Yukio Mishima- Il mare della fertilità

Yukio Mishima, Il mare della fertilità

 (Hōjō no Umi )

Il mare della fertilità (Hōjō no Umi) è una tetralogia composta dallo scrittore giapponese Yukio Mishima, edita originariamente in Italia da Bompiani. Recentemente i quattro libri sono stati raccolti da Arnoldo Mondadori Editore nel volume Mishima Romanzi e Racconti vol. 2.Feltrinelli ha pubblicato tutti e quattro i libri della tetralogia con una nuova traduzione.

La tetralogia si compone di

Neve di primavera (Haru no Yuki – 1965/1967)

Cavalli in fuga / A briglia sciolta (Honba – 1968)

Il tempio dell’alba (Akatsuki no Tera – 1970)

La decomposizione dell’angelo (Tennin Gosui – 1970) (ripubblicato da Bompiani col titolo Lo specchio degli inganni)

Il protagonista dell’intera opera è Shigekuni Honda. In Neve di primavera, Honda ha 18 anni e rappresenta l’uomo totalmente soggiogato dalla razionalità, al punto da escludere ogni realtà sentimentale. Alla sua figura si opporrà il giovane amico Kiyoaki Matsugae. In Cavalli in fuga, il non più giovane Honda, oramai giudice in carriera, incontrerà Isao Inuma, giovane “cavallo in fuga”, reincarnazione di Kyoaki, e patriottista fino alla morte. Il libro si concluderà con il seppuku di quest’ultimo. Il tempio dell’alba racconta la storia di una giovane principessa Thailandese, seconda reincarnazione di Kiyoaki, di cui il sessantenne Honda si innamorerà alla follia. La decomposizione dell’angelo, finito di scrivere da Yukio Mishima il giorno stesso del suo seppuku, vedrà Honda alle prese con un ragazzo diciottenne di nome Toru. Convinto che quest’ultimo sia la terza reincarnazione di Kiyoaki, decide di adottarlo.

L’autore:

Yukio Mishima, pseudonimo di Kimitake Hiraoka (Tokyo,  1925 – Tokyo, 1970) è stato uno scrittore, drammaturgo, saggista, poeta, patriota e paramilitare giapponese.

Mishima è uno dei pochi autori giapponesi che hanno riscosso immediato successo all’estero (più che in Giappone stesso, dove la critica lo ha spesso stroncato). Le sue numerosissime opere spaziano dal romanzo alle forme modernizzate e riadattate di teatro tradizionale giapponese Kabuki e Nō, quest’ultimo rivisitato in chiave moderna. Personaggio difficile e complesso, spesso in Europa viene etichettato genericamente come “fascista”, era in realtà un nazionalista nostalgico, un conservatore decadente come lo definì Alberto Moravia che lo aveva incontrato nella sua casa in stile occidentale in un sobborgo di Tokyo. Sicuramente uno dei suoi ideali più forti è il patriottismo, che ha ispirato anche numerosi personaggi delle sue opere, oltre al culto per l’Imperatore visto non come personaggio storico o figura autoritaria ma come ideale astratto dell’essenza del Giappone tradizionale.

Con la sua tragica morte avvenuta in diretta televisiva nel 1970 all’età di quarantacinque anni (data studiata e ponderata accuratamente), con il suicidio rituale (seppuku) durante l’occupazione simbolica del ministero della difesa, suggellò la conclusione insieme della sua vita e della sua vicenda letteraria. Infatti poco prima del suo suicidio aveva consegnato all’editore l’ultima parte della tetralogia Il mare della fertilità (completata comunque tre mesi prima della consegna, ma sulla quale appare, nell’ultima pagina, la data simbolica “25/11/1970”, quasi come a volere lasciare il suo ultimo testamento).

La sua uscita di scena era stata organizzata con lucidità e freddezza. Uscendo dal suo studio per andare incontro all’epilogo della propria vita lascia un biglietto in cui era scritto «La vita umana è breve, ma io vorrei vivere per sempre». Tuttavia è necessario ed indispensabile ricordare che la morte ha sempre ossessionato Mishima durante tutta la sua vita, un’ossessione che si riflette chiaramente nelle sue opere.

Mishima fu anche fondatore di una organizzazione paramilitare, di cui lui era capo e finanziatore, chiamata Tate no kai (Associazione degli scudi) che rifiutava in maniera netta ciò che lui definiva una sottomissione del Giappone, ossia il Trattato di San Francisco del 1951 col quale il suo paese aveva rinunciato per sempre a possedere un esercito affidando la propria difesa agli Stati Uniti. Mishima insistette spesso sulla funzione non reale ma simbolica del suo esercito, composto solo da 100 giovani selezionati dallo scrittore stesso, inteso come esercito di salvaguardia dello spirito tradizionale giapponese e difensore dell’Imperatore.



Categorie:P04- Schede di Narrativa contemporanea - Contemporary Fiction

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