Pina Bausch

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Pina Bausch

Il 30 giugno 2009 moriva a 68 anni, per un cancro diagnosticato cinque giorni prima, Pina Bausch, una delle ballerine e coreografe più importanti di sempre. Nata in Germania il 27 luglio 1940, dopo il diploma si trasferì alla Juilliard School of Music di New York e iniziò a danzare con il New American Ballet.

La Bausch rientrò in Germania nel 1962, per iniziare nel 1968 a comporre le prime coreografie per il corpo di ballo della sua prima scuola, la Folkwang Hochschule, del quale l’anno successivo divenne la direttrice. Nel 1973 la svolta, quando venne chiamata a Wuppertal, cittadina al centro della zona più industrializzata della Germania, certo d’importanza secondaria rispetto a grandi capitali come Parigi o Londra, ma alla quale è rimasta saldamente ancorata fino alle sue ultime ore di vita.

Diventata coreografa, nel 1973 fondò a Wuppertal il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch (cambiando nome al già esistente corpo di ballo della città). E’ soprattutto a Wuppertal che nascono le sue rivoluzionarie creazioni: “Attraverso spettacoli come Café Muller, Kontakthof, Arien, La leggenda delle castità, Walzer, Nelken – scrive Leonetta Bentivoglio, autrice di una recente biografia sulla grande coreografa – emerge uno dei più potenti autoritratti dell’umanità di fine secolo. E dentro preme il senso della storia. Quando debutta Palermo Palermo, montato per il capoluogo siciliano nell’89, un muro di mattoni chiude l’intera scena, che crolla a vista a inizio di spettacoli. Solo pochi mesi dopo cadrà il Muro di Berlino”.

Col suo gruppo di danzatori-attori, con cui ottenne fin da subito un successo straordinario, Pina Bausch mise in scena spettacoli indimenticabili e difficilmente classificabili come semplice “balletti”. Dietro questi spettacoli c’era sempre un faticoso lavoro di ricerca e preparazione e un processo creativo che partiva dalle domande di Pina Bausch ai suoi “danzattori”, i quali dovevano trasformare le loro risposte, attraverso l’improvvisazione, in parole, movimenti, azioni.

Pina Bausch ha ricevuto decine di riconoscimenti nell’arco della sua carriera e ha avuto stretti rapporti anche con il cinema: Federico Fellini, nel 1983, la scelse per interpretare una principessa non vedente nel suo film E la nave va; Pedro Almodovar utilizzò due sequenze tratte da due sue famose coreografie (Café Muller e Masurca Fogo) per aprire e chiudere il film Parla con lei; e infine Wim Wenders, che quando vide per la prima volta un suo spettacolo – nel 1985, alla Biennale di Venezia – rimase così colpito da cancellare i suoi impegni per assistere a tutte le altre performance della coreografa tedesca, di cui poi diventò grande amico. Wenders nel 2011 le ha dedicato il film-documentario in 3D, Pina.

[youtube.com/watch?v=CNuQVS7q7]

Nel 2007 ottenne il Leone d’Oro alla Carriera, consegnatole con questa motivazione: “Pina Bausch è un’artista che ha segnato una nuova via originale all’espressione scenica del corpo danzante e parlante, influenzando non soltanto la danza contemporanea, ma anche le arti ad essa contigue, mutandone gli orizzonti. La Bausch è una coreografa che ha innovato il teatro, rendendolo più che mai fisico e musicandone la drammaturgia.”



Categorie:I11- Ballo Danza Coreografia - Choreography

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