Antonio De Lisa- Finisterre. Viaggio in Patagonia

Cueva de las Manos sito di Santa Cruz, Argentina.

 Antonio De Lisa- Finisterre. Viaggio in Patagonia

La traversata è veramente dura, due ore di viaggio da Roma a Madrid, due ore di attesa, 12 ore di volo per Buenos Aires. Ci sono anche voli diretti, ma costano un botto.

Ieri sera/notte all’aeroporto di Madrid/Baraja ho avuto modo di osservare varie scene nelle due ore di attesa del volo per B.A. Intanto, eravamo solo noi all’imbarco a quell’ora, noi e i passeggeri di un volo per Lima. Sentivo parlare tutte le lingue, praticamente, perfino in arabo- Un distinto signore inglese, un tantino claudicante, di una certa età, ha letto per tutto il tempo sul suo tablet, ma non sono riuscito a capire cosa- Stamattina all’aeroporto di B.A. ho visto che attendeva il bagaglio. Su una vecchia valigia ha montato un cavalletto fotografico antidiluviano. Un antropologo? Non so, ne aveva l’aria. Terra che attrae gli antropologi, questa. Non è rimasto molto da studiare, ma mi dcono che ci sono ancora sulle Ande degli afro-peruviani, degli afro-argentini.

L’Air Europe non è male come compagnia aerea, ma ha orari bislacchi a bordo: hanno portato ka cena praticamente alle 3 di notte (ora italiana), io avevo già cenato (una entrecote dall’aspetto equivoco, tirata fuori da un contenitore di plastica, ma rivelatasi buonissima) e quindi ho saltato, ma avrei dovuto ricenare, ho avuto fame per tutta la notte. Ogni tanto sorvegliavo dal finestrino: l’Africa notturna è priva di luci, come l’oceano atlantico, di più sul Brasile- E il sorgere del sole ha le movenze di una favola andina. L’aveva notato anche Jung: qui il sole è tutto.

Tuffarsi nell’estate del cono sud è un’esperienza- Il giorno prima del nostro arrivo in città 45 gradi, ma oggi si sta bene. Dicono che Buenos Aires somigli a Napoli, ma a me ricorda Atene, ma non saprei spiegare il perché.

Praticamente si può dire che l’Argentina non è altro che un pezzo d’Italia trapiantato in Sud America- Parli italiano e ti capiscono- Si dice che l’argentino è la forma di spagnolo più italianizzata- dicono anche “Ciao”, ma solo come saluto di arrivederci.

Gli argentini di Buenos Aires che contano sono al mare, mi è stato spiegato. Passano l’estate a Mar del Plata, che è praticamente una fogna a cielo aperto, vi sfocia il River Plata tra Uruguay e Argentina. Ma loro sono contenti. Il mare sembra che assuma delle tonalità sul marrone.In città i discorsi sulla politica non mancano. Sono divisi in due schiere: pro o contro la Presidenta, la Kirchner, del partito giustizialista di Peron. I pro tendono a sinistra, i contro a destra.

Entro in una libreria della centralissima Via Lavalle, alle spalle della casa Rosada. Chiedo un libro di Sepulveda: niente; uno di Francisco Coloane: niente- In compenso hanno un’intera vetrata dedicata alle opere su Che Guevara. Niente da eccepire, ma Coloane dovrebbero averlo. Hanno l’intera produzione della narrativa spagnola contemporanea (che non mi fa morire) ma degli argentini e sudamericani poco o niente.

Gironzolando per le vie del centro le vie sono fiumane di gente (sudata, in giornata ssi è alzata di nuovo la temperatura dopo i temporali di ieri). Molti negozianti sono davanti ai negozi, sembr di stare a Salerno o nelle Marchee: media statura, pancetta prominente, basette lunghe e brizzolate, uno spagnolo che sembra italiano. Salerno, Udine, Catanzaro, Trapani. Italiani di terza generazione. Poi ci sono gli indios (i discendenti) ma fanno lavori umili: gli strilloni di cambio o roba simile. Avete presente Napoli ad agosto? ecco, appunto…

Il vero linguaggio nazionale è quello della pelota. Il futbol unisce le classi sociali (anche se gli studenti – quelli delle università pubblche- sono in grande maggioranza troskisti e adoratori del Che,ma tutti grandi esperti di calcio). Se vuoi parlare con un argentino devi sapere tutto sui calciatori argentini in Italia: io sono discretamente preparato, l’Inter è praticamente una squadra di argentini. Vicino all’aeroporto Ezeize cc’è il campo dove si allena la nazionale: grandi bandiere bianco-azzurre al vento.

Sono le 18:25. Mi hanno appena comunicato che domani mattina mi devo svegliare alle 4 per prendere un aereo alle 6.  Troppo serrato questo ritmo. Mi schianterò dalla stanchezza. Inoltre, mi accingo a fare una discreta brutta figura: sono invitato in un locale per uno show di tango. Si assiste solo (per fortuna!), ma non so cosa mettermi: ho solo jeans e scarpe da tennis (oltre a un pesante paio di scarpe invernali con cui sono partito). Spero che in questo posto non ci sia troppa gente elegante, del tipo donne con abito lungo nero e uomini (veri machi) con completo e scarpe nere con inserti bianchi. I tangueros vestono così. Mi distinguerò per la noncuranza con cui vado in giro, dai deserti del Medio Oriente ai locali alla moda di Buenos Aires, vestito sempre nello stesso modo. Per me più che altro è importante il caldo, il resto non m’importa; non sopporto più il freddo, le severe morali nordiche, le donne dagli occhi acquosi, il rigoroso senso della distanza.

Dicono che la notte a Buenos Aires comincia dopo la mezza. E che è molto frizzante: il caldo estivo si attenua, escono dai garages lee sfavillanti macchine dei gringos, i taxi cominciano a roteare per la città immensa (una cosa come 11 milioni di abitanti) portando in giro il carico lieve del desiderio e dell’amore verso locali rrigorosamente selezionati. La noche latina comincia a pronunciare le prime sillabe di un corteggiamento infinito (era così Amman in Giordania, o Mosca al gelo, figuriamoci Buenos Aires!). Ma io, in che lingua devo spiegare che con questo ritmo di viaggio a stento mi reggo in piedi?
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Le province dell’Argentina

La provincia del Chubut

Delle cinque province patagoniche quella in cui mi imbatto per primo è la provincia del Chubut (gallese: Talaith Chubut). Il nome deriva dalla parola degli indios Tehuelchechupat, che significa “trasparente”; così i Tehuelche vedevano il fiume Chubut, che dà ail nome all’intera provincia.

La maggiore città, con 180.000 abitanti, è Comodoro Rivadavia nel sud della provincia. Il capoluogo amministrativo è Rawson (40.000 abitanti). Altre città importanti sono Puerto Madryn, Trelew, Esquel e Sarmiento. Gaiman è un centro culturale e demografico della regione nota come “Y Wladfa” in cui sono concentrati i gallesi-argentini. Le 25.000 persone di lingua gallese nella regione del Chubut sono concentrate negli insediamenti originari gallesi di Trelew e Trevelin.Trelew significa, nella lingua degli indios Tehuelche: punta di pietra.

Per vedere le ossa dei più grandi dinosauri che calpestarono la terra bisogna fermarsi a Villa El Chocon, nella provincia di Neuquén, oppure andare al museo paleontologio “Egidio Ferruglio” di Trelew, nella provincia del Chubut. Nelle distese desertiche di queste due provincie, così come nelle distese di Santa Cruz, più a sud, ogni giorno vengono alla luce esemplari di questi rettili, che dominarono il pianeta fino a 65 milioni di anni fa. Poi scomparvero lasciando libero il terreno per l’evoluzione dei mammiferi. Il museo di La Plata, fondato da Francisco Perito Moreno, fu costituito grazie alle ricerche di Florentino Ameghino, il padre della paleontologia argentina e fornisce precise ricostruzioni dell’evolversi delle ere geologiche, oltre a riproporci le impressionanti dimensioni dei megateri che scorazzarono su queste piane secche fino all’ultima epoca glaciale. Tigri dai denti a sciabola, gliptodonti, milodonti, machrauchenie, oltre a una specie di cavallo, un cane e altri animali estinti.
La pelle coperta di pelo rossiccio del milodonte che Chatwin baldanzosamente dice di aver trovato nella grotta vicino a Puerto Natales, e che a suo dire lo aveva mosso, insieme ad altre nebulose motivazioni geopolitiche, al viaggio in Patagonia, è visibile nei musei di La Plata,  Punta Arenas, e Rio Gallego.

Gaiman è il capoluogo del dipartimento omonimo nella provincia del Chubut, si trova nella Valle Inferior del fiume Chubut. Dista da Buenos Aires 1.450 km lungo la Ruta Nacional 3.

Il Té Galés è una tradizione di famiglia gallese. È parte della cultura di Gaiman ed i turisti possono assaporare, nelle diverse Casas de Té, il tè con la tradizionale torta nera gallese, la torta di crema, la torta di noci, la torta di mele, la torta al cioccolato con panna e le torte con frutta, oltre ai vari dolci regionali con burro e pane fatto in casa.

Puerto Madryn

Puerto Madryn (gallese: Porth Madryn) è una della città della provincia del Provincia di Chubut, nella Patagonia argentina. È il capoluogo del dipartimento di Biedma, ed ha una popolazione di circa 58.000 abitanti. E’ protetta dal Golfo Nuevo, formato dalla penisola di Valdés e da Punta Ninfas. E’ anche il punto di partenza ideale per visitare le attrazioni naturali della costa e della penisola di Valdés.

 

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I Pinguini di Magellano nella riserva di Punta Tombo

I pinguini di Punta Tombo

Circa un milione di pinguini vivono sulla costa della Patagonia, nella riserva di Punta Tombo, a 180 chilometri da Puerto Madryn. Creata nel 1979 dal governo del Chubut (una delle Province dell’Argentina), la riserva permette di vedere nel loro habitat naturale migliaia di questi uccelli marini.

Ogni famiglia vive in grotte di un metro di profondità, costruite dai pinguini maschi per attrarre le femmine, che arrivano alla costa un mese più tardi rispetto ai loro pari maschi. I pinguini sono nuotatori esperti. In acqua raggiungono una velocità di 24 km/h e possono sprofondare fino a 80 m sotto il livello del mare.

A seconda del periodo dell’anno in cui si visita la riserva, è possibile partecipare a vari eventi: l’arrivo delle femmine e il ciclo riproduttivo nel mese di settembre, la nascita dei cuccioli a novembre, e un mese dopo, le prime incursioni in mare dei piccini.

Inoltre, Punta Tombo è un paradiso per altri uccelli marini che hanno scelto questo luogo per nidificare: gabbiani grigi o australi, stercorari, due specie di cormorani, il reale e il collo nero, piccioni antartici, e diverse specie di sterne e procellarie giganti.

Peninsula Valdés, foto scattata durante la missione Shuttle mission STS-68

Peninsula Valdés, foto scattata durante la missione Shuttle mission STS-68

Penisola di Valdés

La Penisola di Valdés (Península Valdés) è una penisola situata lungo la costa atlantica nella Provincia di Chubut. Ha un’estensione di circa 3.625 km². L’unico nucleo abitato è il villaggio di Puerto Pirámides, mentre la città più vicina è Puerto Madryn, distante circa 50 km.

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Buona parte della penisola è costituita da terreno arido con qualche lago salato. Il più grande di questi laghi si trova ad un’altitudine stimata di 40 metri sotto il livello del mare, ed era fino a poco tempo fa considerato il punto più basso dell’Argentina e dell’intero Sudamerica.

È un’importante riserva naturale, designata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1999. La costa è abitata da mammiferi marini, come il leone marino sudamericano, l’elefante marino e la foca sudamericana. La balena franca può essere inoltre avvistata nel Golfo Nuevo e nel Golfo San José, specchi d’acqua protetti, situati fra la penisola e la terraferma della Patagonia. Queste balene migrano in queste acque fra maggio e dicembre, per l’accoppiamento e il parto, poiché le acque nel golfo sono più calme e più calde che in mare aperto. Anche l’orca è visibile lungo la costa, nel mare aperto oltre la penisola.

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L’interno della penisola è abitato da nandù, guanachi e maras. Nell’isola è presente anche una grande varietà di uccelli: almeno 181 specie, 66 delle quali migratorie, vivono nella regione, incluso il piccione Antartico. Non sono un naturalista, ma dopo aver visto Leoni ed Elefanti marini in azione (e un’Orca), credo che possa avere una cotta per la biologia.

Prima di proseguire per la Terra del fuoco dobbiamo parlare della cucina patagonica. Per chi conosce quella di Buenos Aires non ci sono grandi novità: carni e pasta cotte – con vasto uso degli ingredienti locali e minore uso di quei prodotti che devono essere importati nella regione. L’agnello è considerato la carne Patagonica tradizionale, cotta per parecchie ore sopra un fuoco all’aperto. Alcune guide turistiche hanno segnalato erroneamente che il guanaco ed i cervi, sono utilizzati nelle cucine dei ristoranti. Tuttavia, poiché il guanaco è un animale protetto sia nel Cile che in Argentina, è improbabile che compaia nei menù. La trota ed il granchio reale sono utilizzati nella preparazione di piatti tipici, benché l’esaurimento delle risorse ittiche del granchio reale (Glyptolithodes cristatipes) lo abbia reso sempre più limitato. Nella zona intorno a Bariloche, è presente la tipica tradizione alpina di cucina, con le barre di cioccolato e perfino la fonduta. I ristoranti e le stanze del tè la sono una caratteristica delle comunità di lingua gallese di Gaiman, Chubut e Trevelin così come nelle montagne.

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Ushuaia e la Terra del fuoco

Ora sono a Ushuaia, nella Terra del Fuoco, nell’estremo sud dell’Argentina. Qui il campo c’è. In Patagonia abbiamo attraversato terre primitive dove non c’era nulla, neanche il segnale per trasmettere. Riprenderò da dove ho lasciato.  Sono passato dai 35 gradi della Penisola Valdés (Argentina) al freddo polare della Terra del fuoco. Fa una strana impressione trovarsi ad appena 1.000 km dall’Antartide, nella città più a sud della terra, Ushuaia. Bello, però, bellissimo

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Ushuaia, capoluogo della provincia Argentina della Terra del Fuoco, è la città più australe del mondo, a 3000 km da Buenos Aires. Si trova sulla costa meridionale dell’Isola Grande della Terra del Fuoco, in un paesaggio circondato da montagne che domina il Canale di Beagle. La città ha circa 65.000 abitanti.

In passato Puerto Williams in Cile era considerata la città più australe; in effetti essa si trova più a sud di Ushuaia, ma non è sufficientemente popolosa per poter essere considerata una città. Anche la più popolata Punta Arenas è considerata a volte la città più a sud.

L’insediamento costantemente abitato è Puerto Toro sull’Isola Navarino, ma ha meno di 100 residenti ed è più propriamente chiamato villaggio.

Ushuaia fu originariamente chiamata così dai primi coloni inglesi, dopo il nome nativo Yàmana attribuito dagli indigeni. Per gran parte della prima metà del XX secolo, la città fu centro di una prigione per criminali pericolosi. Il governo argentino allestì la prigione seguendo l’esempio degli inglesi in Australia: essendo un’isola remota, scappare da una prigione nella Terra del Fuoco sarebbe stato impossibile. I prigionieri divennero così forzati coloni e trascorrevano molto del loro tempo a tagliare legna nell’isola intorno alla prigione e a costruire la città.

Ushuaia in considerazione della sua posizione geografica nell’emisfero sud ha un clima particolare, inverni non eccessivamente rigidi (temperature medie attorno ad 1 °C) ed estati decisamente fresche (medie di circa 10 °C), precipitazioni leggermente più abbondanti nei mesi autunnali.

Terra del fuoco

Ushuaia, situata ai bordi del canale Beagle e circondata dai monti Martial, è una combinazione di montagne, mare, ghiacciai e boschi. È consigliabile visitare il Museo della Fine del Mondo, una costruzione del 1902, che conserva le interessanti opere d’artigianato degli indiani Onas, i resti di naufragi, documenti e foto riguardanti la storia della regione e, ad ovest della città, il Parco Nazionale Lapataia una riserva vergine dove si può passeggiare nella foresta di lengas e coihues e dov’è sorprendente il numero dei castori che arrivano a formare delle dighe con i tronchi degli alberi. È da segnalare la visita al Museo Marittimo installato nell’antico carcere (una delle prigioni più famose della storia argentina) e l’escursione con il Tren del Fin del Mundo che percorre uno dei sentieri utilizzati dai carcerati decine di anni fa per rifornirsi di legna attraversando i boschi centenari.

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Di interesse è anche il Parco Nazionale della Terra del Fuoco da cui è possibile arrivare a Capo Horn noleggiando una barca. Altri luoghi turistici sono le isole nel Canale di Beagle, dove vivono uccelli, pinguini e orche.

Famoso anche il Faro di San Juan de Salvamento, reso famoso da Jules Verne nel Il faro in capo al mondo.

È anche un punto chiave d’accesso alle regioni meridionali; riceve regolari voli da Buenos Aires (all’Aeroporto Internazionale di Ushuaia) e navi crociere che visitano le Isole Falkland (Islas Malvinas) e l’Antartide. Nei pressi ci sono anche delle stazioni sciistiche.

La città si trova vicina al 55º parallelo, il che implica che nelle notti dei giorni vicini al solstizio d’inverno, il Sole non scenda mai di più di 12 gradi al di sotto dell’orizzonte, permettendo di intravedere uno scorcio di luce anche nella totalità delle ore notturne ed in particolare a mezzanotte.

La Patagonia Argentina è generalmente una regione di ampie pianure steppiche, alle quali si susseguono altopiani che raggiungono circa i 100 metri di quota e caratterizzati da un’enorme distesa ciottolosa priva di vegetazione. Nelle depressioni delle pianure si formano gli stagni o i laghi d’acqua dolce e salmastra. Verso le Ande il paesaggio ciottoloso cede il posto a formazioni rocciose caratterizzate da porfido, granito e lave basaltiche, la vita animale diventa più abbondante e la vegetazione più lussureggiante, acquistando le caratteristiche della flora della costa occidentale e consistendo principalmente di essenze quali il faggio del sud e le conifere.

L’alta piovosità delle Ande occidentali (le Ande bagnate) e le temperature più basse delle acque superficiali del mare generano masse d’aria fredda e umida, che contribuiscono al mantenimento dei campi glaciali e dei ghiacciai, che sono i più grandi nell’emisfero sud fuori dell’Antartide. Tra le depressioni di cui il plateau è intersecato trasversalmente, la principale è il Gualichu, a sud del Río Negro, seguita dal Maquinchao e Valcheta (attraverso le quali passano le acque del lago Nahuel Huapi, che alimentano il fiume Limay).

Oltre a queste depressioni trasversali (alcune delle quali segnano le linee di contatto interoceaniche antiche), altre sono state occupate da laghi da più o meno vasti, quali il Lago Yagagtoo, il Lago Musters, il Lago Colhué Huapi ed altri si sono formati a sud di Puerto Deseado, nel centro della regione. Le eruzioni vulcaniche nella regione centrale hanno contribuito alla formazione del plateau a partire dal terziario, con lave di tipo basaltico. I depositi glaciali occidentali più recenti si sono formati sopra quelle lave. L’erosione, causata principalmente dalla fusione e dalla ritirata improvvisa del ghiaccio, aiutata dai cambiamenti tettonici, ha scavato una depressione longitudinale profonda, che separa il plateau dalle prime colline alte, le creste generalmente denominate la pre-Cordigliera, mentre ad ovest di queste si trova una depressione longitudinale simile che percorre le pendici della Cordigliera delle Ande. In questa depressione posteriore si trovano le terre più ricche e più fertili della Patagonia.

Il massiccio del Fitz Roy (destra) con il Cerro Torre al centro.

I bacini lacustri lungo la Cordigliera sono stati scavati dai flussi del ghiaccio, compreso il Lago Argentino ed il Lago Fagnano, così come le baie litoranee quale Bahía Inútil. In particolare, il Lago Argentino ed il Lago Viedma sono originati dallo scioglimento dei grandi ghiacciai che hanno origine dal Campo de Hielo Sur. Si trova nelle Ande meridionali, sulla linea di confine tra Cile ed Argentina. È la terza calotta glaciale continentale al mondo, dopo quelle dell’Antartide e della Groenlandia. I numerosi ghiacciai del Parco nazionale Torres del Paine sono una delle principali attrazioni turistiche Cilene, perché spettacolari e facilmente raggiungibili in barca. Dalla parte argentina tutta l’area fa parte del Parque Nacional Los Glaciares.

Il ghiacciaio Upsala è il più grande del Sudamerica, con una superficie totale di circa 900 km quadrati e termina nel Lago Argentino con un fronte largo oltre 10 km ed alto fino a 80 metri. Dato che la profondità del Lago Argentino in quel punto è poco inferiore ai 1000 metri, nella sua parte terminale il ghiacciaio galleggia nel lago e ciò favorisce il distacco di enormi iceberg che poi vanno alla deriva nel lago stesso. A circa 80 km dalla città di El Calafate si trova il ghiacciaio Perito Moreno che si estende per circa 300 km quadrati ed è il ghiacciaio più accessibile e visitato giacché è uno dei pochi al quale si può arrivare per via autostradale; inoltre è forse l’unico ghiacciaio al mondo in condizioni di equilibrio (non si scioglie).

Il tratto andino che la costeggia è detto Cordigliera Patagonica, con le cime San Valentín (4058 m), cima massima della Patagonia, San Lorenzo (3700 m), Cerro Tronador (3554 m), Fitz Roy (3405 m). Questo tratto ha grandi campi glaciali e zone boscose subantartiche. Il clima è freddo e molto umido.

Patagonia occidentale

La Patagonia occidentale è il versante che si affaccia sull’Oceano Pacifico, caratterizzato da fiordi e da stretti con zone boscose. Il clima, generalmente, è molto umido, ma meno rigido di quanto sia stato supposto dai primi viaggiatori. Il versante orientale è più caldo dell’occidentale, particolarmente in estate, mentre davanti alla costa ovest scorre una corrente marina fredda. La temperatura media annuale è di 11 °C e i valori estremi sono 25,5 °C la massima e −1,5 °C la minima, mentre a Bahía Blanca, vicino al litorale atlantico ed appena fuori dei confini settentrionali della Patagonia, la temperatura annuale media è di 15 °C e la variazione è molto maggiore. A Punta Arenas, nel sud estremo, la temperatura media è 6 °C e i valori estremi sono 24,5 °C la massima e −2 °C la minima. I venti dominanti sono occidentali ed il versante rivolto a ovest subisce una quantità di precipitazioni maggiori rispetto al versante orientale, determinando l’ombra pluviometrica[2]; le isole occidentali vicino a Torres del Paine ricevono una precipitazione annuale di 4000-7000 millimetri di pioggia, mentre le colline orientali ricevono meno di 800 millimetri di pioggia e nelle pianure si possono raggiungere i 200 millimetri di precipitazioni annuali.

La diminuzione dello strato di ozono sopra polo Sud è stata indicata come causa di cecità e di cancro della pelle delle pecore della Tierra del Fuego, e questo fenomeno desta preoccupazioni per la salute e l’integrità degli ecosistemi.

Lungo tutta la dorsale andina si trovano numerosi vulcani. Questo fenomeno e dovuto alla tettonica a zolle in particolare alla Placca di Nazca in subduzione sotto la Placca sudamericana

Alcuni vulcani argentini sono il Lanín (frontiera tra Argentina e Cile), il Tronador, il Cerro Bayo, il Domuyo. Alcuni vulcani cileni: Chaitén, Hudson.

La Patagonia è suddivisa politicamente fra cinque province appartenenti all’Argentina e due regioni e una provincia appartenenti al Cile.

Nel Cile meridionale è famoso il Parco naturale di Torres del Paine che dà rifugio alla maggiore colonia di condor del Sudamerica. Il parco si estende dal livello del mare fino a circa 3000 m di altitudine offrendo paesaggi di montagna con laghi ricoperti da banchise ed iceberg.

Per via dell’elevata variabilità nella temperatura, nelle precipitazioni e nell’altezza, ci sono vari modelli della vegetazione. La brughiera con le paludi e gli arbusti nani, chiamata brughiera di Magellano, predomina lungo il litorale occidentale del sud in cui soffiano venti forti e le precipitazioni sono abbondanti. Intorno ai campi glaciali, l’alta piovosità nelle zone riparate permette l’esistenza della foresta pluviale temperata (foreste subpolari di Magellano), con formazioni di faggio del sud (Nothofagus betuloides). Il bosco misto (foreste pluviali temperate di Valdivian) si può ritrovare nelle zone con intensità di precipitazione più bassa, e comprende essenze come Nothofagus pumilioBerberis buxifolia e Gunnera magellanica.

Dal lato orientale delle montagne, ci sono inoltre zone di foreste pluviali e di paludi in cui l’intensità delle precipitazioni è elevata. Oltre queste zone si estendono la steppa ed il pascolo con gli arbusti bassi, dominati da Festuca ed erbe resistenti alle basse intensità di precipitazione ed ai venti forti. In primavera ed estate, ii pascolo è dominato da piante basse ricoperte di piccoli fiori.

Il calafate (Berberis buxifolia) è considerato il simbolo della Patagonia. È un arbusto sempreverde, le cui bacche sono commestibili ed utilizzate per produrre una marmellata. Una leggenda dice che mangiare le bacche di questo arbusto rende la gente sicura di ritornare in Patagonia. Un grande e meraviglioso esemplare di Fitzroya cupressoides, considerato un monumento naturale, si trova nel parco nazionale di Los Alerces.

Il guanaco, il puma, lo zorro o volpe brasiliana (Canis azarae), lo zorrino o Mephitis patagonica (un genere di moffetta) ed il tuco-tuco o Ctenomys magellanicus (un roditore sotterraneo) sono i mammiferi più caratteristici delle pianure della Patagonia.

Il guanaco vaga in greggi nella regione e rappresentava, insieme al Rhea americana, e più raramente al Rhea darwinii, il principale mezzo di sostentamento per le popolazioni native, che li cacciavano a cavallo e con i cani, utilizzando le bolas. Il Vizcacha (Lagidum spec.) ed il Mara (Dolichotis) sono inoltre animali caratteristici della steppa e della Pampa al Nord.

L’avifauna è spesso meravigliosamente abbondante. Il Caracara del sud o carancho (Caracara plancus) è uno dei rappresentanti più caratteristici del paesaggio della Patagonia; il colibrì può essere visto in volo in mezzo alla neve appena caduta.

Tra i molti generi di uccelli acquatici basti accennare al fenicottero, all’oca della regione montagnosa (Chloephaga picta) e, nello stretto, alla notevole oca di Magellano (Tachyeres pteneres). La fauna marina comprende la balena australe, il pinguino di Magellano, l’orca e l’elefante marino.

La Penisola di Valdés è stata dichiarata dell’Unesco patrimonio dell’umanità per la grande importanza che ricopre come riserva naturale.

Si trovano: Guanaco, Volpe della Patagonia, Conuro della Patagonia, Pinguino di Magellano, Condor delle Ande.

Le attività economiche principali sono caratterizzate dall’industria estrattiva, la caccia alla balena, l’allevamento del bestiame (principalmente della pecora), la produzione della frutta e del frumento (vicino alle Ande verso il Nord) e l’estrazione del petrolio, dopo la scoperta di giacimenti vicino a Comodoro Rivadavia nel 1907. La produzione di energia è inoltre un settore cruciale dell’economia locale. Le ferrovie sono state progettate per collegare la Patagonia continentale dell’Argentina ed utilizzate per il trasporto del petrolio e dei prodotti derivati dall’estrazione mineraria, l’agricoltura e l’industria energetica. Una linea è stata sviluppata per il collegamento di San Carlos de Bariloche con Buenos Aires. Altre linee sono state costruite al sud, ma le uniche linee ancora in uso sono La Trochita ad Esquel ed il Treno per la fine del mondo ad Ushuaia, entrambe linee storiche, ed un Tren Histórico da San Carlos de Bariloche al Perito Moreno.

L’allevamento delle pecore fu introdotto alla fine del XIX secolo ed è stato l’attività economica principale. Dopo il raggiungimento di elevate quote di mercato durante la prima guerra mondiale, il declino della richiesta di lana nel mondo ha portato ed un forte ridimensionamento dell’allevamento delle pecore in Argentina. Al giorno d’oggi circa la metà dei 15 milioni di pecore dell’Argentina sono allevate in Patagonia, una percentuale che sta aumentando mentre l’allevamento delle pecore diminuisce nella pampa (al Nord). Chubut (principalmente merino) è al primo posto nella produzione di lana, mentre Santa Cruz (Corriedale ed in misura minore merino) è al secondo posto. L’allevamento delle pecore ha avuto un nuovo sviluppo nel 2002 con la svalutazione del peso e l’aumento costante della domanda globale delle lane (da parte della Cina e dell’Unione Europea). Gli investimenti nei nuovi mattatoi sono ancora modesti (principalmente a Comodoro Rivadavia, Trelew e Rio Gallegos) e spesso ci sono limitazioni di carattere fitosanitario all’esportazione della carne di pecora. Le vaste valli nei dintorni della Cordigliera andina hanno fornito le terre di pascolo sufficienti. L’umidità bassa ed il clima della regione meridionale favoriscono l’aumento degli allevamenti di varietà merino e Corriedale. L’allevamento comprende, anche se in minore quantità, bovini, maiali e cavalli. L’allevamento delle pecore garantisce piccole ma importanti opportunità di lavoro nelle zone rurali dove vi è poco altro.

Nella seconda metà del XX secolo, il turismo ha rappresentato la parte più importante dell’economia dell Patagonia. Originale e remota destinazione, la regione ha attratto crescenti schiere di viaggiatori e croceristi provenienti da destinazioni quali Capo Horn o da visite in Antartide, nonché numerosi viaggiatori alla ricerca dell’avventura. Le attrazioni turistiche principali includono il Perito Moreno, la penisola di Valdés, il Parco nazionale Torres del Paine, il distretto del Lago Argentino, Ushuaia e la Tierra del Fuego. Il turismo ha generato nuove attività economiche locali legate ai mestieri tradizionali quali l’artigianato dei Mapuche, il tessile con la lana del guanaco, la confetteria e le conserve. Con l’appoggio del governo cileno, l’azienda spagnola Endesa ha in progetto la costruzione di un certo numero di grandi dighe idroelettriche nella Patagonia cilena. Ciò ha suscitato inquietudini da parte di tante organizzazioni ambientaliste locali ed internazionali. Le prime dighe proposte sarebbero costruite sui fiumi di Pascua e Backer, ma la costruzione di dighe è inoltre stata proposta su altri fiumi, compreso il Futalefu, in Cile e sul fiume Santa Cruz in Argentina. La costruzione delle dighe avrà effetti di carattere ecologico e minacceranno la pesca, il turismo e gli interessi agricoli lungo il fiume. L’elettricità sarebbe trasportata da linee ad alta tensione (che saranno costruite da un’azienda canadese) per una lunghezza di circa 2000 km verso nord, in direzione delle zone di estrazione mineraria e delle industrie intorno a Santiago. Le linee attraverserebbero un certo numero di parchi nazionali, finora incontaminati, e di zone protette. Il governo cileno considera essenziale per sviluppo economico la disponibilità di fonti energetiche, mentre i contrari al progetto obiettano che questo distruggerà la crescente industria turistica della Patagonia. Nessuna prova è stata prodotta dall’esperienza di altre nazioni che la presenza di linee elettriche abbia interessato significativamente il turismo. Infatti, i contrari al programma hanno utilizzato i tabelloni per le affissioni pubblicitarie nel Cile affiggendo manifesti nei quali si sovrappongono le immagini delle linee elettriche sopra i paesaggi del parco nazionale del Torres del Paine, nel quale nessuna proposta per la costruzione di tali linee è stata presentata. Un altro effetto del turismo è stato l’aumento degli acquisti di appezzamenti di terra enormi da parte di stranieri, spesso più come un acquisto di prestigio piuttosto che per l’agricoltura. Tra i compratori figurano Sylvester Stallone, Ted Turner e Christopher Lambert e specialmente Luciano Benetton, il più grande proprietario terriero della Patagonia. La sua Compañia de Tierras Sud ha portato le nuove tecnologie all’industria, patrocinato musei e favorito le comunità locali, ma è stato un intervento discutibile specialmente per quanto riguarda il trattamento delle comunità locali di Mapuche.

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Provincia di Santa Cruz

El Calafate

Veduta della città di El Calafate e del Lago Argentino, nella provincia di Santa Cruz.
Veduta della città di El Calafate e del Lago Argentino, nella provincia di Santa Cruz.

In partenza per El Calafate  verso i ghiacciai della cordigliera delle Ande. Qui sono le 10:45. In Italia celebrerete il nuovo anno 4 ore prima di me. Quattro ore in più per godermi un 2012 non malvagio.

Risalendo il cono australe ci fermiamo a El Calafate, situata sulla riva meridionale del Lago Argentino, nella parte sud-occidentale della provincia di Santa Cruz, circa 320 km a nord-ovest di Río Gallegos, il capoluogo. Ha una popolazione di 6.143 abitanti. Il suo nome deriva da un piccolo arbusto dai fiori gialli molto comune in Patagonia, con bacche di colore blu scuro: il calafate (Berberis buxifolia); è un termine mutuato dalla lingua tehuelche.

El Calafate è un’importante meta turistica, essendo punto di partenza per la visita di diversi punti d’interesse del Parco Nazionale Los Glaciares, fra i quali il ghiacciaio Perito Moreno (uno dei più visitati al mondo), il Cerro Chaltén e il Cerro Torre.

Ghiacciaio Perito Moreno

Il Ghiacciaio Perito Moreno  è una formazione di ghiaccio, che si estende per 250 km² e per 30 chilometri in lunghezza, è uno dei 48 ghiacciai alimentati dal Campo de Hielo Sur, facente parte del sistema andino, condiviso con il Cile. Questo ghiacciaio continentale è la terza riserva al mondo d’acqua dolce.

Il ghiacciaio, situato a 78 km dalla località turistica El Calafate, prende il proprio nome dall’esploratore Francisco Moreno, un pioniere che studiò la regione nel XIX secolo e giocò un ruolo di primo piano nella difesa del territorio argentino nel conflitto sorto intorno alla disputa sul confine internazionale con il Cile.

La particolarità del Perito Moreno è che è un ghiacciaio in movimento. Il fronte del Perito Moreno è formato da una lingua anteriore lunga circa 5 km che si staglia per oltre 60 m sul lago Argentino. Il movimento è dovuto all’esistenza alla base del ghiacciaio di una sorta di cuscino d’acqua che lo tiene staccato dalla roccia. A causa di tale movimento si registra un avanzamento del ghiaccio di circa 2 metri al giorno. Quando poi il fronte del Ghiacciaio raggiunge l’altra sponda del lago Argentino, dove si trova una piccola penisola chiamata “Penisola de Magallanes”, forma una diga naturale che separa le due metà del lago e il fronte glaciale si trova pressoché equamente diviso a 2,5 km per lato. A causa di questo sbarramento il livello d’acqua della parte del lago chiamata Brazo Rico può risalire di oltre 30 metri rispetto al livello consueto. Un’enorme pressione prodotta da questa massa d’acqua finisce per fare pressione ed erodere il fronte del ghiacciaio: il muro di ghiaccio si scioglie nei suoi frammenti più deboli attraverso i quali filtra l’acqua, fino a far crollare enormi guglie e blocchi o più raramente a collassare con esplosioni verso l’esterno di enormi quantità di ghiaccio.

Tra le tante cose che mi piacciono del Sud America una mi è particolarmente congeniale: il ritmo. Ritmo di vita, ritmo di danza, ritmo di coversazione. Il ritmo argentino alterna una cadenza lenta e ripetuta a una improvvisa frenesia. Più si scende al sud più il ritmo si fa felpato, la genteb non urla, non si uurta per strada, non ti guarda con occhi infastiditi. Solo l’andamento atmosferico è mutevole, una continua alternanza di vento, pioggio e sole. Per reazione, forse, la gente è calma, ben piantata nella terra.

In genere, non pretendo di essere seguito nei miei consigi di lettura, ma una cosa sopra tutte mi dispiace: quando consiglio a qualcuno (per ben precisi motivi) un qualche libro di Carl Gustav Jung e non avere esito. Ieri sera in un locale di Ushuaia ho avuto finalmente soddisfazione. Stavamo sorseggiando un buon bicchiere di vino rosso (un Portillo di Mendoza) quando una ragazza ha menzionato la sua preziosa lettura di viaggio: un libro di Jung. Sono sobbalzato sulla sedia: finalmente. Dovevo arrivare a 13.000 kilometri da casa per trovarlo. La Patagonia è un posto decisamente junghiano. Qui la tua ombra ti cavalca accanto…

Antonio De Lisa

Argentina dicembre 2012-gennaio 2013

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