Antonio De Lisa – Venditore

“Se i teenager non vanno più verso le auto, sono le grandi case automobilistiche  che debbono andare verso i giovani”, dice Maurizio Fanti, che quando parte si infervora. E’ il fenomeno del momento. Il calo del desiderio verso i mezzi motorizzati e la velocità (che aveva nutrito intensamente la fantasia dei loro padri e nonni, i figli del boom, i baby boomers, quelli che oggi hanno tra i cinquanta e i sessant’anni) stimola i grandi costruttori a inventarsi nuove soluzioni per rendere attraenti i loro modelli agli occhi delle nuove generazioni.

“I punti di riferimento sono gli smartphone, l’iPad e i videogiochi. Bisogna puntare su quello”, dice ancora Maurizio. Le grandi marche fanno un convegno dopo l’altro, invitando sociologi ed esperti di marketing; la risposta è unanime: bisogna trasformare la plancia di un’auto in uno schermo ad alta tecnologia, colorata, sonora e interattiva. “Prendiamo per esempio la Renault. Sulle nuove Clio la plancia centrale è altamente hi-tech e a forma di iPad. L’R-link consente di scaricare applicazioni dal negozio virtuale della casa, utilizzando anche TomTom Live e indicazioni del Coyote. Non bastano più o non bastano del tutto hi-fi ad effetto discoteca, lettori di Cd e Mp3, prese Usb. Occorre inserire sistemi connettivi sempre più sofisticati che si integrano con ogni tipologia di piattaforma mobile. Strumenti per navigare viaggiando, per essere sempre connessi e online, capaci di rispondere in tempo reale a un post su Facebook o a una frase su Twitter”.

“Più che la cilindrata o la meccanica, conta l’apparato software”, spiega Maurizio con grande enfasi. I ragazzi discutono di quello. Siamo entrati nell’era delle App, le applicazioni di ogni tipo. Mercedes  nella nuova Classe A ha aperto la strada con la “digital drivestyle” che trasporta nel display in plancia i contenuti dell’iPhone (cui seguiranno presto anche quelli di Android), in questo modo si possono ascoltare le web radio (e anche i suggerimenti del software vocale Siri).
Gli esperti si sono accorti che questo modello di auto-tablet attrae anche chi giovanissimo non lo è più, ma è fortemente interattivo e vuole mantenersi al passo. E via allora con le auto che assomigliano sempre più a computer con le ruote. Sistemi in stile tablet offrono anche la Peugeot sulla 208 e la Ford con il suo Sync che è stato introdotto sulla B-Max per estendersi all’intera gamma, o anche BMW con il ConnectedDrive che trasforma magicamente la vettura in un ufficio mobile sempre attivo. Basta un comando vocale e queste tecnologie si trasformano in segretarie superefficienti: leggono mail e sms, sfogliano archivi musicali, prenotano ristoranti e teatri.

“Anche il navigatore, che sembrava la scoperta del secolo, è ormai visto con un certo sospetto se non è arricchito con una App dedicata, aggioranto cone le immagini di Google Earth”. A questo ci ha pensato Volkswagen: la settima Golf ha connessioni avanzatissime. Hyunday ha battezzato AppMode una versione particolare della sua ix20, che offre una stazione multimediale studiata in esclusiva da Pioneer per folleggiare sul Web.

“Siamo entrati nel mondo della cyber-car, ce n’è per tutti”. Forse però un pò meno gradite sono altre funzioni disponibili, come quelle introdotte sulla nuova Ford Fiesta: si chiama MyKey e permette ai genitori di limitare la velocità dell’auto. Ma la nuova frontiera è rappresentata anche da un modo nuovo di guidare, come quello istallato su Fiat, si chiama EcoDrive e permette una vera e proprio guida ecologica, consentendo di migliorare la guida in funzione di un miglior consumo di carburante.

Maurizio riceve una telefonata sul cellulare, è suo padre: “E’ morto Jimmy Fontana”, “Chi?”, chiede Maurizio, scrutando la sala che attende impaziente la ripresa della conferenza.

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