Serata Lost Orpheus

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Serata Lost Orpheus

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Proposta di concerto
per promoters,
locali, produttori
e organizzatori musicali


Due derive

Video YouTube:

Pezzo tratto da “Musiche per Invisibile Orfeo”


Bocconiana

Traccia audio:

Video YouTube:

Pezzo tratto dall’album “Orphic blues”


Simil Rave

Traccia audio:

Video Youtube:

Pezzo tratto dall’album “Orphic blues”


Dot.city

Traccia audio:

Pezzo tratto da “Musiche per Dot.city”


Ruins

Pezzo tratto dall’album “Ruins/Rovine”


Cilentum Blues

Traccia audio:

Pezzo tratto dall’album “Orphic blues”


Orphic blues

Traccia audio:

Pezzo tratto dall’album “Orphic blues”


Notte di sortilegi

Video YoutTube:

Pezzo tratto da “Musiche per Invisibile Orfeo”


Night trip

Traccia audio:

Pezzo tratto dall’album “Orphic blues”


Orizzonte sotterraneo

Traccia sonora:

Video YouTube:


Katia


Fast fud


Nocturne


The sounds of Night


TESTI:

Due derive

Siamo come due derive
che fendono il vento che arriva
dal mare nell’ora sonora
del silenzio e del tramonto.

Vi affondiamo incuranti dell’ora;
ma io non vorrei
essere in nessun altro posto
con nessun’altra persona.

In nessuna altra memoria.
Con nessun’altra fermare il tempo,
dire addio alla storia.

Bocconiana

Sei bella, tosta e tutta in nero ora.
Al pensiero del tuo amore alla deriva
ti batte quel maledetto cuore ancora
e per ripicca ti vesti come una diva.

Metti insieme a caso happy hour
e ormoni col sapore dei soldoni
ma sembri molto giù in questo tour,
anche tutta “discoteche e Bocconi”.

Chorus
Mentre citi l’economia di mercato
e ti chiedi “l’amore che cos’è?”
versi lacrime di dolore insensato
ma è quell’amore che ora non c’è.

T’ho visto a lezione piegata e mesta
sullo smart del tuo amore andato a male,
una selfie strappata in una patetica festa
fatta durante le vacanze di Natale.

“Zac”, hai troncato la tua adolescenza
e ora che da lontano guardi i messaggi
a novecento chilometri di distanza
capisci cos’è la visione dei miraggi.

Chorus
Mentre citi l’economia di mercato
e ti chiedi “l’amore che cos’è?”
versi lacrime di dolore insensato
ma è quell’amore che ora non c’è.

Ora sei sola nei tuoi vestiti a tiro,
studi in una città molto molto su
– anche se c’è qualcuno che ti prende in giro –
ma ormai non ci credi nemmeno tu.

Chorus
Mentre citi l’economia di mercato
e ti chiedi “l’amore che cos’è?”
versi lacrime di dolore insensato
ma è quell’amore che ora non c’è.

Simil Rave

Mi sono innamorato di te
in una nottata simil-rave
e ora sono pieno di perché.

La musica urlava nel sudore
come il sangue nelle orecchie
al tonfo pulsante del cuore.

Chorus

Mondo Di Merda, Amami,
come t’ho amato io
in quella notte in cui
mi sono sentito dio.

Mi sentivo libero e senza peso
luminoso come una meteora,
senza l’ansia maledetta, disteso.

Non so se succederà ancora
ora che ci sei tu qui con me,
ora qui con me, come allora.

Chorus

Mondo Di Merda, Amami,
come t’ho amato io,
solo in quella notte,
poco prima dell’addio.

Dot.city (canzone)

Dot.city è una città hollywoodiana
un paesaggio di fantasia,
con un Life-style all’americana,
sembra una grande scenografia.

Dot.city è un incanto
con i miei amici di laggiù
che non vedevo da tanto
tra il non ancora e il mai più.

A Dot.city voglio andare.
Prendo la smart city e vado,
qui non ci voglio più stare,
sono sempre a metà del guado.

A Dot.city l’amore è virtuale
si vive e si muore sulla scena,
non c’è proprio niente di reale
e ti accorgi di agire a malapena.

Lì c’è anche Lui nell’attesa,
bellissimo nella sua felpa blu.
Volevo fargli una sorpresa,
sembra un divo della tivu.

A Dot.city voglio andare.
Prendo la smart city e vado,
qui non ci voglio più stare,
sono sempre a metà del guado.

Ma quando arrivo a destinazione
la troupe ha già smontato
c’è solo una grande desolazione.
Il sogno è finito, il film troncato.

Notte di sortilegi

Notte di sortilegi
cielo di fregi, sulla costa
fra raffiche impetuose di vento,
vento di terra che frena il mare,

vento che porta fuoco nel rogo
e incendia la notte di San Lorenzo,
vento che scuote
in una moltitudine di scintille,

fosca la notte nel fuoco dei fuochi
che dipinge di sue vampe
il mare atterrito. Le stelle perdono
la scena spaurite tra folate che rotolano

sassi in un groviglio di alberi allampati,
tra spire che vorticano come baccanti.
Fuoco che brucia nel caldo
vento che non tace.

Ruins

Sono le nostre rovine
a venirci dietro meste,
sembrano sepolcri al confine,
la gente se ne va da tale peste.

Non si vede più nemmeno
una pietra rimasta in piedi,
una sola fabbrica sul terreno,
solo petrolio e leccapiedi.

Chorus
Lucania antica
come ti sei ridotta?
Sembri una vecchia strega
puzzolente e un po’ mignotta.

La rete stradale scadente,
fra straripamenti e frane,
ponti e treni sospesi sul niente,
non ci si vede neanche un cane.

Gli operai per malasorte
sono tornati contadini.
Tutto ha sapore di morte
tra gli sfigati degli Appennini.

Chorus
Lucania antica
come ti sei ridotta?
Sembri una vecchia strega
puzzolente e un po’ mignotta.

Orizzonte sotterraneo

Lui è qui, ma non c’è più.
Più che la situazione
fa male l’inutilità
di parole spese male.

Chorus

C’è qualcosa che ha senso
ormai, in questo deserto irrequieto?

Sì, vecchie abitudini,
nuove lontananze.
Toccare l’irrealtà sfiorandosi,
riconoscersi estranei vivendosi.

Chorus

C’è qualcosa che ha senso
ormai, in questo deserto irrequieto?

Lui era qui, ma non mi sente più.
Questa é la situazione.
Resta solo l’amarezza
di un prevedibile finale.

Chorus

C’è qualcosa che ha senso
ormai, in questo deserto irrequieto?

No. Quieto, il mio respiro
cerca il suo sotterraneo orizzonte.
Ma lui emerge altrove,
luce di un altro mare.

Fast fud

Lento il treno solca
le profonde vallate lucane,
sonnacchioso e indolente,
ogni fermata uno sbadiglio.

Il sole ha il tepore
delle vacanze sospese.
Lunghe misteriose epocali
le fermate alle stazioncine locali.

Quando vedi il Sele vuol dire che sei
quasi a Eboli, nei pressi di Salerno,
lì dove si era fermato il padreterno.

A Battipaglia c’era
un negozietto di sfogliatelle,
calde e untuose come un dolce messicano,
ora al suo posto c’è un fast fud americano.

The sounds of the night

The sounds of the night
have something of the music
and something of the randomness
of the noise.

They mark the space,
mark the time,
are like an echo
of the day.

The colors have an appearance
flaky and insincere
in the border area
between day and evening.

The sounds of the night
have something of the music
and something of the randomness
of the noise.

Friends that keep us
from going too deep
in ourselves.
It is the slow scan
of the zero-time.

The quiet of the balance,
the closed circuit of oblivion,
the limited field of farewell.

The sounds of the night
have something of the music
and something of the randomness
of the noise.

I enjoy the suspension
of an hour without minutes
in no-time
of a parallel world.

The sounds look
after like faithful dogs.
Silence does not exist.


Tutti i testi sono di Antonio De Lisa

Rights reserved

 


Locandina Lost Orpheus copia

 

LOST ORPHEUS MULTIMEDIA

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Via del Popolo, 127/129
85100 POTENZA (ITALY)

Antonio De Lisa –
(0)39- 097137457
Cell. 3333878854

Site: www.adelisa.it

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Categorie:Uncategorized, Z05- Lost Orpheus Ensemble

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