Viaggiatori del Medioevo- Giovanni da Pian del Carpine – Testo online della Historia Mongalorum, Firenze 1913 (edizione bilingue, latino e italiano)

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Giovanni da Pian del Carpine nacque a Pian del Carpine, l’odierna Magione, nei pressi di Perugia, in una data incerta, presumibilmente collocabile negli ultimi decenni del XIII secolo. Le prime informazioni sulla sua vita risalgono, infatti, alla Chronica di Giordano da Giano, redatta dopo il 1262. Nulla sappiamo, pertanto, sul periodo della sua vita precedente l’ingresso nell’Ordine dei frati minori, sulle motivazioni e l’anno della sua opzione religiosa e sulle attività svolte o sulle mansioni ricoperte fino al 1221, la prima data in cui G. è nominato nel resoconto di Giordano da Giano. È possibile, ma non storicamente accertato, che facesse parte di quella schiera di dotti che entrarono adulti tra le file dei seguaci di Francesco d’Assisi intorno al 1215, secondo un’informazione cui accenna in modo non circostanziato nei nomi l’agiografo Tommaso da Celano nella cosiddetta Vita prima beati Francisci. Nel capitolo generale di Pentecoste, svoltosi ad Assisi il 30 maggio del 1221, G. fu scelto da Cesario da Spira, appena nominato ministro della provincia di Germania, per partecipare a una nuova spedizione di ventisei frati, compreso lo stesso Cesario, tra cui ritroviamo anche Giordano da Giano, Tommaso da Celano e Barnaba il Tedesco.

Nel 1243 Giovanni da Pian del Carpine fu alla corte di papa Innocenzo IV, che due anni dopo lo inviò come legato presso i Tatari con l’incarico di portare due bolle papali al Gran Khan dell’Impero mongolo, che in quel periodo era Güyük Khan, nipote di Gengis Khan, che in effetti il frate incontrò più volte. Lo scopo della missione diplomatica era quello di scongiurare un nuovo flagello mongolo sulla cristianità e di sondare un’alleanza per una guerra contro i Turchi e la liberazione della Terra Santa.

Tuttavia il contenuto delle bolle che il papa diede a frate Giovanni non era il più adatto per ricercare un’alleanza: il Gran Khan veniva trattato come un inferiore e dall’alto il papa imponeva ai Mongoli di pentirsi dei loro peccati, di smetterla di sterminare i cristiani e di battezzarsi. In realtà quella di frate Giovanni fu anche una missione esplorativa e di spionaggio, come risulta evidente dalla relazione che ne fece, ricchissima di notizie geografiche, politiche e militari, e conclusa da abbondanti consigli su come combattere i mongoli.

Politicamente scarno di risultati, il viaggio si rivelò comunque prezioso. Giovanni si può definire il primo inviato europeo in Oriente, il primo a cercare di intraprendere relazioni diplomatiche con i popoli che lo abitavano e colui che aprì la strada a successive spedizioni, compresa quella di Marco Polo, di cui fu precursore di ben ventisette anni.

Al ritorno dal viaggio Giovanni da Pian del Carpine fu legato del papa presso Luigi IX e fu poi nominato arcivescovo di Antivari (oggi Bar), dove morì il 1º agosto 1252.

La Historia Mongalorum

Il viaggio verso l’Impero Mongolo di Giovanni da Pian del Carpine fu lunghissimo e avventuroso. Molto si sa di questo viaggio (che attraverso la Polonia e poi la Russia sembrava doverlo condurre ai confini del mondo) grazie allo straordinario resoconto che egli stesso ne dette nella sua Historia Mongalorum, l’opera che scrisse al ritorno dalla sua missione, trattando degli usi e costumi dei mongoli. Il suo itinerario si sviluppò da Cracovia a Kiev, superando poi il fiume Volga e il mar Caspio, per giungere sul lago di Aral; da qui si diresse verso il lago Balqaš, per proseguire in direzione di Karakorum, dove per la prima volta incontrò il Khan e la nobiltà mongola.

Fu un viaggio costellato di spettacoli raccapriccianti, fatiche e stenti, ma anche di racconti e incontri favolosi. Dalle pagine della sua cronaca risuona vivida la voce umile e al contempo risoluta di Giovanni, uomo che, per primo e dal vero, svelò agli europei i segreti di quell’Estremo Oriente per secoli temuto e favoleggiato. Senza alcun mezzo, se non la compagnia del fedele Benedetto Polacco (in latino Benedictus Polonus), un francescano polacco che si aggregò a fra’ Giovanni a Breslavia (Wroclaw), e fino a poco oltre Kiev anche di Stefano di Boemia, che dovette rinunciare al viaggio per la sua salute precaria, Giovanni s’inoltrò in questa avventura senza paura e con spirito del dovere verso la Chiesa cattolica.

L’importanza storica di G. risiede, innanzitutto, nel ruolo di rilievo da lui ricoperto nella storia dell’espansione minoritica della prima metà del XIII secolo, mentre la missione per la quale è maggiormente conosciuto fu certamente un’esperienza fondamentale della sua vita e consentì la composizione di quello straordinario documento che è l’Historia Mongalorum, ma si risolse, nel concreto, con un nulla di fatto, senza produrre quel miglioramento dei rapporti diplomatici che era il fine primario dell’iniziativa di Innocenzo IV. Si deve tener conto, infine, del contesto politico-diplomatico della missione per rispondere al quesito, che è stato pure posto, sul “francescanesimo” di G., che non trapela in alcun modo dalle pagine del suo diario di viaggio. Più che un precursore di Marco Polo, come è stato sovente e impropriamente definito, G. fu innanzitutto un legato pontificio, impegnato in una difficile missione diplomatica ispirata più dalla necessità di fronteggiare una grave e imminente minaccia, che da un desiderio di conversione o di evangelizzazione. E proprio la consapevolezza di questa responsabilità e la coscienza di essere il privilegiato osservatore e testimone dell’effettivo grado di pericolosità del popolo mongolo ispirarono in sostanza la composizione del suo celebre resoconto. La storia della sua attività diplomatica deve essere, perciò, inquadrata nell’ambito dei rapporti tra il Papato del XIII secolo e i frati dei nuovi ordini mendicanti, all’interno dei quali la sua vicenda personale costituisce un capitolo esemplare.

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Testo online della Historia Mongalorum, Firenze 1913 (edizione bilingue, latino e italiano)

http://archive.org/stream/historiamongalo00pullgoog#page/n5/mode/2up



Categorie:O07- Letteratura di viaggio - Travel Literature

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