebbia ad avvolgere il paesaggio, come uno stato d’animo. Quando si dirada si comincia a vedere il sole, proprio sotto le cime di monti lontani, che si scorgono in lontananza. Un’immagine di sfolgorante bellezza …


Epilogo

Narratore- Sulle strade della Ager Valle il traffico diventa frenetico, ma è un traffico strano, più che un traffico è un’emergenza. Ci sono notizie strabilianti che arrivano dal Lago Bellaria, ma ancora non sono verificate …

Giornalista– Interrompiamo le trasmissioni di “Zeta News” per darvi delle notizie decisamente fuori dell’ordinario, ma le stiamo verificando …

Narratore– E’ una sinfonia di sirene della polizia, dei carabinieri e dei Vigili del fuoco, un treno di autoveicoli a sirene spiegate. E’ successo qualcosa nel Lago bellaria, sembra …

Giornalista– I primi giornalisti sono giunti nei pressi del Lago Bellera, ma sono stati bloccati da agenti speciali con tute anti-radiazioni, di quelle usate a Cernobyl. Qualcuno ha scattato delle foto, ma le immagini sono sfuocate e non siamo in grado di mostrarle, almeno per il momento …

Narratore– Sembra che i passanti presso il Lago Bellera al momento in cui si è verificato l’episodio sia stati colti da malore e ricoverati d’urgenza in ospedale. Uno di questi è morto, l’anno appena confermato dall’ospedale.

Giornalista– Mobilitati agenti da tutte le regioni vicini, attivato l’esercito, elicotteri e aerei da ricognizione sono all’opera sul Lago Bellera. Siamo in grado di confermare che un enorme mostro dalle sembianze raccapriccianti è emerso dalle acque, avvelenando l’aria con il suo respiro mefitico. Mai vista una cosa del genere. Si lamentano altri morti, per infarto e nascite premature …

Narratore– Il peggio che si poteva immaginare si è verificato. Dalle acque inquinate del Lago Bellaria è emerso il mostro, un essere gigantesco, la personificazione di un incubo … sembra che gli abitanti stiano abbandonando in massa la zona … il traffico è impazzito …

Giornalista– Dichiarato lo stato di emergenza in tutta la Ager Valle, anzi in tutta la regione della Lucus Vania, che probabilmente sarà evacuata nelle regioni vicine …

Narratore– Sembra che si siano spalancate le porte dell’inferno in Lucus Vania. La gente smarrisce la ragione, vomitando strane sopstanze verdi. Il paese è in ginocchio. Il presidente americano Trump e quello russo Putin si sono messi in contatto con le autorità locali, che non sono stati capaci di rassicurarli. La situazione è gravissima, al limite dell’emergenza planetaria.

Giornalista– E’ difficile descrivere le scene che si stanno verificando presso il Lago Bellaria nella Ager Valle in Lucus Vania, solo uno scrittore di fantascienza potrebbe riuscirci e com molte difficoltà. Il mondo sta assistendo in diretta alla fine del mondo. Non si capisce come si potrà arginare questo fenomeno. Le viscere della terra si stanno impadronendo della superficie. L’incubo avanza …

FINE


Indice delle musiche

01) Tonight (strumentale)
02) Petrolio (vocale)

03) Calanchi (strumentale)
04) Notte di sortilegi (vocale)
05) Fast fud (vocale)
06) Bocconiana (vocale)
07) Oil trip SS 598 (vocale)
08) Ruins (vocale)
09) Senza di te (strumentale)

10) Due derive (vocale)


Logo Opere teatrali quattro


cropped-logo-pagina-facebook-new.jpg

© 2000-17 Tutti i diritti riservati  – © Copyright 2000-17 – Rights Reserved


Sede e Contatti – Location and Contacts: Antonio De Lisa
c/o LOST ORPHEUS MULTIMEDIA – Via del Popolo, 127/129

85100 POTENZA (ITALY) (0)39- 097137457 / Cell. 3333878854

Site: www.adelisa.it

E-mail: lostorpheusmedia@gmail.com
Logo Lost Orpheus Multimedia

Deposito opere presso la SIAE

Bollino

Le opere teatrali e musicali di Antonio De Lisa sono depositate presso la SIAE

Sezione Musica

Sezione Teatro – Sezione DOR (Opere Drammatiche e Radiotelevisive)


This work may not be re-sold, distributed, copied or transmitted in any other form without permission of the author.

© Copyright 2000-17 – Rights Reserved

Licenza Creative Commons

This opera is licensed under a Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 3.0 Unported License.



Categorie:B07- Black Route

Tag:,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

SCIENZA E CULTURA - SCIENCE AND CULTURE

Lo stato dell'arte tra storia e ricerche contemporanee - State of the art: history and contemporary research

Storia delle Maschere e del Teatro popolare - Masks and Popular Theatre

Museo virtuale delle maschere e del teatro popolare

ORIENTALIA [ORIENTE-OCCIDENTE]

Studi orientali - Études Orientales - Oriental Studies

NUOVA STORIA CULTURALE / NETWORK PHILOSOPHY

NUOVA STORIA CULTURALE / NEW CULTURAL HISTORY

TEATRO E RICERCA - THEATER AND RESEARCH

Sito di approfondimento e studio della Compagnia Lost Orpheus Teatro

LOST ORPHEUS ENSEMBLE

Modern Music Live BaND

Il Nautilus

Viaggio nella blogosfera della V As del Galilei di Potenza

Sonus- Materiali per la musica moderna e contemporanea

Aggiornamenti della Rivista "Sonus"- Updating Sonus Journal

The WordPress.com Blog

The latest news on WordPress.com and the WordPress community.

Antonio De Lisa - Scritture / Writings

Teatro Musica Poesia / Theater Music Poetry

In Poesia - Filosofia delle poetiche e dei linguaggi

Blog Journal and Archive diretto da Antonio De Lisa

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: