S. Yizhar- Convoglio di mezzanotte

Yizhar

S. Yizhar- Convoglio di mezzanotte

Traduzione di Elena Loewenthal

Elliot, Roma 2013

L’editore Elliot (Lit Edizioni) di Roma ha mandato in stampa un libro di quello che è considerato un capostipite della letteratura israeliana moderna, S. Yizhar. Il romanzo (in realtà un racconto lungo) si intitola “Convoglio di mezzanotte”, finito di scrivere nel maggio del 1949. E’ l’anno successivo alla nascita dello stato di Israele, l’anno successivo alla prima guerra tra israeliani e palestinesi. E’ un romanzo di guerra, un racconto  di una vicenda che si immagina accaduta nel ’48,  intorno a una collina di deserto che un convoglio di camionette e carri pesanti deve superare e discendere per portare rifornimenti vitali a un villaggio ebraico assediato, varcando l’invisibile linea del nemico prima che questo se ne accorga, prima nel tramonto, poi nel buio, nel buio più assoluto, nel silenzio.

L’incipit è bruciante:“I fiocchi di polvere che alle loro spalle diventavano un gomitolo fitto e inestricabile, opaco, finivano talvolta anche davanti. Di colpo tutto si avvolgeva di grigio e veniva murato dentro una sfera torbida di vortici polverosi e accecanti che avrebbero portato all’asfissia…” (p.13)

Possiamo aggiungere che è un duro romanzo di guerra, avvolto nelle tenebre di sabbia e pietrisco del deserto del Neghev, tra Israele ed Egitto. Non c’è luce, la notte ha una densità metaforica, a tratti angosciante. La vicenda sconfina in simbolo, il buio attanaglia le coscienze. Non c’è modo di liberarsi dalla guerra. Fino al punto di assumere i contorni di un destino. Quello di un  intero popolo. Il popolo di Israele.

A.DeL.

S. Yizhar

S. Yizhar

Samekh Yizhar (il suo nome vero era Yizhar Smilansky) era nato nel 1916 a Rehovot, nella Palestina ottomana in un moshav, in una famiglia di sionisti, e lui stesso era appassionatamente sionista, di sinistra, soldato nella guerra d’Indipendenza, deputato per un ventennio nella Knesset per il Mapai (il partito di Ben Gurion) e scomparso nel 2006.

Yizhar studiò in un seminario per insegnanti a Gerusalemme e più tardi insegnò a Yavniel, Ben Shemen e Rehovot.
Nel 1948 fu nel servizio segreto militare come ufficiale. Un anno dopo fu eletto alla prima Knesset per il partito Mapai (socialisti), e fu membro della Knesset nelle liste del partito per altri quattro mandati. Il suo sesto mandato alla Knesset fu con il partito Rafi.
Yizhar studiò all’Università di Gerusalemme e a Harvard nel Massachussets, ottenendo un PhD. In seguito insegnò letteratura all’Università di Gerusalemme e all’Università di Tel Aviv.
Dopo la pubblicazione della sua prima novella breve nel 1938, Yizhar pubblicò numerosi altri racconti, diventando uno dei principali scrittori nati in terra d’Israele. La sua prima raccolta di racconti “Hachorsha Bagiv’ah” (“Il bosco sulla collina”) uscì nel 1947. Nel 1948 la raccolta vinse il premio Rupin per la letteratura.
Verso la fine della guerra d’indipendenza d’Israele, Yizhar pubblicò “Hashavuy” (“Il prigioniero”), che suscitò molte controversie. Anche la raccolta di racconti “Hirvat Hazaa” del 1949 fu molto controversa. Uomo combattuto, tanto patriottico quanto critico sui rapporti tra Israele e i palestinesi (in Italia nel 2005 è uscito  La rabbia del vento che guardava impotente e dolente la cacciata  degli arabi da un villaggio durante la guerra del ’48, e comunque Yizhar è sempre stato per la restituzione dei territori conquistati nel ’67.
Alla fine degli anni ’50 comparve la sua imponente opera “Yemey Ziklag” (“Giorni di Ziklag”), che comprendeva due volumi e più di mille pagine. Quest’opera cambiò completamente la visione della prosa ebraica da una parte, e dalla “letteratura di guerra” dall’altra. L’opera gli valse il Premio Israel a soli 43 anni, uno dei più giovani scrittori a riceverlo.
Negli anni ’60 Yizhar pubblicò “Sipurey Mishor”. Negli anni seguenti Yizhar non scrisse narrativa, ma si concentrò sulla pubblicazione di articoli e libri sulla letteratura e l’istruzione.
Negli anni ’90 Yizhar pubblicò sei libri consecutivi, per i quali ricevette molti premi letterari e lauree honoris causa.

Nelle sue opere emergono i tratti della sua scrittura, e soprattutto quell’intreccio unico di mestiere e militanza morale. Il suo ricordo della guerra – una guerra di sopravvivenza – è privo di retorica e intriso invece di una sofferenza rabbiosa. Yizhar ha scardinato una letteratura che, nata dentro il conflitto, non poteva sfuggire ai limiti della celebrazione, trasformandola in un intreccio unico di epica e esistenzialismo. La sua prosa è lo specchio della vita trascorsa nel cimento con una politica in cui sentì sempre l’esigenza morale, ma anche con l’eterno dilemma fra il dovere e il sentimento, la giustizia del cuore e quella dell’intelletto.



Categorie:Q03- Schede di Narrativa contemporanea - Contemporary Fiction

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