Antonio De Lisa- Progressive rock, tra esoterismo e rivolta

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Antonio De Lisa- Progressive rock, tra esoterismo e rivolta

Nella Terza lezione di musica rock, pop e jazz con il Lost Orpheus Ensemble si affronteranno i seguenti argomenti:

I Genesis e i King Crimson come modelli di Progressive rock
Le trasformazioni strutturali dello stile rock: la suite al posto della forma canzone, l’organo che sostituisce la chitarra, l’uso di testi ermetici
Jimi Hendrix e la rivoluzione strumentale
I Pink Floyd
Il Progressive si dissolve sotto l’ondata punk


Stile e contenuti: il Progressive tra esoterismo e rivolta

L’approccio più consueto alla musica del Progressive rock ripete spesso una formula nota, che gli autori non si siano occupati di temi sociali e politici. E’ vero che i testi del periodo fanno un uso abbondante di mitologemi di ogni tipo, ma è anche vero che esso si sviluppa contestualmente alla rivolta giovanile degli anni Sessanta e prima metà dei Settanta e qualcosa rimane di quelle suggestioni. Il Progressive non nasce, a differenza del blues o del punk, da un disagio sociale, si sviluppa invece nel seno della middle class, con la possibilità di acquisire una certa formazione musicale da parte dei suoi protagonisti, ma non difettano certe tendenze, come per esempio quella contenuta in Animals dei Pink Floyd, con il contributo decisivo  di Roger Waters, nel quale si esprime una forte critica della società. In Italia bisogna ricordare le opere degli Area e del Banco del Mutuo Soccorso, con chiare intonazioni politiche.

Il rifiuto della “forma canzone”e la suite

Avvicinandoci a un livello più formale, si può dire che il Progressive rinneghi drasticamente la “forma canzone”, tentando la forma lunga delle “suite”, di durata superiore ai canonici tre/quattro minuti di gran parte della musica popolare. Le suite sono brani composti da una successione di temi musicali più o meno caratterizzati e distinti. La durata dei brani è comunque limitata dalla durata della facciata di un 33 giri (circa 23 minuti). Quasi tutti i principali gruppi progressive hanno composto una o più suite come, ad esempio:

Yes: Close to the Edge
Genesis: Supper’s Ready
Caravan: Nine Feet Underground dei Caravan.
Van der Graaf Generator: A Plague of Lighthouse Keepers
Emerson, Lake & Palmer: Tarkus
Pink Floyd: Shine On You Crazy Diamond, Atom Heart Mother ed Echoes
King Crimson: Lizard
Camel: Lady Fantasy
Jethro Tull: Thick as a Brick e A Passion Play
Renaissance: Song of Scheherazade

Il “Concept album”

In questa prospettiva l‘album (33 giri) diventa un’unità tematica e stilistica fondamentale. Questo spiega la diffusione del concept album, nel quale vi è un’idea di fondo che viene esplorata durante tutto il disco. Tra i più celebri, The Lamb Lies Down on Broadway dei Genesis, Tales from Topographic Oceans degli Yes, Darwin! del Banco del Mutuo Soccorso, Music Inspired by The Snow Goose dei Camel, The Six Wives of Henry VIII, Journey to the Centre of the Earth e The Myths and Legends of King Arthur and the Knights of the Round Table di Rick Wakeman, Three Friends dei Gentle Giant, The Dark Side of the Moon, Wish You Were Here, Animals, The Wall e The Final Cut dei Pink Floyd. C’è la tendenza a creare pezzi molto lunghi, anche suddivisi in sottosezioni, con l’alternarsi nello stesso brano di situazioni musicali molto diverse.

Testi basati su una tematica fantastica e mitologica

I testi hanno spesso come sfondo una tematica metaforica, spesso criptica, con ampie escursioni nel fantastico e tributaria di suggestioni letterarie della tradizione anglo-sassone, con riferimenti a figure o opere letterarie o teatrali, o allusioni a fatti storici, o con testi di difficile comprensione e a volte impenetrabili, quasi mai politicizzati. La prosa è molto curata, ricca di figure retoriche e riferimenti alla fantascienza (Watcher of the Skies dei Genesis, A Plague of Lighthouse Keepers dei Van der Graaf Generator), al fantasy (Winter Wine dei Caravan), alla mitologia e alla religione (The Fountain of Salmacis dei Genesis, My God e Hymn 43 dei Jethro Tull, Close to the Edge degli Yes, The Only Way (Hymn) degli Emerson, Lake & Palmer, le fiabe di Peter Sinfield, il poeta dei King Crimson) ed i testi filosofici e psicologici di Roger Waters o degli Area, spesso ricchi di contenuti duri nei confronti della politica e della società.

Il gioco delle influenze

I pezzi sono spesso ritmicamente e melodicamente complessi e risentono di un impianto armonico di derivazione classica (barocca e romantica), qualche volta anche di derivazione jazzistica. L’influenza asi spinge anche alla musica sperimentale, alla musica indiana e alla musica elettronica. La contaminazione classica si evince infatti in opere come A Whiter Shade of Pale dei Procol Harum, ispirata alla celebre Aria sulla quarta corda dalla Suite n° 3 BWV 1068 di Johann Sebastian Bach; la Toccata per pianoforte di Alberto Ginastera eseguita da Emerson, Lake & Palmer, che peraltro nel 1971 registreranno l’album Pictures at an Exhibition, lavoro quasi totalmente ispirato all’opera omonima di Musorgskij; oppure Rain and Tears degli Aphrodite’s Child, adattamento in chiave pop del celebre canone in re maggiore di Pachelbel o The Thoughts of Emerlist Davjack, eseguita nel 1967 dai The Nice di Keith Emerson. Seguono nel 1968 l’omonimo disco degli Arzachel e The Aerosol Grey Machine dei Van der Graaf Generator, Horizons dei Genesis, ispirata chiaramente dalla Suite per violoncello BWV 1007 di J.S. Bach, o ancora una Bourrée di J.S. Bach riproposta dai Jethro Tull nell’album Stand Up. Anche i Renaissance rappresentano l’esempio emblematico di un tentativo di manipolazione di materiale preso dalla tradizione della musica classica occidentale. Per quanto riguarda la commistione col jazz, è emblematico il jazz-rock dei Soft Machine, Hatfield and the North e Nucleus; ma anche in questo caso andrebbero segnalate molte altre formazioni, tra cui i King Crimson (21st Century Schizoid Man) e i Caravan (Nine Feet Underground). Per quanto riguarda il folk, infine, basta ricordare i Jethro Tull, che con album quali Aqualung, Thick as a Brick e Songs from the Wood rappresentano uno dei più importanti esempi di fusione tra la musica popolare e il progressive.

L’arcata melodica

Il sistema intervallare della musica progressive è frutto di una raffinata sensibilità melodica. A titolo esemplificativo, si possono ricordare per la ricercatezza delle loro melodie Sixty Years On di Elton John, Firth of Fifth, The Musical Box e In the Cage dei Genesis, Dog’s Life dei Gentle Giant, And You and I degli Yes, Moon in June di Robert Wyatt con i Soft Machine, Lemmings dei Van der Graaf Generator, The Night Watch dei King Crimson. Questi ultimi, insieme agli Henry Cow, furono maestri nel creare progressioni armoniche atipiche, come ad esempio in Larks’ Tongues in Aspic e Ruins, rispettivamente. Nel caso dei Pink Floyd, le melodie tendono ad essere oniriche e proiettate verso il futuro, come nei già citati Echoes e Shine On You Crazy Diamond, in Breathe e On the Run.

Ritmo e temporalità

Il massiccio utilizzo di cambi di tempo nella ritmica, spesso con tempi dispari, è una caratteristica progressive. Molti brani  sono caratterizzati dall’utilizzo di tempi dispari e inconsueti, frequenti cambi di tempo, e variazioni di intensità e velocità nel corso di uno stesso brano. Ad esempio, Tarkus degli Emerson, Lake & Palmer esordisce in 5/4, Supper’s Ready dei Genesis contiene una parte chiamata Apocalypse in 9/8 (dove il 9/8 è un tempo misto suddiviso in modo inconsueto), mentre Riding the Scree in The Lamb Lies Down on Broadway raggiunge il massimo della complessità dinamica, in Firth of Fifth troviamo un’alternanza di 13/16 e 15/16 e altri tempi ancora, in The Cinema Show, con il 7/8 scandito da un complesso arrangiamento per due batterie e chitarra a 12 corde, The Sleepwalkers dei Van der Graaf Generator è in 17/8, Starless dei King Crimson ha un lungo bridge strumentale in 13/8. Money dei Pink Floyd è caratterizzata da un riff di basso in 7/4. Curiosa è anche la gestione degli accenti ritmici in Drip Drip dei Comus. Tra i gruppi più notevoli nel gestire i cambi gli Yes, i Caravan (Can’t Be Long Now…), i Camel (Lady Fantasy), i Rush (La Villa Strangiato) e gli Hatfield and the North (The Yes No Interlude).

Strumentazione

Nella strumentazione le testiere sostituiscono o si affiancano con un ruolo da protagoniste alla chitarre. Tra le tastiere primeggiano l’organo hammond e il mellotron. Non è raro neanche l’uso di strumenti a fiato e a volte intere sezioni d’archi o orchestre.

Arrangiamenti sfarzosi

La tecnica e la pratica degli arrangiamenti sono curatissime, con l’elaborazione di complessi intrecci strumentali (Knots dei Gentle Giant, The Gates of Delirium degli Yes), abbondanza di assoli e parti prive di cantato, passaggi che richiedono un’elevata tecnica strumentale (come ad esempio in Tubular Bells di Mike Oldfield, in cui l’autore si produce in grandi virtuosismi, suonando separatamente una ventina di strumenti e sovrapponendo quindi le diverse tracce) o in The Six Wives of Henry VIII di Rick Wakeman. I Pink Floyd, con il supporto di esperti come Alan Parsons, hanno dato un importante contributo alla ricerca sonora, che ha raggiunto i massimi livelli in lavori come The Dark Side of the Moon (1973) e Wish You Were Here (1975).

Virtuosimo strumentale

L’approccio strumentale tende a certe suggestioni virtuosistiche. Si pratica anche l’improvvisazione, ma solo dal vivo e con evidenti scopi variantistici.

Grafica pop

I contenuti dei pezzi sono immaginati in stretta connessione con l’aspetto grafico, componente fondamentale del prodotto, l’ LP in vinile. In molti casi, l’aspetto grafico assume una rilevanza particolare: sia per le illustrazioni (famose quelle di H.R. Giger per Emerson, Lake & Palmer, di Roger Dean per gli Yes e di Paul Whitehead per i Genesis e per i Van der Graaf Generator), sia per particolari packaging del disco in vinile di prima edizione (si veda il primo disco del Banco del Mutuo Soccorso a forma di salvadanaio o L’isola di niente della Premiata Forneria Marconi, con la copertina di cartone traforata o ancora Arbeit macht frei degli Area che conteneva una pistola di cartone). Celebri sono anche le copertine floydiane di Atom Heart Mother, rappresentante una mucca che pascola (ed all’interno del vinile una “ricetta psichedelica”, rimando all’ultimo brano del disco) e di The Dark Side of the Moon, figurante un raggio di luce rifratto in un prisma. Una delle copertine più famose è quella di Thick as a Brick dei Jethro Tull, a forma di giornale, con vere e proprie notizie.

 


Discografia:

Procol Harum: Shine on brightly (1967)

Procol Harum: Procol Harum (1968)

Nice: Ars longa vita brevis (1968)

Family: Music in a doll’s house (1968)

Colosseum: Valentyne suite (1969)

King Crimson: In the court of the Crimson King (1969)

King Crimson: Lizard (1970)

King Crimson: Island (1972)

King Crimson: Red (1974)

Genesis: Nursery crime (1971)

Genesis: Selling England by the pound (1973)

Genesis: The lamb lies down on Broadway (1974)

Emerson Lake & Palmer: Tarkus (1971)

Emerson Lake & Palmer: Brain salad surgery (1973)

Yes: Close to the edge (1972)

Yes: Fragile (1972)

Magma: Kohntarkozs (1974)

Van Der Graaf Generator: Pawn hearts (1971)

Gentle Giant: Octopus (1972)

Jethro Tull: Thick as a brick (1973)

Jethro Tull: A passion play (1973)

Renaissance: Sheherazade and other stories (1975)

Camel: Mirage (1974)

Pink Floyd: Atom earth mother (1970)

Traffic: John Barleycorn must die (1970)



Categorie:N01- Lezioni di musica rock, pop e jazz - Lessons of Rock, Pop and Jazz Music, Uncategorized

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