Antonio De Lisa- Di cosa parliamo quando parliamo di romanzo contemporaneo

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Antonio De Lisa- Di cosa parliamo quando parliamo di romanzo contemporaneo

Quando si parla di romanzo contemporaneo si evoca spesso la categoria di Welt Literatur per descrivere l’attuale panorama internazionale. Welt Literatur, Letteratura mondiale. Qualche anno fa Moretti aveva parlato di Romanzo-Mondo. Le due definizioni si possono incrociare. L’attuale romanzo è scritto da autori che provengono dalle più varie latitudini, e sempre meno quelle europee. Gli scrittori si impegnano in un felice confronto con la storia dei singoli paesi di provenienza (Israele, Medio Oriente, India, Cina, Giapppone) articolando una forma di romanzo che è un intreccio di tradizione e inovazione. Spesso gli esiti sono interessantissimi. Da questi esiti emerge una nuova dimensione antropologica dell’uomo del XXI secolo che vale la pena di seguire.

Claudio Magris ha sottolineato più volte che le forme di narrativa contemporanea più interessanti dei nostri tempi sono legate a memorie di viaggio, esplorazioni di universi culturali altri, nuovi modi di intendere la sensibilità. Lo stesso Magris ne ha fornito prove esemplari (capostipite il suo “Danubio” via via fino a “L’infinito viaggiare”). Si potrebbe scomodare Debord, che inscriveva queste forme nell’universo della “psicogeografia”. Quindi, quando parliamo di romanzo non parliamo più di una forma particolare, ma di un universo di forme. La tensione che irrora queste forme fa dello stessa narrazione un’esperienza conoscitiva.

L’universale consenso che ha accolto le opere di Winfried Sebald ne ha fatto il portavoce di una tendenza del romanzo contemporaneo sempre più seguita: il romanzo-digressione. Lo si vede in numerosi libri usciti in questo quindicennio. La caratteristica di questa forma romanzesca consiste nell’unione di una serie di digressioni e divagazioni intelaiate a una più o meno esile stampella narrativa. Ma lo scopo non è quello di slabbrare i confini della narratività, piuttosto quello di dire cose che un semplice romanzo-intrattenimento non può dire. E’ una questione di linguaggio. Solo che invece di intervenire sul tessuto delle parole, si interviene sul tessuto dei temi-simbolo. Inevitabilmente quindi si sfocia – come nel caso di Sebald- in un confronto/scontro tra memoria individuale e memoria collettiva, facendo rientrare così in gioco la Storia con la Se maiuscola. Leggere questi libri diventa quindi un’esperienza dello spirito.

I successi mondiali di Jennifer Egan e Murakami Haruki dimostrano che, accanto a vie nuove, il grande romanzo non ha mai perso il suo appeal. Negli USA usano la definizione di “Romanzo americano” per indicare un vasto affresco di storie e di personaggi che si muovono sull’asse di un tema cruciale della storia americana. La Egan con il suo “Guardami” (che in Italia non caso è stato pubblicato da un piccolo editore: minimum fax, come confessione perlomeno di miopia, per non dire cecità, della grande editoria) è riuscita in pieno nel suo intento, per poi cambiare strada. Tutte le strade sono percorribili per chi sa scrivere, persino -in alcuni casi- quella del romanzo di genere. Si tratta di saper osservare quello che c’è dietro l’etichetta. Siamo come alla foce di un grande fiume.

Uscendo dalle definizioni e percorrendo la strada dei temi dominanti del romanzo contemporaneo si possono fare delle osservazioni sparse ma utili. Prendiamo ad esempio due romanzi: “Guardami” di Jennifer Egan e “Resistere non serve a niente” di Walter Siti (sì, lui, il vincitore dello Strega). Emerge un tema dominante: l’ossessione. Nel romanzo della Egan l’ossessione dell’identità e del vedersi vedere, in quello di Walter Siti (che scrive molto bene, un autore dall’alto profilo stilitico) quello del desiderio. Due tipiche ossessioni dei nostri giorni, un’epoca di ossessioni per definizione. Leggere questi due romanzi può significare anche prenderne coscienza. La minuta scrittura della Egan ci fa entrare nelle spire dell’ossessione, la scrittura di Siti ce la mostra come in un acquario. Ma si ha in entrambi i casi che la letteratura non abbia dimenticato i temi che contano.

Antonio De Lisa


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Categorie:O05- Schede di Narrativa contemporanea - Contemporary Fiction

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