Antonio De Lisa – Whatshappening (Testi per la musica dei Lost Orpheus)

Logo Whatshappening cinque

Antonio De Lisa-  Whatshappening (Testi per la musica dei Lost Orpheus)

Logo Whatshappening due


01) KATIA

Katia lascia scorrere il giorno
senza un verso
senza un rigo.

Katia non è riuscita
a fare il salto dialettico
dalla qualità alla quantità.

Si chiude in frigo.

Katia vive solo di notte,
ogni tanto qualcuno si intromette:
gente strana, vagabondi,
predatori, divorziati e anche sognatori.

Katia ogni tanto alza il gomito
ma non molto, solo per andare
un po’ su di giri, ne ha passate tante
ultimamente con la storia dei suoi amori.

Katia si sposta sulla poltrona
per chiudere un po’ gli occhi stanchi
e non pensare più a niente
ma si alza, è ancora troppa l’adrenalina.

Katia vive solo di notte.
Non c’è più nessuno che si intromette.
Musica a palla.
Movida Blog.
Chattaggio selvaggio.
E occhio gonfio la mattina.


02) Thousand  Waves

My roots are in the sea
Lulled and transported
By the current of the waves.

It is the wave that moves me
Like a cork
In the vortex flow.

It is the wave that pushes me
Away from this
To another time.

It is the wave of the time
That makes me cherish
Another sea breezes.

It is the wave that whispers to me
To go among the people,
Away from the tomb

Of false appearances.
It is the wave that whispers to me
As in an echo of sirens

The need to go
Even if the goal is less
Important than the journey.

The wave sings
With sweet words
The path of pilgrimage.

The wave shows
Perhaps the place
For reunification.

Maybe it’s just an illusion, the call
Of another era, but it is the wave
That leads me to the shipwreck.


03) VINCENTI E PERDENTI

In un paese triste e indifferente
Marco prende una bastonata
dopo l’altra fra gente senza allegria,
fra gente che ha smarrito la via.

Marco avrebbe un gusto maledetto
ad esibire e manifestare
gli idoli e le icone
della moda che dice “Io”,

di quelli che se ne fregano,
di quelli che la competizione
a ogni costo e vaffanculo,
di quelli che sono meglio “Io”.

Chorus

L’ottimismo dei “vincenti”
è contagioso, rassicurante;
la smania della competizione
alza l’allarme e l’adrenalina,
va a gamba tesa negli affanni
dai rapporti umani.

Marco uno straccio di lavoro
non lo trova e gli fa schifo
fare il friggitore di patatine
ma non sa che fare e si dispera.

Marco non ne può più
e sfascerebbe volentieri una vetrina
se trovasse il coraggio
sniffando una tirata di cocaina.

Chorus

L’ottimismo dei “vincenti”
è contagioso, rassicurante;
la smania della competizione
alza l’allarme e l’adrenalina,
va a gamba tesa negli affanni
dai rapporti umani.

Marco detesta la ricchezza degli altri
si è fatto il culo sui libri di ingegneria
e ora vede che è tutta una menata
la promessa di quella vita agognata.

Marco sta a spasso e si detesta,
a perdere tempo in giornate
fatte di nulla ora che ha mollato la ragazza
non poteva darle quello che chiede il mercato.

E quando gli sale l’angoscia
s’accorge che non ha risposte.
Marco con il precariato
nella testa non andrà lontano.


04) INDIGNATA

Nel fango di una tenda
allagata a Roma, Anna
era sotto un diluvio di fulmini
tra i gas urticanti della polizia.

Sembrava l’ultima occasione,
l’ultima manifestazione,
con la voce degli Indignados,
prima della sconfitta di una generazione.

Anna era fradicia e infangata,
nel corteo dagli ultimi
spezzoni della classe operaia,
inghiottita dal precariato.

Anna era l’ultima testimone
della Volontà generale,
l’ultima a urlare la protesta,
col rischio di farsi massacrare.

Ma massacrata è ora lo stesso
da chi le aveva promesso
che andava tutto bene
nell’Italia del progresso.


05) LA GRANDE RETE

Impigliati nella grande rete
esploriamo la quarta dimensione,
dove l’apparenza si mischia
alla realtà in mille posizioni.

Chorus

Leniamo le ferite,
ordiamo tradimenti.
Basta cliccare
per farsi evidenti.

La grande rete si tesse da sola,
sembra un gioco e scatena rivolte;
la tenebrosa rete acceca e salva.

La Grande Rete accelera la storia,
sfuma la distinzione tra il sublime
e il banale ma non ce ne accorgiamo.

Chorus

Leniamo le ferite,
ordiamo tradimenti.
Basta cliccare
per farsi evidenti.


06) ORIZZONTE SOTTERRANEO

Lui è qui, ma non c’è più.
Più che la situazione
fa male l’inutilità
di parole spese male.

Chorus

C’è qualcosa che ha senso
ormai, in questo deserto irrequieto?

Sì, vecchie abitudini,
nuove lontananze.
Toccare l’irrealtà sfiorandosi,
riconoscersi estranei vivendosi.

Chorus

C’è qualcosa che ha senso
ormai, in questo deserto irrequieto?

Lui era qui, ma non mi sente più.
Questa é la situazione.
Resta solo l’amarezza
di un prevedibile finale.

Chorus

C’è qualcosa che ha senso
ormai, in questo deserto irrequieto?

No. Quieto, il mio respiro
cerca il suo sotterraneo orizzonte.
Ma lui emerge altrove,
luce di un altro mare.


07) SI E’ SPENTA L’ALLEGRIA

Si è spenta l’allegria,
ma non quella televisiva,
quella delle parate
e delle celebrazioni patinate.

E’ la nostra allegria che si è spenta
quella che sapeva di goliardia,
a fare cazzate con gli amici
in serate meno angosciate

Ora l’allegria ce l’abbiamo negli occhi,
nelle vetrine, nei nostri balocchi:
allegria di circostanza, da dietro
il tavolo della presidenza.

Ci sono cartelli di divieto ovunque:
proibito proibire di proibire.
E’ tutto permesso, ma è proibita
l’allegria, quella vera, comunitaria.

Lavorare bisogna, è il vostro dirigente
che vi parla. Lavorare, lavorare.
E se c’è qualcosa che proprio
non bisogna fare è ridere in compagnia.


08) CONTABILITA’ ESISTENZIALE

La contabilità esistenziale
è come un’inflazione di parole
mentre la cronaca ci scuote
e noi ci tocchiamo il portafoglio.

C’è pure chi ci ha guadagnato oggi:
il denaro è pura astrazione.
Il peggio è per chi ha ancora
qualche valore, mangiato dall’inflazione.

Qualcuno ha ordinato
per caso che si passi
da quelli economici
a nuovi sacrifici umani?

Un po’ li invidio gli indifferenti
non necessariamente rozzi
talvolta anche molto colti
e sinceri: ma indifferenti.

La storia scorre sotto le dita,
tutt’al più un’occhiata distratta
al telegiornale della sera.
Con questo non voglio insinuare.

Solo che il mondo in fiamme
e le foto di città distrutte
si situano con spontanea
ferocia al centro della mente.

Qualcuno ha ordinato
per caso che si passi
da quelli economici
a nuovi sacrifici umani?


09) The sounds of the night

The sounds of the night
have something of the music
and something of the randomness
of the noise.

They mark the space,
mark the time,
are like an echo
of the day.

The colors have an appearance
flaky and insincere
in the border area
between day and evening.

The sounds of the night
have something of the music
and something of the randomness
of the noise.

Friends that keep us
from going too deep
in ourselves.
It is the slow scan
of the zero-time.

The quiet of the balance,
the closed circuit of oblivion,
the limited field of farewell.

The sounds of the night
have something of the music
and something of the randomness
of the noise.

I enjoy the suspension
of an hour without minutes
in no-time
of a parallel world.

The sounds look
after like faithful dogs.
Silence does not exist.


10) La fine del giorno

Alla fine del giorno si depositano
pensieri come grani di polvere
abbandonati dal sole e dal vento.
Sembrano contenti che oggi
è già ieri. Ma allora perché
si sente ancora il mormorio
indistinto dei tuoi desideri?

 


TESTI DI ANTONIO DE LISA
All rights reserved © 2017



cropped-logo-promozionale-uno.jpg

© 2000-17 Tutti i diritti riservati  – © Copyright 2000-17 – Rights Reserved


Sede e Contatti – Location and Contacts: Antonio De Lisa
c/o LOST ORPHEUS MULTIMEDIA – Via del Popolo, 127/129

85100 POTENZA (ITALY) (0)39- 097137457 / Cell. 3333878854

Site: www.adelisa.it

E-mail: lostorpheusmedia@gmail.com
Logo Lost Orpheus Multimedia

Deposito opere presso la SIAE

Bollino

Le opere teatrali e musicali di Antonio De Lisa sono depositate presso la SIAE

Sezione Musica

Sezione Teatro – Sezione DOR (Opere Drammatiche e Radiotelevisive)


This work may not be re-sold, distributed, copied or transmitted in any other form without permission of the author.

© Copyright 2000-17 – Rights Reserved

Licenza Creative Commons

This opera is licensed under a Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 3.0 Unported License.

 



Categorie:C02- Book of Songs, G03- Whatshappening- Amori e musica (CD)

Tag:,

2 replies

Trackbacks

  1. Lost Orpheus Song Book – Poesie per musica – Antonio De Lisa – Scritture / Writings
  2. Lost Orpheus Duo De Lisa-Franco, sassofono, piano e Live electronics – Antonio De Lisa – Scritture / Writings

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

SCIENZA E CULTURA - SCIENCE AND CULTURE

Lo stato dell'arte tra storia e ricerche contemporanee - State of the art: history and contemporary research

ORIENTALIA

Studi orientali - Études Orientales - Oriental Studies

NUOVA STORIA CULTURALE / NETWORK PHILOSOPHY

NUOVA STORIA CULTURALE / NEW CULTURAL HISTORY

TEATRO E RICERCA - THEATRE AND RESEARCH

Sito della Compagnia Lost Orpheus Teatro

LOST ORPHEUS ENSEMBLE

Modern Music Live BaND

Il Nautilus

Viaggio nella blogosfera della V As del Galilei di Potenza

Sonus- Materiali per la musica moderna e contemporanea

Aggiornamenti della Rivista "Sonus"- Updating Sonus Journal

The WordPress.com Blog

The latest news on WordPress.com and the WordPress community.

Antonio De Lisa - Scritture / Writings

Teatro Musica Poesia / Theater Music Poetry

In Poesia - Filosofia delle poetiche e dei linguaggi

Blog Journal and Archive diretto da Antonio De Lisa

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: