Antonio De Lisa- Prove tecniche di Utopia

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Antonio De Lisa- Prove tecniche di Utopia

 


PERSONAGGI  E INTERPRETI

Caronna, capo-comico della Compagnia Caronna (Leonardo Chiorazzi)
Segretaria del Dottor Sciacquone (Anna Mango)
Pulcinella, attore della Compagnia Caronna (Giambattista Lobreglio)
Colombina, attrice della Compagnia Caronna (Claudia Pergola)
Giangurgolo, attore della Compagnia Caronna (Maria Giovanna Propato)
Cucibocca, anche Scenografo (Angelica Caputo)
Secondo cucibocca (Godspower Megbuliofa)
Masca, attrice della Compagnia Caronna (Maria Adele Popolo)
Fitna, attrice della Compagnia Caronna (Giuliana Flora)
Vilna, attrice della Compagnia Caronna (Loredana Stoppelli)
Dottor Sciacquone, direttore del Teatro Scalera (Gianluigi Pagliaro)
Tommaso Senno, regista teatrale, anche Inserviente (Francesco Tarantino)
Fattorino, anche Poliziotto (Jacopo Colangelo)

 

Caronna, Pulcinella, Giangurgolo, Colombina, Masca, Fitna, Vilna e i due Cucibocca indosseranno sempre le rispettive maschere, tranne quando mettono in scena Utopia di Tommaso Moro e recitano quella parte di teatro nel teatro.


ATTO I

Anticamera del Direttore

La rappresentazione si volge nell’anticamera e nell’ufficio del Direttore del Teatro Scalera. Nell’ufficio del Direttore una scrivania ingombra di scartoffie.

SCENA I

Dottor Sciacquone,  Caronna, Segretaria

La stanza del Dottor Sciacquone è arredata con una scrivania piena di scartoffie e con una sedia.

Quando si apre il sipario il Dott. Sciacquone è seduto alla sua scrivania, più alta rispetto al palco e lavora al computer. Sulla scrivania disseminati tre cellulari, due tablet e un portatile, carte sparse, tre CD, nessun libro.

Entra Caronna, guardandosi intorno con aria intimidita. Rimane in piedi davanti alla scrivania. Il Dottor Sciacquone non gli fa cenno di sedersi.

DOTTOR SCIACQUONE
(Alza la testa rivolgendosi a Caronna) Deve capire, signor Caronna, che questi sono tempi grami per il teatro, non girano più soldi e quindi non posso dare alla sua Compagnia la cifra che chiede …

CARONNA
(Guarda la sedia ma non si siede) Ma Dottor Sciacquone, non vede come ho ridotto il numero dei membri della Compagnia per poter lavorare? Prima eravamo più di venti …

DOTTOR SCIACQUONE
(Leggermente infastidito) Ma questi sono tempi in cui si fanno i monologhi, altro che compagnie di venti persone …

CARONNA
(Non proprio implorante, ma con tono accorato) Ce la dà un’altra possibilità?

DOTTOR SCIACQUONE
Non mi convince il tema: “Prove tecniche di Utopia”, non lo verrà a vedere nessuno, tema troppo difficile, complicato …

La segretaria è seduta alla sinistra dell’impresario, a destra rispetto al pubblico.

SEGRETARIA
Li faccia provare, Direttore!

DOTTOR SCIACQUONE
(Brutale) Zitta, tu!

CARONNA
Ci faccia provare, direttore …

DOTTOR SCIACQUONE
Voi vorreste mettere in scena l’opera “Utopia” di Tommaso Moro ma interpretandola come una commedia, vi rendete conto dell’azzardo? …

CARONNA
Noi abbiamo una sensibilità sociale, Direttore …

SEGRETARIA
(Entusiasta) Sì, è vero, hanno una grande sensibilità sociale …

DOTTOR SCIACQUONE
(Sbrigativo) Ma che ne sai, tu, di queste cose?

Caronna ha trovato un’alleata insperata, fa cenno alla segretaria rivolto al Dottor Sciacquone.

CARONNA
La stia a sentire, Direttore!

SEGRETARIA
Direttore, non vede come sono simpatici?

DOTTOR SCIACQUONE
(Prende un cellulare come aspettando una telefonata, poi lo ripone) Ma siete solo delle maschere!

CARONNA
Ma anche le maschere hanno dei sentimenti, non trova?

DOTTOR SCIACQUONE
Questo non basta a preparare e realizzare uno spettacolo teatrale …

SEGRETARIA
Direttore, con quello che si vede in giro nel teatro di oggi, potrebbero costituire una novità …

DOTTOR SCIACQUONE
Una novità a mie spese …

Caronna esce da destra con atteggiamento un po’ sconsolato guardando alternativamente in giro e il Dottor Sciacquone, come se avesse la speranza che l’impresario ci potesse ripensare.


SCENA II

Caronna, Pulcinella, Colombina, Giangurgolo, Masca, Fitta e Vilna, Fattorino, Inserviente, Cucibocca.

Sala d’attesa dell’ufficio del Dottor Sciacquone. Pulcinella, Giangurgolo, Masca, Fitna e Vilna attendono l’esito del colloquio di Caronna col Dottor Sciacquone.

Le luci si spengono su Sciacquone e si accendono sulla parte anteriore della scena. Per primo entra Giangurgolo da sinistra, attraversando tutta la scena e uscendo da destra, mentre recita la sua battuta.

GIANGURGOLO
Devo uscire, vado a comprare il giornale …

Masca, Fitna e Vilna entrano da destra in fila indiana e si dispongono in piedi davanti ad una panca situata sulla destra della scena. Masca recita la battuta e si siede, seguita in rapida successione dalle altre due.

MASCA
Sta sempre a leggere giornali, il nostro Giangurgolo …

FITNA
E’ come se volesse uscire dal nostro mondo di maschere ed entrare in quello degli umani

VILNA
Non crede alla nostra Utopia, si mischia al caos del mondo terreno …

L’Inserviente comincia a pulire con una scopa costringendo tutti, a turno, ad alzare le gambe quando si avvicina con il suo attrezzo.

Pulcinella entra da destra e si appoggia con le braccia sulle spalle di Masca e Fitna.

PULCINELLA
Ma no, è solo curioso …

Masca ha un moto di sorpresa sentendo il contatto con Pulcinella, entrato in silenzio.
Pulcinella rimane appoggiato alle spalle delle tre.

MASCA
Non c’è costrutto ad essere curiosi della mediocrità delle faccende terrene …

FITNA
Squallide faccende terrene …

VILNA
Che non meritano attenzione …

Il Fattorino entra da sinistra e si sposta al centro della scena, guardandosi intorno un po’ trafelato e cercando un interlocutore a cui consegnare il pacco.

FATTORINO
E’ questo l’ufficio del Direttore del Teatro Scalera?

PULCINELLA
Sì!

Pulcinella si avvicina al fattorino al centro della scena.

FATTORINO
E tu come fai a saperlo?

PULCINELLA
Se non fosse questo, che starei a fare io qui?

L’inserviente si avvicina al fattorino e gli passa la scopa sotto le gambe. Intanto rientra Giangurgolo da destra con un fascio di giornali sotto al braccio. Masca, Fitna e Vilna si alzano una dopo l’altra quando recitano la battuta e si avvicinano anche loro al Fattorino, circondandolo dai due lati. Giangurgolo prende il posto delle tre signore sedendo sulla panca e accavallando le gambe, dispiegando davanti a sé uno dei giornali.

MASCA
Giangurgolo è assetato di realtà.

FITNA
Ci vorrebbe più distacco …

VILNA
Più freddezza …

FATTORINO
(Scruta volti e costumi delle maschere) Ma in realtà, voi chi siete, vestiti così strani, siete qui per una festa?

Pulcinella si sposta verso sinistra, attraendo il fattorino che si svincola dalle tre signore.

PULCINELLA
Io mi chiamo Pulcinella, vengo dal continente della fame, dell’indigenza e della malinconia … sono qui con i miei compagni per raccontare la storia di un’isola in cui non c’è fame, non c’è indigenza, non c’è malinconia …

FATTORINO
Interessante, un posto senza malinconia …

GIANGURGOLO
(Si alza dalla panca e si presenta) Io mi chiamo Giangurgolo e vengo da dove l’Italia finisce, dal tacco dello stivale e il continente trova il suo limite e confine … rappresento il dolore e la mortificazione della fame e della sottomissione … anch’io sono qui per raccontare la storia di una possibilità …

MASCA
Io mi chiamo Masca e sono senza storia, la mia storia  comincia adesso, sono una nuova maschera, perché non è vero che l’immaginario delle maschere si è rinsecchito, esso vive dove c’è fantasia …

FITNA
Io mi chiamo Fitna e sono come una sorella per Masca, siamo nate insieme, non abbiamo il peso antico della vecchia commedia dell’arte, ma nemmeno la sua gloria, calpestiamo il mondo per la prima volta …

VILNA
Io mi chiamo Vilna e sono come una sorella per Masca e per Fitna. Siamo un trio formidabile, sempre insieme, con gli occhi aperti sul mondo …

Al termine della battuta le tre signore ritornano a sedersi sulla panca, mentre Giangurgolo e Pulcinella si dirigono verso il fattorino al centro della scena. Entra il Cucibocca da destra e si dirige al centro.

FATTORINO
Voi quindi siete delle vere Maschere e questi due chi sono?

PRIMO CUCIBOCCA
Siamo i Cucibocca di una tradizione antica e non abbiamo mai trovato posto sulla scena, ma solo nei vicoli dei nostri paesini lucani … cuciamo la bocca nella notte dell’Epifania … (pausa)  Siamo erratici … (pausa) … e notturni … (pausa)  … come gli incubi … (pausa) abbiamo la consistenza dei sogni …

Caronna entra da destra e attraversa meditabondo e silenzioso tutta la scena, uscendo da sinistra. Intanto l’Inserviente ripassa di nuovo la scopa sotto i piedi delle tre signore.

FATTORINO
(Indicando Caronna) E lui chi è, il capo comico?

PULCINELLA
Sì, una specie di capo comico, è lui che ci ha condotti qui dall’isola di Utopia per raccontare al mondo una verità alternativa al suo destino …

Colombina entra da sinistra incrociando Caronna e si porta sulla sinistra del proscenio, guardando incuriosita il pubblico di sotto e salutando con fare civettuolo. Il Fattorino, incuriosito da Colombina, lascia il gruppo di maschere al centro e si dirige verso di lei a sinistra.

FATTORINO
Interessante … (rivolgendosi a Colombina, con un’espressione di incantamento e ammirazione) Come sei bella, tu chi sei?

COLOMBINA
Sono l’assistente del Capo-comico …

FATTORINO
Assistente? Vestita così?

COLOMBINA
Anch’io sono una maschera antica, anch’io vengo da un mondo parallelo …

Fattorino e Colombina escono insieme da sinistra, seguiti a poca distanza dall’Inserviente.

Si sente gridare da dentro l’ufficio del Direttore

DOTTOR SCIACQUONE
Caronna!

Pulcinella, Giangurgolo e il Cucibocca, all’urlo dell’impresario si afflosciano sedendo per terra a gambe incrociate al centro della scena. Si spengono le luci su di loro per illuminare di nuovo la scrivania del Dottor Sciacquone.


SCENA III

Dottor Sciacquone, Caronna, Segretaria

Caronna entra da sinistra impacciato e titubante, posizionandosi davanti alla scrivania, dal lato in cui è entrato. Il Dottor Sciacquone chiude lo smartphone con un gesto di stizza.

SEGRETARIA
(Con fare allegro e civettuolo) Buongiorno, signor Caronna!

CARONNA
Buongiorno a lei, mia cara.

SEGRETARIA
Oh, com’è gentile!

DOTTOR SCIACQUONE
(Si alza, irrequieto, scartabellando tra le carte della scrivania, non trova quello che cerca e si risiede) Non riconosco più questa misera Italia, questo paese non mi appartiene più …

CARONNA
Che c’è, Direttore, la vedo agitato …

SEGRETARIA
Oh, sì, è molto agitato …

DOTTOR SCIACQUONE
I politici, prima promettono e poi tolgono …

SEGRETARIA
Sempre i soliti …

DOTTOR SCIACQUONE
… attendevamo un finanziamento che ci era stato promesso …

SEGRETARIA
Mesi per preparare la pratica … e ora ce l’hanno tolto, mettendoci nei guai …

CARONNA
Mi dispiace …

DOTTOR SCIACQUONE
L’Italia di una volta era molto più vivibile (Ispirato) Si era in pieno boom economico. Le cucine erano di fòrmica, con il frigorifero e  c’era il televisore in salotto. Nel tinello trionfava ancora la vecchia radio a valvole.  Il mondo della musica era fatto di gente in giacca e cravatta, con lenti dalla montatura pesante …

SEGRETARIA
Il Direttore ama la musica …

DOTTOT SCIACQUONE
(Si alza e comincia a girare a passi lenti intorno alla scrivania) … un tizio, tale Enrico Sbriccoli, era partito dalla natia Camerino approdando a Roma per studiare. Ma gli piaceva la musica e suonava il jazz con un gruppo di amici. Diventato un cantante professionista, decise di cambiare anche nome: Jimmy in omaggio al sassofonista Jimmy Giuffre – di cui è ammiratore – e Fontana, scegliendo a caso dall’elenco telefonico. Almeno, così si diceva. La voce era buona. In quegli anni andava la voce maschile, stentorea. E quella voce entrò in tutte le case:

No, stanotte amore/ Non ho più pensato ha te/ Ho aperto gli occhi/ Per guardare intorno a me/ E intorno a me/ Girava il mondo come sempre.

Durante il suo monologo Caronna tenta di avvicinarsi alla sedia, indicandola con un cenno a cui non fa seguito l’invito. L’impresario ci si appoggia con un braccio, infervorato dal suo stesso discorso. Poi prende la sedia, la sposta davanti alla scrivania poggiandoci un piede sopra e cominciando a cantare.

CARONNA
Senta, Direttore, non per interromperla, ma avrei una certa fretta …

L’impresario a questo punto fa cenno a Caronna di sedersi. Caronna va a recuperare la sedia che si trova spostata rispetto alla scrivania, la riposiziona e ci si siede.

DOTTOR SCIACQUONE
Quella voce ebbe successo.  La canzone si intitolava «Il mondo», era del 1965. Il testo era di Gianni Meccia, la musica scritta in collaborazione con Carlo Pes e l’arrangiamento curato da Ennio Morricone. (Riprende a cantare, muovendosi sul palco a tempo e agitando le braccia. Finisce la strofa sfiorando il naso della Segretaria con un dito con fare civettuolo e seduttivo).
Gira, il mondo gira/ Nello spazio senza fine/ Con gli amori appena nati/ Con gli amori già finiti/ Con la gioia e col dolore/ Della gente come me.
(Ritorna dietro alla scrivania senza sedersi, ma appoggiandosi con le mani sulla scrivania a braccia tese e sporgendosi in avanti verso Caronna) Fontana era famoso anche per un altro successo: «Che sarà». Scritta nel 1971 con Italo «Lilli» Greco, Carlo Pes e Franco Migliacci. Dopo varie traversie la canzone venne presentata a Sanremo (fu cantata dai Ricchi e Poveri) e si classificò al secondo posto, ma schizzò subito al primo posto nelle vendite e si rivelò una delle canzoni italiane più famose, riprodotte ed eseguite nel mondo. Poi le cose cambiarono … (esce di nuovo da dietro la scrivania)

CARONNA
(Tenta di alzarsi, ma viene rimesso giù dall’impresario con un gesto imperioso) Se vuole, posso tornare un’altra volta …

DOTTOR SCIACQUONE
(Rimane accanto a Caronna con una mano sulla spalla del capocomico) … un certo tipo di canzone all’italiana non funzionava più. Meglio tornare in provincia, a Camerino e magari aprire un bar, come un ciclista in pensione. Ma la nostalgia era tanta. Il mondo non si fermava mai un momento. E nemmeno l’Italia, che era diventata  un’altra cosa negli anni Settanta.

Il mondo/ Non si è fermato mai un momento/ La notte insegue sempre il giorno/ Ed il giorno verrà.

Lascia Caronna cantando e termina di nuovo la strofa con un buffetto alla Segretaria

CARONNA
(Tentando di interromperlo) Ero venuto per dirle …

DOTTOR SCIACQUONE
(Si va finalmente a risedere dietro la scrivania) Jimmy Fontana, appassionato di armi da fuoco, possedeva il porto d’armi e collezionava pistole. Nel 1971 acquistò presso un’armeria di Sanremo una mitraglietta Cz 61 Skorpion che sarà ritrovata nel 1988 e riconosciuta come arma utilizzata in numerosi attentati, tra cui la strage di Acca Larentia (1978) e l’attentato a Roberto Ruffilli (1988).

CARONNA
(Si alza lentamente, indietreggiando con fare incerto tentando di guadagnare l’uscita, ma ancora indeciso sul da farsi) Posso tranquillamente tornare, la vedo un po’ agitato … e poi, chi è questo Jimmy Fontana? Noi nell’isola di Utopia abbiamo un altro genere di musica …

DOTTOR SCIACQUONE
… il cantante affermò di averla venduta nel 1977 a un poliziotto presso un’armeria di Roma. Il poliziotto confermò di essere stato interessato all’acquisto dell’arma, ma negò che ciò fosse avvenuto … che genere di musica? … I titolari dell’armeria confermarono di aver messo in contatto i due, ma di non sapere se la vendita si fosse poi effettivamente conclusa. Ma ormai di Jimmy Fontana non si parla più, se non sporadicamente. Chi ce l’ha ancora nelle orecchie aveva all’epoca nove-dieci anni. Quel ragazzino è cresciuto. Ama un altro genere di musica e non si ricorda più della cucina in fòrmica. Ma quella spensieratezza gli manca.

Stanotte amore non ho più pensato a te/ Stanotte amore non ho più pensato a te/ Stanotte amore non ho più pensato a te/ Pensato a te.

Sciacquone gira su se stesso sulla sedia girevole.

CARONNA
Posso, scusi, devo scappare …

DOTTOR SCIACQUONE
(Si ferma come in seguito ad un ricordo improvviso) Cosa voleva dirmi? … Che genere di musica avete voi nell’Isola di Utopia?

CARONNA
Che … glielo spiego un’altra volta …

La Segretaria fa a Caronna un gesto di rassegnazione e riprende a lavorare sulle sue carte.

DOTTOR SCIACQUONE
Stanotte amore non ho più pensato a te/ Stanotte amore non ho più pensato a te/ Stanotte amore non ho più pensato a te/ Pensato a te.

Caronna si accinge a uscire dalla stanza, con un misurato gesto di stizza.

CARONNA
Ci vediamo, devo andare …

SEGRETARIA
(Alza la testa, rivolta verso Caronna) Ma non se ne vada, signor Caronna.

CARONNA
Perché?

DOTTOR SCIACQUONE
Ma dove va? Avrei buone notizie per lei: lo spettacolo si potrebbe fare, a meno che …

CARONNA
(Si riavvicina alla scrivania) Ah, che bello!

SEGRETARIA
A meno che … ?

DOTTOR SCIACQUONE
Non ci neghi il permesso la Questura …

SEGRETARIA
Oddio, la Questura!

DOTTOR SCIACQUONE
Ma mi faccia esercitare le mie doti diplomatiche, poi vedremo …

CARONNA
Va bene, grazie infinite!

Caronna fa cenno di voler stringere la mano al Dottor Sciacquone, che lo ignora. Caronna esce da sinistra, le luci su Sciacquone si spengono e si riaccendono le luci sulla sala d’attesa.


SCENA IV

Caronna, Pulcinella, Giangurgolo, Masca, Fitna e Vilna, Cucibocca, Inserviente, Fattorino

Pulcinella, Giangurgolo e il Cucibocca sono seduti al centro della scena quando si accendono le luci. Giangurgolo si alza con il giornale aperto. Si alzano anche Pulcinella e il Cucibocca.

GIANGURGOLO
Guardate che notizia ho trovato su questo giornale, “L’Ordine”. (Sfoglia il giornale per trovare la pagina) L’arcivescovo di una città del nord ha raddoppiato il numero degli esorcisti nella diocesi: da 6 sono passati a 12. E in Curia è stato creato un centralino per rispondere a chi chiede e cerca un esorcista. Il centralino ha lo scopo di rispondere a “un’esigenza raddoppiata”. Intanto i 12 esorcisti hanno già segnalato giorni, luogo e orari in cui sono disponibili al pubblico. “Il ministero fondamentale degli esorcisti – ha spiegato un monsignor in un’intervista – è quello dell’ascolto e della consolazione, perché arrivano persone disfatte che maledicono il prossimo …

Le tre signore parlano da sedute, sporgendosi verso Giangurgolo.

MASCA
Non ci posso credere …

FITNA
Incredibile!

VILNA
Ma è vera, questa notizia, o ci stai prendendo in giro?

Colombina e il Fattorino rientrano da sinistra.

GIANGURGOLO
Verissima (continua a leggere) … vanno accolti tutti con grande serenità e non bisogna smarrirsi di fronte alle parole che sentono, perché il Signore è sempre più forte del demonio (Pausa) …

Durante la pausa di Giangurgolo il Fattorino si avvicina con fare seduttivo a Colombina. Pulcinella lo respinge.

… Però i fenomeni davvero diabolici, almeno secondo la mia esperienza, sono molto rari”. Molto più frequenti, invece, altri casi. Per esempio l’inganno da parte di personaggi senza scrupoli: “Chiedo sempre se prima di rivolgersi a un esorcista sono stati da maghi, che magari hanno spillato soldi, – ha spiegato ancora il monsignore”. Altre volte il problema può essere affrontato da un bravo medico: (Pausa) …

Il fattorino tenta di sollevare il panno che ricopre un vecchio televisore in un angolo, il Cucibocca lo dissuade.

… “Chiedo anche se sono andati da specialisti, perché talvolta si tratta di fenomeni mentali, psichici e psichiatrici”. E poi ci sono i genitori preoccupati: “Chiamano dicendo che il figlio non va più a scuola, si droga, è ribelle… In realtà non c’è il demonio, è che a 18 anni i giovani non vogliono più imposizioni. Poi, se il demonio è davvero presente, il Vangelo ci dice come si è comportato Gesù: pregando, digiunando e amando” …

Il fattorino tenta allora di riavvicinarsi a Colombina, ma desiste in seguito a un’occhiataccia di Pulcinella. Intanto rientra l’inserviente da sinistra e si avvicina al televisore, tentando di scoprirlo. Il Cucibocca lo dissuade.

INSERVIENTE
(Rivolgendosi a Pulcinella) Quindi, voi siete quelli dello spettacolo… di che parla? … ho una certa curiosità per le cose folli …

Fattorino, Inserviente, Colombina e il Cucibocca ascoltano Pulcinella rimanendo vicino al televisore.

PULCINELLA
Metteremo in scena una riduzione de L’Utopia, un romanzo di Tommaso Moro (Thomas More) pubblicato in latino aulico nel 1516, in cui è descritto il percorso immaginario di un personaggio, Raffaele Itlodeo (Raphael Hythlodaeus nell’originale), in un’isola-regno di finzione, abitata da una società ideale.

INSERVIENTE
Era scritto in latino? E voi lo reciterete in latino?

PULCINELLA
Ma no, lo abbiamo adattato al linguaggio moderno. Il titolo latino del libro era: Libellus vere aureus, nec minus salutaris quam festivus de optimo rei publicae statu, deque nova insula Utopia.

INSERVIENTE
Insula? Isola?

COLOMBINA
(Quando comincia la battuta si sposta in avanti verso il proscenio, rimanendo sulla sinistra) Sì, isola, un’isola ideale. L’opera narra di un’isola ideale (l’ottimo luogo), pur sottolineando il fatto che esso non possa essere realizzato concretamente (nessun luogo). L’autore ha coniato nomi di sua invenzione per accentuare l’idea dell’irrealizzabilità di Utopia: Itlodeo (raccontatore di bugie) per il protagonista; Ademo (senza popolo) per il governante di Utopia; Amauroto (città nascosta) per la capitale; Anidro (senz’acqua) per il fiume di Utopia.

FATTORINO
(Si gira verso Colombina e fa la sua battuta estasiato, abbracciandola e girandole intorno) Come parli bene! … Come sei bella!

Il Cucibocca allarga le braccia commentando silenziosamente la battuta del Fattorino, poi si sposta attraversando la scena e dirigendosi a destra, mettendosi dietro la panca delle tre signore.

GIANGURGOLO
Ci mancava solo il fattorino innamorato di Colombina …

PULCINELLA
(Sospirando) In molti sono innamorati di Colombina!

INSERVIENTE
E voi vorreste realizzare un’opera che parla di queste cose?

PULCINELLA
Noi sappiamo che esiste Utopia, noi veniamo da quell’isola, siete voi che non la vedete …

INSERVIENTE
Ma voi siete personaggi di fantasia, opera di finzione, Utopia esiste solo nell’Immaginario, in un mondo alla rovescia … com’è quest’isola, voi metterete in scena l’isola?

PULCINELLA
Sì, abbiamo creato una nostra trama per rappresentare un’azione in quest’isola, qualcosa di fiabesco, a metà strada tra il “Sogno di una notte di mezza estate” e il “Flauto magico”. Ricreeremo la nostra isola in paesaggio di sogni e di stelle.

INSERVIENTE
L’idea è suggestiva, poi bisogna vedere la realizzazione …

PULCINELLA
Utopia è divisa in 54 città, con capitale Amauroto. Utopia è riuscita a risolvere i suoi contrasti sociali, grazie ad un innovativo sistema di organizzazione politica.

Le tre signore si alzano una alla volta e si avvicinano pronunciando la battuta a Pulcinella e Giangurgolo al centro della scena.

MASCA
La proprietà privata è abolita.

FITNA
I beni sono in comune.

VILNA
Il commercio è pressoché inutile

Le tre signore si spostano verso la televisione scansando l’inserviente e rassettando il telo che la ricopre. L’Inserviente si avvicina a Pulcinella e Giangurgolo al centro della scena.

GIANGURGOLO
Tutto il popolo è impegnato a lavorare la terra circa sei ore al giorno, fornendo all’isola tutti i beni necessari.

PULCINELLA
Il resto del tempo deve essere dedicato allo studio e al riposo.

COLOMBINA
In questo modo, la comunità di Utopia, può sviluppare la propria cultura e vivere in maniera pacifica e tranquilla.

FATTORINO
Che belle parole!

INSERVIENTE
Una comunità beata, da finzione, da maschere illuse … qui, noi siamo tutti precari e voi pensate all’utopia …

GIANGURGOLO
In che senso, precari?

INSERVIENTE
Prendi il mio caso, ho una laurea in ingegneria informatica e sono costretto a fare l’inserviente! (esce da sinistra scuotendo la testa sconsolato)

COLOMBINA
Oh, poverino! Ma, ora che ci penso, fai lo stesso lavoro che facevo io …

FATTORINO
Bella, bella!

Il Fattorino e Colombina escono da destra attraversando la scena e tenendosi sotto braccio. Il Cucibocca li guarda sospettosi e li segue uscendo da destra.

PULCINELLA
Che ingiustizia! Noi sull’isola di Utopia diamo il giusto merito a chi ha studiato e qui voi fate fare gli inservienti a degli ingegneri informatici … Io so cos’è la fame e … e… e…

MASCA
Farebbe bene a Pulcinella qui, un po’ di esorcismo …

PULCINELLA
Ah, ah, ah … che vorresti dire?

MASCA
Sei troppo utopista!

FITNA
Sei troppo ardente!

VILNA
E ti passerebbe la smania di andare dietro le ragazze.

Masca Fitna e Vilna escono una dopo l’altra da sinistra pronunciando le rispettive battute.

PULCINELLA
Ardore per l’universo femminile … E che male c’è?

Terminata la battuta, Pulcinella e Giangurgolo si siedono sulla panca a destra, precedentemente occupata dalle tre signore. Si sente gridare da dentro l’ufficio

DOTTOR SCIACQUONE
Caronna!

Si spengono le luci davanti e si riaccendono sul Dottor Sciacquone. Caronna rientra da sinistra trafelato.

CARONNA
(Riponde al grido e si accinge ad entrare) Sì, vengo!

 


SCENA V

Dottor Sciacquone, Caronna, Segretaria

CARONNA
Mi chiamava, Direttore?

DOTTOR SCIACQUONE
Venga, si accomodi … voi ce l’avete l’agibilità Enpals?

SEGRETARIA
L’agibilità Enpals …

CARONNA
Cosa?

DOTTOR SCIACQUONE
L’agibilità … ma vedo che non sa nemmeno cosa sia … in Italia lo spettacolo è gravato da mille pratiche … voi venite da un altro mondo e non sapete nemmeno cosa sia un’agibilità Enpals … non c’è bisogno dell’agibilità Enpals sull’isola di Utopia?

CARONNA
Credo di no. Lì gli spettacoli sono finanziati dalla collettività e gli attori sono persone normali, non attori professionisti. Non c’è bisogno di burocrazia su Utopia!

SEGRETARIA
Ma ci sono le segretarie su Utopia?

DOTTOR SCIACQUONE
Beati voi!

CARONNA
Cosa voleva dirmi, Direttore?

SEGRETARIA
(Ammiccando a Caronna) Il Direttore è molto occupato, è una persona importante …

CARONNA
Lei è da molto che lavora per lui?

SEGRETARIA
Non molto. Sono laureata in economia con un Master a Londra, ma mi devo accontentare di questo …

CARONNA
Wow, un Master a Londra! E fa la segretaria?

SEGRETARIA
E mi va anche bene, i miei colleghi di laurea sono a spasso, questo è diventato un paese di precari. Siamo tutti laureati ma tutti sottopagati. Un mio amico, con due lauree, fa l’infermiere di secondo livello in ospedale … è il mio ragazzo, diciamo …

CARONNA
Tempi strani, questi …

Squilla il telefono dell’ufficio

DOTTOR SCIACQUONE
(Risponde al telefono) … in Italia quando si parla di certi argomenti o lo si fa con malcelata pruderie  o si frana nel pecoreccio più sublime. (Rivolgendosi a Caronna) Roba tipica di paesi super-repressi, di antica dimestichezza col diavolo. (Di nuovo al telefono) … puoi finanziare quel film, di certi film sono memorabili perfino i manifesti, con coscione esibite in falsa prospettiva. Le regine incontrastate del trash cult movie diventano protagoniste indiscusse della commedia sexy all’italiana, un sequenza fulminante di donne accanitamente adultere, mariti ingannati e stupidi, frati fornicatori, tutti preferibilmente sboccati e nudi. (Rivolgendosi a Caronna ) Comicità pecoreccia e tette al vento. (Di nuovo al telefono) Hai presente quella maliziosa espressione del viso che bisogna esibire  per allettare l’erotismo molto adolescenziale di chi guarda attraverso il buco di una serratura e non riesce ad elevare questa cinematografia a un gradino almeno di una tacca più in alto sul tappeto di salaci allusioni e grossolane turpitudini delle battute degli attori … questo dovresti evitare al tuo regista, dovresti consigliargli di essere più fintamente colto, stile Tinto Brass (Rivolgendosi a Caronna) Senta, Caronna, torni un’altra volta, ora sono impegnato a risolvere un problema di attrici …

CARONNA
Va bene, Direttore!

Caronna tenta nuovamente di stringere la mano al Dottor Sciacquone che lo ignora. Stringe allora la mano della Segretaria.
Caronna esce da sinistra. Si spengono le luci sull’impresario e si riaccendono sulla scena.


SCENA VI

Caronna, Pulcinella, Giangurgolo, Masca, Fitna e Vilna, Fattorino

Giangurgolo è ancora seduto sulla panca con Pulcinella quando si accende la luce. Si alza leggendo di nuovo il giornale.

GIANGURGOLO
Guardate cosa ho trovato qui.

Rientrano una alla volta le tre signore da sinistra dicendo le rispettive battute.

MASCA
Un’altra delle sue notizie.

FITNA
Che notizia è, questa volta?

VILNA
La curiosità incalza …

Mentre Giangurgolo parla le tre signore attraversano la scena dirigendosi verso la panca. Si siedono una alla volta spintonando Pulcinella verso destra fino ad estrometterlo dalla panca.

GIANGURGOLO
Gli inquirenti di una città del centro Italia stavano intercettando un assessore regionale nell’ambito di un’inchiesta su certe tangenti a piccoli operatori culturali, quando hanno sentito che questi chiedeva certe cose alla sua segretaria. Dopo aver raggiunto la giovane donna  per notificarle un ordine d’arresto, gli agenti hanno notato  dei foglietti strappati e buttati nel cestino. Era la stesura di un contratto. I pezzi del foglietto sono stati debitamente ricomposti e il quadro che ne è uscito non era proprio edificante. La stessa segretaria ha confermato di aver sottoscritto un contratto in cui si prevedeva la concessione di favori sessuali all’assessore.

MASCA
Oh santo cielo!

GIANGURGOLO
Il politico l’ha assunta come segretaria in cambio di una certa disponibilità da parte della ragazza. L’assessore ora dovrà rispondere anche di peculato perché come è scritto nelle carte dell’inchiesta avrebbe “utilizzato con la segretaria la macchina della Regione per viaggi privati dissimulando le finalità esclusivamente personali dietro la finalità istituzionale”. C’è da chiedersi: a chi si sarebbe appellato l’assessore se la signora si fosse sottratta all’obbligo contrattuale? Perché la donna ha stracciato l’originale del contratto? L’ha fatto su ispirazione dell’assessore? A queste domande dovranno dare una risposta gli inquirenti.

MASCA
Ma secondo voi, c’è una limite all’indecenza?

FITNA
Quest’assessore l’ha superato abbondantemente …

VILNA
Secondo me, la ragazza non ce la conta giusta … nessuno può firmare un contratto del genere …

PULCINELLA
(Rivolgendosi a Caronna) Ma insomma, il Direttore lo firma questo contratto per farci fare lo spettacolo oppure no?

CARONNA
Lui dice di sì, ma poi parla e straparla, di cantanti, di attrici, di calcio. E’ un gran parlatore ma io non lo seguo, con capisco cosa dice …

GIANGURGOLO
E’ il mondo dei terreni, si occupano solo di cose futili …

CARONNA
E tu che ne sai?

GIANGURGOLO
Lo leggo sui loro giornali?

CARONNA
E cosa leggi?

GIANGURGOLO
Le notizie del mondo.

CARONNA
E come sono?

GIANGURGOLO
Squallide!

Il fattorino rientra da destra con un altro pacco. Intanto Pulcinella e Caronna escono da sinistra.

FATTORINO
Avreste dovuto rappresentare la Favola delle api di Mendeville, non L’Utopia di Tommaso Moro …

GIANGURGOLO
Ma questo chi è? … La favola delle api … Che ne sai tu della Favola delle api …

FATTORINO
Ehi, bello, sveglia! Ho una laurea in filosofia …

GIANGURGOLO
E tu, con la laurea in filosofia fai il fattorino?

FATTORINO
E mi è andata anche bene … noi siamo una generazione di friggitori di patatine … volevamo realizzare l’utopia e ora lavoriamo tutti al McDonald’ …

GIANGURGOLO
Anche voi, l’utopia?

FATTORINO
Eh, appunto, meglio La favola delle api! Questo è un poemetto satirico dell’olandese Bernard de Mandeville. Composto nel 1705, fu pubblicata anonima nel 1705 con il titolo The Grumbling Hive, or Knaves Turn’d Honest (L’alveare scontento, ovvero i Furfanti resi onesti), nel 1714 l’operetta fu ristampata, con l’aggiunta del sottotitolo Vizi privati e pubbliche virtù  e infine nel 1723 con il titolo Fable of the Bees: or, Private Vices, Publick Benefits (La favola delle api: ovvero vizi privati, pubbliche virtù).

GIANGURGOLO
Lo conosco appena … la maschere sono ignoranti, dal limitato titolo di studio, non come voi …

FATTORINO
E invece dovresti conoscerla. E’ un’opera molto istruttiva …

GIANGURGOLO
Anch’essa parla di una particolare società …

FATTORINO
Sì, ma in modo contrario a come lo fa Tommaso Moro riferendosi all’isola di Utopia. Se vi era qualche valente generale che metteva in rotta i nemici, si trovava qualche persona che, corrotta con dei regali, favoriva la loro ritirata. Vi erano pure dei guerrieri che affrontavano il pericolo comparendo sempre nei punti piú esposti. Prima perdevano una gamba, quindi un braccio, infine, quando tutte queste mutilazioni li avevano resi non piú in grado di servire, li si congedava vergognosamente a mezza paga; mentre altri, che piú prudentemente non andavano mai all’attacco, ricavavano la doppia paga, per restare tranquillamente tra di loro.

GIANGURGOLO
Non mi piace questa società …

FATTORINO
Dovresti conoscerla meglio. I loro re erano ingannati dai loro ministri, che saccheggiavano impunemente il tesoro che s’industriavano ad arricchire. Il loro unico talento consisteva nello spendere abbondantemente, anche se i loro stipendi non lo consentivano. Si vantavano però di essere molto modesti. Il popolo definiva queste pratiche: “malversazioni” ma i ministri li chiamavano “emolumenti”. Essi assomigliavano ai nostri giocatori, i quali, per quanto siano stati fortunati al gioco, non diranno tuttavia mai in presenza dei perdenti tutto quello che hanno guadagnato.

GIANGURGOLO
Non vedo cosa ci sia di bello ed edificante in queste pratiche …

FATTORINO
In questo alveare si commettevano frodi di tutti i generi. Colui che acquistava del letame per ingrassare il suo prato, lo trovava falsificato per un quarto con pietre e cemento inutili; e per giunta qualsiasi poveretto non avrebbe avuto la facilità di brontolare di ciò, perché a sua volta imbrogliava mescolando al suo burro una metà di sale.

GIANGURGOLO
Mi disgusta … (esce da sinistra stizzito).

FATTORINO
La giustizia stessa era troppo incline  alla seduzione del brillante splendore dell’oro. Corrotta dai doni, essa aveva troppo spesso fatto pendere la bilancia che teneva nella sua mano sinistra. Si riteneva comunemente che la spada che essa portava non colpiva se non le api che erano povere e senza risorse; e che anche questa dea faceva appendere all’albero maledetto delle persone che, oppresse dalla fatale necessità, avevano commesso dei crimini che non peritavano affatto un tale trattamento. Con questa ingiusta severità, si cercava di mettere al sicuro il potente e il ricco.

CARONNA
(Rientra da sinistra, attraversa la scena pensieroso e si situa accanto alle tre signore). Umiliante!

MASCA
Che squallore!

FITNA
Che tristezza!

VILNA
Non si può vivere così ..

FATTORINO
Oh, sì che si può … noi non facciamo altro che vivere così … bè, ora vado, vi lascio alle vostre farneticazioni … (esce da sinistra).

Da dentro l’ufficio del Direttore

DOTTOR SCIACQUONE
Caronna!

All’urlo dell’impresario le tre signore si alzano di scatto ed escono da destra. Si spengono le luci davanti e si riaccendono quelle di dietro mentre Caronna alza gli occhi al cielo e si avvia verso la scrivania.


SCENA VII

Caronna, Dottor Sciacquone, Segretaria

CARONNA
(Bussa alla porta del Dottor Sciacquone) E’ permesso, si può?

DOTTOR SCIACQUONE
Oh, è lei, Caronna, entri, prego …

SEGRETARIA
Buongiorno, signor Caronna!

CARONNA
Eravamo rimasti fermi sull’approvazione del contratto …

DOTTOR SCIACQUONE
Quale contratto?

CARONNA
L’Utopia.

DOTTOR SCIACQUONE
Ah, sì, ma oggi la mia segretaria è molto impegnata, torni domani …

SEGRETARIA
Non più del solito.

CARONNA
Come vuole, Direttore …

DOTTOR SCIACQUONE
E poi oggi ho un diavolo per capello …

SEGRETARIA
Il Direttore oggi è molto di malumore …

CARONNA
Cose le succede, Direttore?

SEGRETARIA
Ha perso la sua squadra di calcio

CARONNA
Non mi intendo di calcio

SEGRETARIA
Il Direttore invece è un grande appassionato di questo sport …

CARONNA
Senta, io dovrei andare …

SEGRETARIA
Un attimo, signor Caronna!

DOTTOR SCIACQUONE
Ma senta, Caronna, domani potete cominciare le prove, al diavolo le formalità, firmeremo il contratto nella tarda mattinata …

SEGRETARIA
Ha visto, lei è troppo depresso, signor Caronna!

CARONNA
(Si illumina) Grazie, Direttore, grazie infinite …

Caronna esce da sinistra. Si riaccendono le luci.


SCENA VIII

Pulcinella, Giangurgolo, Masca, Fitna e Vilna, Fattorino, Tommaso Senno

I personaggi citati entrano in scena parlando sottovoce tra di loro. Pulcinella e Giangurgolo da sinistra e le tre signore da destra. All’improvviso irrompe da destra Tommaso Senno che si porta al centro della scena.

TOMMASO SENNO
(Entra nell’anticamera con l’aria di voler dare un cazzotto a qualcuno). Questa volta dobbiamo colpire duro!

Le maschere gli si fanno intorno, curiose ed eccitate

TOMMASO SENNO
Dobbiamo far parlare i giornali. Dicono che il teatro è morto, cazzate! Vedrete … lo spettacolo che metteremo in scena questa volta, si intitola “Krokodil”, sì, avete capito bene, la droga, la micidiale droga che arriva da oriente …

Le tre signore si alzano una dopo l’altra e circondano entusiaste Tommaso Senno. Pulcinella e Giangurgolo restano in disparte sulla sinistra con atteggiamento offeso e risentito.

MASCA
Interessante!

FITNA
Eccitante!

VILNA
Che bello!

PULCINELLA
Scusi, ma lei chi è?

TOMMASO SENNO
Il regista di uno spettacolo che farà discutere …

GIANGURGOLO
E’ qui per chiedere soldi?

TOMMASO SENNO
Soldi? Le prime pagine dei giornali, se quello spilorcio (indicando idealmente il Dottor Sciacquone) si decide a produrmi.

MASCA
Ma fateci sentire di che parla!

FITNA
Sì, mi piace il tema, sembra la trama di una serie televisiva.

VILNA
Non vedo l’orsa di vedere lo spettacolo!

TOMMASO SENNO
(Stupito ed esaltato, insieme, da quell’accoglienza) Gli effetti di Krokodil sono devastanti fin dalle primissime assunzioni: dopo le prime due iniezioni in endovena si crea dipendenza. Al primo contatto con i tessuti interni, li danneggia in modo irreparabile, dissolvendo il tessuto osseo, mentre la pelle si squarcia, con la formazione di grosse piaghe, a volte così spesse da rendere necessaria l’amputazione degli arti.

Le maschere lo guardano allibite

TOMMASO SENNO
La speranza di vita di chi assume Krokodil in modo continuativo è bassissima: da 1 a 3 anni. Solo 1 tossicodipendente su 100 riesce a disintossicarsi. Solo in Russia si stima che 100.000 ragazzi muoiano ogni anno per colpa di Krokodil, su una popolazione di 2,6 milioni di tossicodipendenti. Tutti sono giovanissimi: l’età media è inferiore ai 30 anni, ma ci sono anche 12enni che ne fanno uso.

MASCA
Poverini!

FITNA
Oddio!

VILNA
Che strage!

Nessuno osa fiatare, nessuno osa interrompere Tommaso, che sta descrivendo gli effetti di Krokodil

FATTORINO
Sembra una  grandiosa metafora dei nostri tempi, lo scontro con la Russia, la distruzione dei corpi, l’effetto piaga che richiama tanto il vangelo.

TOMMASO SENNO
La diffusione di Krokodil nell’ex Unione sovietica è facilitato dal fatto che viene considerato un’alternativa più economica alla eroina. Ma la desomorfina, nome scientifico del principio attivo derivato dalla codeina, è anche molto più potente della morfina: fino a 8-10 volte in più. Inventata nel 1932 negli Stati Uniti, venne subito impiegata come potente analgesico, come la morfina dalla quale appunto deriva.

MASCA
Desomorfina!

FITNA
Codeina!

VILNA
Morfina!

TOMMASO SENNO
(Sempre più esaltato) Krokodil è diventata famosa per produrre gravi danni ai tessuti, flebiti e gangrena …

FATTORINO
Ecco la metafora, la piaga dei nostri tempi, i nostri tempi come una piaga nell’ordine delle cose, noi come una piaga, la piaga come punizione divina.

TOMMASO SENNO
Stiamo andando in gangrena e dobbiamo farlo vedere in uno spettacolo che deve provocare malori, vomito e ricoveri in ospedale. Dobbiamo trasformare il palcoscenico in un gigantesco girone infernale, il girone della droga, della piaga, della malattia. Siamo tutti malati.

Pulcinella e Giangurgolo escono da sinistra disgustati e risentiti.

MASCA
Droga!

FITNA
Piaga!

VILNA
Malattia!

TOMMASO SENNO
Le sostanze oppiacee presenti in Krokodil la rendono devastante. E’ stata chiamata droga del cannibale o degli zombie. Capite ora?

FATTORINO
Si diventa zombies, quello che rischiamo di diventare noi (dice misurando a larghi passi la l’anticamera, poi esce da sinistra camminando come uno zombie).

TOMMASO SENNO
C’è gente che è stata sorpresa a mangiare carne umana dopo aver assunto Krokodil. Putin voleva fare della gioventù russa il palcoscenico del suo successo, ha creato dei mostri.

MASCA
Che orrore!

FITNA
Che sciagura!

VILNA
Che follia!

Le tre signore escono da destra con le mani alzate mentre Caronna rientra da sinistra.

SCENA IX

Dottor Sciacquone, Caronna, Segretaria, Tommaso Senno

Tommaso fermo al centro della scena si gira indicando la scrivania che si illumina sulla sua battuta.

TOMMASO SENNO
(In preda a una vera esaltazione, spalanca la porta del Direttore) Sciacquone!

DOTTOR SCIACQUONE
(Alza la testa dalle carte, stupito). Eh, chi è?

TOMMASO SENNO
Tu mi devi finanziare questo spettacolo

DOTTOR SCIACQUONE
Krokodil? Quella merda tu la chiami spettacolo?

TOMMASO SENNO
Le vuoi le prime pagine dei giornali, il successo, i soldi?

DOTTOR SCIACQUONE
Beh, sì …

TOMMASO SENNO
E allora mi devi finanziare lo spettacolo

CARONNA
(Mesto) Ma veramente ci saremmo anche noi …

TOMMASO SENNO
Qualunque cosa questi pezzenti ti abbiano proposto, molla tutto e finanzia me … noi parliamo della violenza dei nostri giorni … voi di cosa parlate?

CARONNA
… di Utopia …

DOTTOR SCIACQUONE
Beh, a pensarci bene, funziona più la violenza dell’utopia, non le pare, mio caro Caronna?


SCENA X

Dottor Sciacquone, Caronna, Segretaria, Tommaso Senno, Giangurgolo

GIANGURGOLO
(Entra nella stanza del Direttore da sinistra) Ma sapete qual è la novità?

DOTTOR SCIACQUONE
Ma ora si entra anche senza farsi annunciare?

SEGRETARIA
Entra Giangurgolo …

GIANGURGOLO
Caronna, ma hai visto che stanno parlando di noi?

CARONNA
Dove?

GIANGURGOLO
Sul giornale “L’ordine”. Ce ne stanno dicendo di tutti i colori, che siamo dei sovversivi, che siamo peggio degli immigrati: portiamo la peste!

CARONNA
Dai qua, fammi vedere!

DOTTOR SCIACQUONE
Giornali?

GIANGURGOLO
In prima pagina: “L’Utopia dei dannati”

DOTTOR SCIACQUONE
Prima pagina?

GIANGURGOLO
Sì, guardi qui, direttore …

DOTTOR SCIACQUONE
Uhm, uhm, interessante, la cosa!

CARONNA
Direttore, ci dispiace immensamente …

GIANGURGOLO
Cominceranno ad arrivare i giornalisti, ne ha parlato anche la televisione.

DOTTOR SCIACQUONE
Uhm, uhm, tutto ciò è …

CARONNA
Deplorevole, mi creda, non volevamo creare tanto disturbo.

TOMMASO SENNO
Glielo dicevo, direttore, vede …

DOTTOR SCIACQUONE
Uhm, uhm, tutto ciò è ….

CARONNA
Increscioso, posso capirlo …

DOTTOR SCIACQUONE
No, tutto ciò è meraviglioso. Pubblicità, e per di più gratuita, attenzione della stampa. lo scandalo che si annuncia, le file al botteghino … non è importante che si parli male dello spettacolo, l’importante è che se ne parli.

CARONNA
Quindi lo spettacolo si farà!

Entrano tutte le maschere

DOTTOR SCIACQUONE
Ma certo che si farà … Caronna, questo è marketing, non sa lei che si studia anche all’università l’economia dello spettacolo?

Tripudio delle maschere

Tutti escono festosi e giubilanti


ATTO SECONDO

La scena rappresenta un’isola magica, sotto un cielo stellato

SCENA I

Caronna, Pulcinella, Giangurgolo, Colombina, Masca, Fitna e Vilna, Scenografo

Scena del teatro di posa. Gli attori entrano togliendosi le maschere, come un travestimento a rovescio. Caronna, Pulcinella, Giangurgolo e Colombina entrano da sinistra, Masca, Fitna e Vilna da destra.

CARONNA
(Si pone al centro della scena, circondato dalle altre maschere). Allora, vediamo di fare le cose per bene, cominciamo a disporci … Prima di tutto, togliamoci le maschere, state per cominciare a recitare …

SCENOGRAFO
(Entra da destra, percorrendo a larghi passi la scena, seguito da Pulcinella, agitandosi e percorrendo a larghi passi la scena) Dobbiamo fare in modo di illuminare tante lucine sotto la volta celeste …

PULCINELLA
Certo.

MASCA
Maestro, è un momento bellissimo!

FITNA
Emozionante!

VILNA
Stupendo!

Lo Scenografo continua a percorrere la scena, seguito da Pulcinella, prendendo misure e valutando gli spazi.

SCENOGRAFO
La scena rappresenta un’isola, potremmo ispirarci a Calibano, vedere come è stata rappresentata l’isola nella Tempesta di Shakespeare …

PULCINELLA
Ah, sì … provo a vedere su Internet …

SCENOGRAFO
Questi giovani moderni, subito ricorrono a Internet, devi andare in biblioteca …

PULCINELLA
Ehm, sì… ma quale biblioteca?

SCENOGRAFO
Oh, signore!

CARONNA
Dovremo restituire Utopia alla sua realtà, estraendola dal pozzo senza fondo delle fantasticherie umane.

MASCA
Che bello!

FITNA
Mi viene da piangere!

VILNA
Anche a me!

SCENOGRAFO
Poi certo, bisogna mettere la prua di una nave che affonda …

PULCINELLA
Vado in biblioteca?

SCENOGRAFO
No, vedi su Internet …

CARONNA
Il nostro compito è sommamente lodevole e il futuro ci guarda dall’alto delle sue imprevedibili possibilità … raccontare la storia di Utopia …

MASCA
La nostra patria!

FITNA
Adorata patria!

VILNA
Patria nostra!

CARONNA
Riconciliarci con il nostro effimero passato, incarnandolo in un reale presente.


SCENA II

Caronna, Dottor Sciacquone, Segretaria, Pulcinella, Giangurgolo, Masca, Fitna e Vilna, Scenografo.

Entra il Dottor Sciacquone da destra, seguito dalla Segretaria.

DOTTOR SCIACQUONE
Ma che bella combriccola! Vedo che vi divertite …

SEGRETARIA
Buongiorno, signori!

CARONNA
Oh, il Direttore!

MASCA
Il Direttore!

FITNA
Il Direttore!

VILNA
L’esimio Direttore!

CARONNA
A che cosa dobbiamo questa visita?

DOTTOR SCIACQUONE
Volevo vedere come vi eravate sistemati … e poi me la spiegherete questa vostra fissazione per Utopia …

CARONNA
Ma noi veniamo da Utopia, dalla terra in cui non c’è proprietà privata, dalla società perfetta …

DOTTOR SCIACQUONE
Non esistono società perfette, solo nella vostra immaginazione.

SEGRETARIA
Forse no, è vero!

CARONNA
Nella “vostra” immaginazione, per noi è realtà …

DOTTOR SCIACQUONE
Ma quale realtà! E’ il denaro il motore della storia, o meglio: il desiderio di denaro.

SEGRETARIA
Purtroppo sì …

DOTTOR SCIACQUONE
E’ il “desiderio” il motore degli eventi, quella motivazione di fondo che fa sopportare tutte le avversità …

CARONNA
Direttore …

MASCA
Direttore!

FITNA
Direttore!

VILNA
Direttore, non dica così, è la fine del nostro sogno!

DOTTOR SCIACQUONE
“Sogno”, appunto!

Il Dottor Sciacquone  e la Segretaria escono da destra.


SCENA III

Caronna, Scenografo, Pulcinella, Giangurgolo, Colombina, Masca, Fitna e Vilna

Pulcinella, Giangurgolo e Colombina gironzolano per la scena incuriositi dalla novità della scenografia.

MASCA
Maestro, mi sto accorgendo di non ricordare più molto bene la mia parte.

FITNA
Anche io ho qualche difficoltà.

VILNA
Strano, anch’io.

MASCA
Perché non ci fa un bel riassunto di tutta la trama?

CARONNA
Va bene. Da dove cominciamo?

MASCA
Dall’inizio.

SCENOGRAFO
(Scende in platea appoggiandosi al proscenio e in quella posizione dà indicazione agli attori sul movimento). Sì, ma bisogna cominciare a disporci, se no qui non si capisce niente! Voi tre, più a destra, debbo controllare  una cosa! Tirate lo stangone giù dalla graticcia … dov’è il macchinista che controlla le funi? …

MASCA – FITNA – VILNA
(Si spostano più a destra). Ci disponiamo qui?

SCENOGRAFO
Ecco, così va meglio.

CARONNA
Tommaso Moro ad Anversa era amico di Pietro Gilles, un giovane anversese. Un giorno, dopo la messa, Pietro gli presentò Raffaele Itlodeo, originario del Portogallo, il quale aveva deciso di lasciare la propria patria per unirsi ad Amerigo Vespucci durante i suoi quattro viaggi nelle Americhe.

SCENOGRAFO
(Rivolgendosi alle tre signore) Non lì, più a sinistra …

Le tre signore si spostano più a sinistra.

MASCA – FITNA – VILNA
Pensavamo …

Colombina si va a sedere sul proscenio a sinistra della scena, con le gambe penzoloni.

CARONNA
… subito dopo essersi presentati, i tre amici si diressero a casa di Moro, dove iniziarono una lunga conversazione, in cui Raffaele raccontò della sua decisione di non tornare in Europa dopo l’ultimo viaggio di Vespucci, e dei molti popoli con cui era venuto a contatto.

SCENOGRAFO
(Rivolgendosi alle tre signore) Non lì, più in fondo …

MASCA – FITNA – VILNA
In fondo, dove? … (Si spostano più verso il fondo, scontrandosi tra loro indecise su quale posizione occupare).

CARONNA
… in particolare era rimasto colpito dagli usi e dalle istituzioni degli abitanti di Utopia, un’isola in cui si era stabilito per lungo tempo con alcuni compagni di viaggio.

MASCA
Sì, questo ce lo ricordiamo, ma che succede dopo?

Pulcinella dà un colpetto sulla nuca di Giangurgolo che reagisce inseguendolo. Pulcinella scende giù in platea seguito da Giangurgolo e passando davanti allo Scenografo. Pulcinella e Giangurgolo fanno il giro di tutta la platea.

SCENOGRAFO
Senta, Caronna, così non si può lavorare, non faremo in tempo per la prima.

CARONNA
Sia paziente, signor Scenografo, non siamo tanto abituati a “recitare”, tendiamo a comportarci come se fossimo a casa nostra.

SCENOGRAFO
Sì, ma non mi dovete rovinare la scena …

CARONNA
Raffaele Itlodeo viene accusato di aver mentito e di essersi inventato tutto, la storia dell’isola di Utopia e dei suoi abitanti e subisce un processo per aver turbato gli animi della società europea, afflitta da gravi problemi sociali, mettendola a confronto con quella di Utopia …

FITNA
A questo punto subentriamo noi, che siamo state le sue tre donne e siamo state testimoni dei suoi racconti …

CARONNA
Sì …

VILNA
Ma ci contraddiciamo e non forniamo una versione unanime della sua storia. Veniamo chiamate a un confronto diretto con Raffaele Itlodeo e subiamo una serie di domande sulle istituzioni e i luoghi di Utopia. Dai nostri racconti emergono ben tre storie diverse di Utopia …

CARONNA
Già …

MASCA
Sorge allora la domanda tra i giurati e i testimoni: ma Utopia esiste davvero, o è il parto della fantasia di Raffaele Itlodeo? In fondo, costui è stato un giramondo, un marinaio, un emarginato della società …

SCENOGRAFO
Vi avevo detto di spostarvi più indietro … (si gira verso Giangurgolo e Pulcinella che stanno ancora in platea, richiamandoli all’ordine). Ma che fa quello, chi è, Pulcinella?


SCENA IV

Scenografo, Caronna, Pulcinella, Giangurgolo, Colombina, Masca, Fitna e Vilna

Pulcinella si stacca dal gruppo e comincia ad evocare il suo “sogno”

CARONNA
Sì, però ora basta con la trama, cominciamo a provare veramente (fa segno a Pulcinella e Giangurgolo di risalire sul palco). Pulcinella, attacca il monologo iniziale … te lo ricordi, vero?

Pulcinella risale sul palco, passando vicino a Colombina e accarezzandole il volto, passa in mezzo alle tre signore, che stizzite si vanno a sedere su tre cubotti sulla sinistra della scena. Caronna si sposta sulla destra della scena, lasciando lo spazio a Pulcinella.

PULCINELLA
Ovvio, Caronna, per chi mi prendi?

CARONNA
E allora vai!

Pulcinella occupa il centro della scena. Intanto risale anche Giangurgolo che si posizione accanto a Caronna.

PULCINELLA
Quella notte il mare era ossessionato da se stesso, nella disperata lotta per superarsi e quella notte comincia la mia storia di naufrago. Caduto dalla nave, riesco ad aggrapparmi a una zattera ma intorno a me i miei compagni non sono così fortunati e annegano uno dopo l’altro, sotto i miei occhi, risucchiati dai gorghi. Resto solo nei flutti, fino a veder apparire le prime luci del giorno, che mi procurano nuove sventure. Il sole implacabile mi cuoce la pelle, la fame irosa mi stringe le interiora …

CARONNA
Va bene, Pulcinella, ma devi parlare più lentamente …

PULCINELLA
… cerco nei relitti della nave qualche cosa che possa placare i morsi dei miei bisogni primari. A un certo punto mi imbatto in una cassa di legno che galleggia solitaria in mezzo all’oceano. La rivolto e cerco di aprirla per vederne il contenuto. Contiene libri, bagnati dalle onde. I libri galleggiano all’interno della cassa che a sua volta galleggia.

Lo Scenografo risale in scena, e si aggira per il palco, controllando che tutto sia disposto secondo le sue indicazioni.

CARONNA
Ora va bene, continua così.

PULCINELLA
Posso scorgerne qualche riga e con mia sorpresa mi accorgo che essi parlano dell’isola di Utopia. Il titolo è ben evidente e ben leggibile. Cerco disperatamente di alzarne qualche foglio per preservarlo dalla distruzione e quei fogli mi restituiscono la storia di Utopia. E’ da lì che apprendo della sua esistenza e delle sue caratteristiche. Passo ore a compulsarne i segreti, fino a che i libri affondano uno a uno lasciandomi solo tra i marosi e nella delusione di aver potuto solo scorgere la pallida ombra di un sogno …

MASCA
Oh, che storia meravigliosa!

FITNA
Che bella!

VILNA
“La pallida ombra di un sogno” …

CARONNA
Voi tre, Signore, silenzio per favore …

GIANGURGOLO
(Si avvicina a Pulcinella al centro del palco, ieratico) “L’isola di Utopia nella sua parte di mezzo dov’è più larga si estende per duecento miglia e per gran tratto non si stringe molto, ma poi da ambo i lati si va a poco a poco assottigliando verso due capi che, piegandosi, come tracciati col compasso, per cinquecento miglia di perimetro, danno all’insieme la forma di una luna nuova” …

MASCA
Ma sono le parole di Tommaso Moro!

FITNA
Le sue stesse parole!

VILNA
Proprio quelle!

PULCINELLA
… “le due punte separa per undici miglia, poco più poco meno, un braccio di mare che vi scorre in mezzo, per slargarsi in una immensa distesa, da ogni parte protetta da alture contro i venti e calma più spesso che in furia a mo’ di gran lago formando così di quasi ogni insenatura di quelle terre un porto per il quale passano navigli in ogni senso con gran vantaggio degli abitanti” …

MASCA
Ma che prodigio mirabile!

FITNA
Si apre lo scrigno dei segreti!

VILNA
Si svela l’arcano!

GIANGURGOLO
“L’isola possiede cinquantaquattro città ampie e magnifiche…

Colombina si alza incuriosita dal racconto, rimanendo accanto alle tre signore sedute.

PULCINELLA
“ … quasi tutte uguali per lingua, usanze, istituzioni e leggi; identico è anche il piano di tutte e, per quanto consente la posizione, anche l’aspetto … “

GIANGURGOLO
“ … di queste le più vicine stanno a 24 miglia l’una dall’altra, ma nessuna è tanto isolata che in un giorno da essa non si possa arrivare a piedi a un’altra città”.

COLOMBINA
Ma che succede poi al naufrago?

MASCA
Già.

FITNA
Lo ripescano?

VILNA
Si salva?

PULCINELLA
Sì, il naufrago si salva, ma non si salva la credibilità di Utopia, il racconto di un racconto di un folle …

COLOMBINA
Ma allora, Utopia?

MASCA
Sì, Utopia …

FITNA
Dovremo accontentarci della sua possibilità …

VILNA
Della sua narrabilità …


SCENA V

Scenografo, Caronna, Pulcinella, Giangurgolo, Colombina, Masca, Fitna e Vilna

SCENOGRAFO
(Si porta al centro della scena) Ora che vi siete tolti le maschere qual è il problema più importante che si pone agli attori?

MASCA
L’accento.

FITNA
La postura.

VILNA
Il movimento.

SCENOGRAFO
No, niente di tutto questo: il trucco.

Le tre signore si alzano una dopo l’altra recitando la loro battuta e si avvicinano incuriosite allo Scenografo al centro della scena, seguite anche da Colombina e Pulcinella.

MASCA
Il trucco?

FITNA
Perché il trucco?

VILNA
Che c’entra il trucco?

SCENOGRAFO
La cosa più importante per un attore è il suo viso. Non è tanto importante il costume che indossa, ma proprio il viso. Ora, voi siete delle maschere. Che succede quando mostrate il vostro viso?  Qual è il vostro vero viso?

MASCA
Non ci avevo pensato.

FITNA
E’ vero.

VILNA
Appunto.

CARONNA
Una cosa è dire che è importante, un’altra è dire “che viso abbiamo noi, qual è il nostro vero viso …”, come sottolinea lo scenografo …

Caronna si siede su uno dei tre cubotti sulla destra, riflessivo. Si siede anche Giangurgolo.

SCENOGRAFO
Cominciamo da una conoscenza delle differenze tra i prodotti cosmetici,  è necessario avere una visione panoramica …  Volete una visione panoramica? Eccovi serviti, siete pronti?:
– il fondo liquido, in crema, mat, stick, compatto, in polvere, il panstick, il pancake, crema colorata, cerone in stecche, cerone in stick o in cake;
– la cipria compatta, in polvere, invisibile, compressa a vapore, antilucido;
– il fard in crema, liquido, in gel, in polvere compatta;
– la terra in polvere, compatta;
– gli ombretti in crema, in gel, in polvere, in polvere compressa, in cake, fluido;
– le matite, matitoni, khol e kajal;
– il mascara solido (in tavoletta), cremoso (in tubo), automatico;
– l’eyeliner in cake, liquido, in gel.
Non sto dimenticando i rossetti, stick, in crema, gloss.

MASCA
Che belle cose!

FITNA
Affascinante l’arte del trucco.

VILNA
Voglio fare la truccatrice.

CARONNA
In che cosa consistono, allora, le maschere? Nel viso truccato di un attore o in una maschera preconfezionata; non rappresentano delle realtà alternative tutte e due le cose?

SCENOGRAFO
Per fare un buon lavoro è necessaria un’ampia conoscenza degli strumenti del mestiere:
– bisogna conoscere la tipologia e le funzionalità dei pennelli;
– quelle delle spugne;
– il puff;
– e ovviamente, le stecche e spatole.
Tutto q            uesto va integrato con il posizionamento in scena e soprattutto con la conoscenza degli effetti della luce, artificiale e naturale, e qui l’esperienza dello Scenografo è decisiva …

CARONNA
Si conoscono poche civiltà umane che non abbiano fatto uso di maschere. È come se, per rivelare veramente a noi stessi chi siamo, noi sentissimo la necessità di nasconderci … dietro a una maschera …

SCENOGRAFO
Su cosa agisce il trucco? Sulla pelle. Come prepariamo la pelle? Con che tipo di pelle abbiamo a che fare?: secca, normale, grassa, acneica, asfittica, couperosica.

MASCA
Tu come hai la pelle, Fitna?

FITNA
Pensa alla tua.

VILNA
Ci spiegate che cos’è la pelle couperosica?

Le signore del gruppo si sfiorano le guance, perplesse.

SCENOGRAFO
Il termine “copparosa” in italiano deriva dal latino e vuol dire “rame”. Una pelle couperosica è una pelle sensibile, caratterizzata dalla tendenza a rispondere in modo eccessivo alle normali stimolazioni. Il rossore è dato dalla dilatazione dei vasi sanguigni più piccoli, detti capillari, che all’arrivo di una quantità maggiore di sangue si ingrossano e non come si potrebbe invece pensare dato dalla superficie cutanea più sottile.

MASCA
Copparosa?

FITNA
Ma è latino?

VILNA
Sì, vuol dire rame …

SCENOGRAFO
L’arrossamento in genere si ha quando la pelle viene a contatto con delle sostanze definite sensibilizzanti, oppure dagli sbalzi di temperatura.

MASCA
Il rossore!

FITNA
Io divento spesso rossa …

VILNA
Il rossore è transitorio o permanente?

SCENOGRAFO
Il rossore può essere transitorio o permanente , quest’ultimo viene definito telangectasia.

MASCA- FITNA – VILNA
Come parli difficile!

SCENOGRAFO
Qui entra in gioco l’alimentazione: niente cibi come alcool, caffè, cioccolata, cibi piccanti, e fumo.

MASCA
Che ti dicevo, Fitna?

FITNA
Cosa?

MASCA
Di non mangiare troppo cioccolato.

CARONNA
La pelle non soltanto ricopre, ma svela, gli stati d’animo più profondi, quelli che il teatro mette in scena …

SCENOGRAFO
In caso di telangectasie può essere di aiuto l’assunzione di integratori a base di principi vegetali. I principali sono: i flavonoidi, (ricavati dagli agrumi) o sostanze ricavate dai mirtilli o dal rusco.  Il teatro è trasformazione, metamorfosi, cambiamento … Validi sono anche gli estratti di ippocastano, centella, ginkgo biloba. Molto dannosi sono i raggi solari, bisogna usare una crema protettiva.

MASCA
Tu te la metti la crema schermante per il sole, Fitna?

FITNA
Non so neanche cosa sia, chiedi a Vilna.

VILNA
Cosa?

SCENOGRAFO
La pulizia quotidiana deve essere fatta con latte detergente per pelli sensibili, non bisogna però usare prodotti per la pulizia profonda. Molto efficace è un tonico alla camomilla, hamamelis, mirtillo assolutamente non alcolico. La crema da giorno oltre ad essere molto idratante deve avere un fattore di protezione totale, ancora meglio se contiene anche sostanze calmanti e lenitive e antiossidanti come vitamine E e C …

PULCINELLA
Tutta salute!

ASSITENTE SCENOGRAFO
… la crema da notte, invece, oltre alle sostanze elencate precedentemente, dovrebbe contenere sostanze ad azione nutriente-restitutiva come burro di karité, mandorle dolci, germe di grano, avocado ecc.

MASCA
Burro di karité.

FITNA
Mandorle dolci.

VILNA
Germe di grano.

SCENOGRAFO
Ora bisogna considerare la manipolazione del volto.

CARONNA
Fino a che punto però si può spingere la manipolazione del volto?

PULCINELLA
Voi ne avete bisogno, io no, sono bellissimo, io!

SCENOGRAFO
Utilizzo del chiaro-scuro correttivo. Come trattare il viso: quadrato, rotondo, piatto, magro, lungo. Si può manipolare il viso come uno scultore … La uso per ottenere dei visi triangolari, efficacissimi in certe situazioni.

MASCA
Secondo te, Fitna, io ho un volto quadrato, rotondo o triangolare.

FITNA
Quadrato.

VILNA
No, secondo me triangolare.

SCENOGRAFO
Ma il viso non lo si può prendere in blocco, si debbono considerare delle correzioni parziali naso – mento – fronte, del tipo:
Camouflage delle piccole discromie
Geometria dell’arcata sopraccigliare
– depilazione e/o infoltimento delle sopracciglia
Stesura del fondo di base …

PULCINELLA
Ahahaha, camouflage! Cos’è, si mangia?

SCENOGRAFO
I registi sono molto sensibili al trattamento degli occhi, lo so per esperienza: con il trucco di base degli occhi li si può bordare, allungare, abbassare, alzare, arrotondare …  Tu, per esempio hai gli occhi infossati, tu, sporgenti, tu, incavati, tu, troppo distanti, tu, troppo vicini … tu, Pulcinella, hai occhi da malandrino …

PULCINELLA
Tu invece hai degli occhi bellissimi!

CARONNA
Certe volte mi chiedo se noi siamo maschere perché veniamo da Utopia o siamo utopici perché mascherati …

SCENOGRAFO
Bella questione … E se fossero vere entrambe le cose?

CARONNA
Be’ certo …


SCENA VI

Tommaso Senno, Caronna. Scenografo, Pulcinella, Giangurgolo, Colombina, Masca, Fitna, Vilna

Il regista Tommaso Senno irrompe nella sala prove dove sta provando la Compagnia delle Maschere entrando da destra trafelato e scomponendo il gruppo di maschere che attornia lo Scenografo.

TOMMASO SENNO
Io ho il diritto, io debbo parlare di questa droga coccodrillo.

PULCINELLA
Sì, sembri proprio un coccodrillo …

TOMMASO SENNO
La cosa che sta facendo diffondere a macchia d’olio il Krokdil è la possibilità di farsela in casa, gli ingredienti sono facilmente reperibili: codeina (sostanza presente in molti farmaci contro il mal di testa), benzina, olio detersivo industriale, iodio. Il Krokodil squarcia la pelle proprio come le scaglie della pelle del coccodrillo e devasta gli organi interni muovendosi piano piano verso il cervello. Capite la potenza di questa cosa? Dobbiamo lavorarci su.

Giangurgolo e Caronna si alzano dai cubotti.

PULCINELLA
Non è che questa droga la prendi anche tu?

MASCA
Ehi, amico …

FITNA
… tu ti devi dare …

VILNA
… una bella calmata …

TOMMASO SENNO
Ho in mano un testo strepitoso e voi volete boicottarlo … violenza … droga … sesso … malavita …

Pulcinella prende Tommaso Senno sotto le ascelle e lo porta via, uscendo da sinistra, seguiti dallo Scenografo…


SCENA VII

Colombina, Masca, Fitna, Vilna, Giangurgolo, Caronna

MASCA
Sapete che non mi piace come recita Pulcinella.

FITNA
Ma no, ha una parte bellissima!

VILNA
Concordo: bellissima!

COLOMBINA
Pulcinella è un grande, lasciamo stare …

MASCA
Ma lo sappiamo che in fondo …

COLOMBINA
In fondo, cosa?

MASCA
In fondo ti faceva la corte…

COLOMBINA
Ma questo è successo secoli fa …

MASCA
Sì, ora c’è il suo sostituto …

COLOMBINA
E chi sarebbe?

MASCA
Il fattorino …

COLOMBINA
Ma come sei cattiva!


SCENA VIII

Caronna, Dottor Sciacquone, Pulcinella, Colombina, Giangurgolo, Masca, Fitna e Vilna, Poliziotto

Entrano da sinistra Pulcinella e Dottor Sciacquone, parlando tra di loro e dirigendosi verso le altre maschere al centro della scena. Si sente un rumore come se stesse entrando di corsa qualcuno.

PULCINELLA
Ehi, chi è entrato?

POLIZIOTTO
(Entra da sinistra) Polizia, fermi tutti! Chi è il Direttore?

DOTTOR SCIACQUONE
Sono io, che succede?

POLIZIOTTO
Succede che dobbiamo sospendere la preparazione di questo spettacolo …

GIANGURGOLO
Ma che significa?

POLIZIOTTO
Significa che bisogna interrompere le prove di questo spettacolo, che non si farà! C’è un ordine preciso del Questore, Utopia non potrà andare in scena!

PULCINELLA
Ma perché?

POLIZIOTTO
Motivi di ordine pubblico …

DOTTOR SCIACQUONE
Adesso chiamo il questore e vediamo …

POLIZIOTTO
Faccia pure!

Il Dottor Sciacquone chiama al telefono il questore.

DOTTOR SCIACQUONE
(Con aria spavalda) E’ il questore che parla, sono il Direttore … (ascolta le parole del suo interlocutire) … sì, ma … (ascolta ancora l’altro all’altro capo del telefono) … capisco Signor questore, è che … (sempre più dimesso, quasi contrito) … bene, non c’è bisogno di aggiungere altro, adesso chiudiamo …

COLOMBINA
MA a chi daremmo fastidio?

POLIZIOTTO
Sto solo eseguendo un ordine, è inutile che mi facciate tante domande!

CARONNA
Mi fa vedere l’ordinanza?

POLIZIOTTO
Eccola, a sua disposizione …

Caronna legge l’ordinanza

CARONNA
E’ proprio vero, qui c’è scritto che lo spettacolo potrebbe turbare l’ordine pubblico, non si può realizzare Utopia …

DOTTOR SCIACQUONE
Bisogna proprio smettere, il questore ha le sue ragioni …

CARONNA
E quali sarebbero?

DOTTOR SCIACQUONE
Non sono tenuto a rivelarlo …

CARONNA
Ma è una congiura …

DOTTOR SCIACQUONE
Gravi motivi di ordine pubblico …

PULCINELLA
Allora, tenetevi il vostro schifo!

GIANGURGOLO
E affogateci dentro!

COLOMBINA
Una grande ingiustizia!

PULCINELLA
La più grande!

COLOMBINA
Una enorme ingiustizia!


SCENA IX

Caronna, Dottor Sciacquone, Pulcinella, Giangurgolo, Colombina, Masca, Fitna e Vilna, Poliziotto

CARONNA
Cari miei, dobbiamo andarcene, la storia è finita, non è possibile l’Utopia su questa terra, nessuno ci vuole …

DOTTOR SCIACQUONE
Ci sono motivi più alti che sconsigliano la rappresentazione di questo spettacolo, motivi che ineriscono alla rispettabilità e la sicurezza dello stato …

CARONNA
Lo stato? Per la rappresentazione di uno spettacolo …

DOTTOR SCIACQUONE
Voi non potete capire, non avete fatto approfonditi studi giuridici, non avete la necessaria sensibilità sociale e politica per …

CARONNA
Direttore, è solo uno spettacolo!

DOTTOR SCIACQUONE
Che porta con sé delle implicazioni che, anche quando … e sia pure …

CARONNA
Non c’è bisogno che si sforzi ulteriormente, ce ne andiamo, abbiamo colto il messaggio …

MASCA
Ma non è possibile finire così!

FITNA
Non è giusto!

VILNA
Lo facevamo per loro!

PULCINELLA
Io vengo da secoli di miseria e di fame e finalmente avevo trovato il riscatto, ma non serve a niente … tornerò a rubare ai ricchi, a fargliene di tutti i colori, a imbrogliare gli ingenui … non c’è giustizia … (Esce da sinistra con una riverenza)

GIANGURGOLO
Io vengo dalla punta estrema dello stivale e ho sopportato per secoli ingiustizie e arroganza del privilegio, avevo trovato una famiglia e ora dovrò ricominciare da capo … sono secoli che ricominciamo da capo, senza fine … (Esce da sinistra con una riverenza)

COLOMBINA
Mi piange il cuore. Tornerò a servire i signori e a civettare con i loro burberi capifamiglia, facendo contemporaneamente gli occhi dolci ai figli … Utopia ci aveva dato la possibilità di passare da figurine imbiancate e sorridenti a personaggi di un nuovo mondo … non siamo stati capiti … (Esce da sinistra con una riverenza)

CARONNA
Non disperate, noi Utopia ce l’abbiamo nel cuore, non possono togliercela, anche se non la vogliono vedere … per ora è solo sospesa … verranno giorni migliori …  cominciamo a preparare le valigie …

Tutti preparano valigie di cartone, infilando dentro alla rinfusa oggetti e vestiti.

MASCA
Mi ero quasi affezionata a questo posto …

FITNA
Anch’io … all’inizio non mi piaceva, ma poi mi ci sono abituata e ho il pianto nel cuore a lasciarlo …

VILNA
Già, mie care sorelle, non ci si può affezionare a niente e forse è meglio non avere rimpianti …

MASCA
La nostra, qui, era un’Utopia da teatro, una finzione, una scena, ma era bella lo stesso, il sogno di un mondo perduto e diverso … il nostro mondo … (Esce da sinistra con una riverenza).

FITNA
Ricordo quando ci cacciarono anche da quell’isola … la nostra unica possibilità era ricercarne un’altra, altrove, ma anche questo progetto è finito … povere noi, poveri noi … (Esce da sinistra con una riverenza).

VILNA
Se l’Utopia è finzione, non resta allora che rimettersi le maschere e riprendere il viaggio dell’illusione e del travestimento … (Esce da sinistra con una riverenza anche quest’ultima).

Poliziotto e Caronna escono da sinistra.


ATTO TERZO

SCENA I

Dottor Sciacquone, Segretaria

Viene ripristinata la scenografia del Primo Atto.
Il Dottor Sciacquone e la Segretaria al termine del cambio di scena sono di nuovo seduti alla scrivania.

DOTTOR SCIACQUONE
Segretaria, sono pronte le carte?

SEGRETARIA
Il contratto?

DOTTOR SCIACQUONE
Sì, il contratto di Tommaso Senno …

SEGRETARIA
Peccato per la Compagnia delle Maschere.

DOTTOR SCIACQUONE
Non c’è ancora spazio per loro.

SEGRETARIA
Ma Dottore, ogni tanto bisogna avere il coraggio di osare …

DOTTOR SCIACQUONE
Sì, con quali soldi?

SEGRETARIA
Ce lo potremmo permettere, con i contributi statali …

DOTTOR SCIACQUONE
La società è cambiata, ma in un verso imprevedibile. E’ un’epoca di molteplicità e di varietà assolute. Sembra che ogni artista (nel senso più ampio) faccia storia a sé. Anzi, che ogni singola opera faccia storia a sé. Non sono riconoscibili scuole, se non piccole cordate; non sono visibili opzioni di poetica, perché spesso lo stesso artista articola il proprio percorso in più direzioni. Lo stesso trattamento della materia prima dell’arte, cioè il suo proprio linguaggio, è ampiamente prospettico, dallo sperimentalismo al pacato e a volte dolente intimismo.

SEGRETARIA
E quindi? Questa è la sua teoria?

DOTTOR SCIACQUONE
Frammentarietà e proliferazione sono le conseguenze di una condizione di fondo di uno stato di cose che ormai è andato oltre anche il post-moderno, superandolo in prospettive ancora più caotiche e confuse. Non c’è più niente che tenga come punto fermo, come punto di riferimento. Non mi riferisco certo ai vecchi valori (ideologici), mi riferisco ai valori in generale. Resta solo l’”io”. Cioè una situazione in cui solo l’individualismo più isolazionista detta le leggi del movimento. Ma proprio perché isolato, tanto più conformista. Una miscela particolare che si è venuta a creare in condizioni di mescolanza tra vecchi spezzoni di realtà e nuove aspirazioni.

SEGRETARIA
Come si muove l’arte in questo stato di cose, in cui tutto fluttua in una condizione di precarietà generale (anche lavorativa, anche di condizione sociale)?

DOTTOR SCIACQUONE
Domanda pertinente. E’ il “mercato” a dettare le regole. Lo può fare perché l’artista si è chiuso in un suo spazio di autorealizzazione senza più guardare fuori: alla strada, alla realtà, al conflitto. Guarda solo la televisione, e noi televisione dobbiamo offrire, a lui e al suo pubblico, seduto a sonnecchiare in platea, se vogliamo restare lei lì, io qui. Tanto poi ci sono i finanziamenti ministeriali a sanare i bilanci.

SEGRETARIA
Io che ho studiato a Londra, ho imparato che nell’economia moderna è importante l’innovazione, non la stasi …

DOTTOR SCIACQUONE
Se parliamo di start-up sarei d’accordo con lei … in campo “artistico” è tutta un’altra vicenda: il pubblico adulto va a teatro a vedere i personaggi che conosce, quelli televisivi, quello giovane non ci va a teatro, forse ci andrebbe a vedere degli youtuber di successo, o gente di cabaret giovanile …

SEGRETARIA
Lei fa un lavoro spregevole ma parla come un professore di estetica.

DOTTOR SCIACQUONE
Farò finta di non averla sentita. Mi trovi il numero di telefono di Senno.


SCENA II

Dottor Sciacquone, Segretaria, Tommaso Senno

Tommaso Senno entra trionfale da sinistra e si siede davanti alla scrivania.

DOTTOR SCIACQUONE
Come dicevamo, Signor Senno, lei ha in mano un copione formidabile.

TOMMASO SENNO
Glielo dicevo, caro Direttore.

DOTTOR SCIACQUONE
Ho visto che parla di droga, violenza, sesso, intrighi e denaro …

TOMMASO SENNO
No, solo di droga …

DOTTOR SCIAQUONE
MA no, Signor Senno, lei ci deve mettere sesso e violenza, denaro e politica … no, la politica no! …

TOMMASO SENNO
No, il mio è un messaggio sociale …

DOTTOR SCIACQUONE
Lasci stare la società … dobbiamo trasformare il suo copione in una piéce teatrale che abbia la stessa attrattiva di un serial televisivo …

TOMMASO SENNO
Non capisco …

DOTTOR SCIACQUONE
Non c’è bisogno di capire, si lasci guidare …

Tommaso Senno stringe la mano del Dottor Sciacquone ed esce da destra.


SCENA III

Tutti i membri della “Compagnia delle Maschere”: Caronna, Pulcinella, Colombina, Giangurgolo, Masca, Fitna e Vilna, Dottor Sciacquone, Segretaria, Scenografo.

DOTTOR SCIACQUONE
Segretaria, lasci entrare lo scenografo …

SEGRETARIA
VA bene, dottore …

Entra lo Scenografo da sinistra.

DOTTOR SCIACQUONE
Dobbiamo prepararci al nuovo spettacolo …

SCENOGRAFO
Sì, ho saputo … non era male però l’idea …

DOTTOR SCIACQUONE
Uhm … sì, forse, in altre circostanze …

SCENOGRAFO
Ma sono sicuro che anche questo “Krokodil” andrà molto bene …

DOTTOR SCIACQUONE
Sì, ma guardi, dobbiamo un po’ cambiare le carte in tavola, non possiamo certo proporre uno spettacolo che si chiama “Krokodil”, intanto gli cambiamo il nome, tipo qualcosa che richiami il titolo di una serie televisiva …

SCENOGRAFO
Serie televisiva?

DOTTOR SCIACQUONE
L’ho appena piazzato appunto in tv, anche se non in prima serata …

SCENOGRAFO
Lo spettacolo teatrale?

DOTTOR SCIACQUONE
No-o, una serie televisiva tratta dallo spettacolo …. Ma molto addolcito, non importa a nessuno che i giovani si strafanno di droga russa, dobbiamo inventare una bella storia d’amore, di un giovane di buona famiglia, che ne so, dei Parioli, che si è momentaneamente smarrito ma che alla fine ritrova la strada …

SCENOGRAFO
Lei è un drago, dottore!

DOTTOR SCIACQUONE
Modestamente …

I membri della Compagnia delle Maschere  rientrano in scena con mestizia, con gesti rallentati e si avviano all’uscita, con le loro valigie di cartone. Qualcuno si guarda intorno, con un senso di smarrimento, anche se non di sconfitta. Qualcun altro guarda il pubblico, come per un commiato o un arrivederci.  Tutti insieme si rimettono le maschere, cominciando a scendere dal palco e avviandosi verso la platea.

Sipario


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